Camera

Informativa urgente del Governo sugli eccezionali eventi calamitosi occorsi in Emilia-Romagna

Data: 24/05/2023
Numero: Seduta n. 108
Soggetto: Camera dei Deputati

PRESIDENTE

PRESIDENTE. Passiamo agli interventi dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto.

Ha chiesto di parlare il deputato Tommaso Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI - CAPOGRUPPO DI FRATELLI D'ITALIA ALLA CAMERA

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, signor Ministro, colleghi, ieri, è stato il giorno del cordoglio. Oggi è lutto nazionale e devo dire che, se non vi fosse lo Stato e non vi fosse stato lo Stato in questi giorni, probabilmente il numero delle vittime sarebbe stato decisamente superiore, perché, quando si dice che vi sono stati 1.000 salvataggi, forse non tutti saranno stati determinanti, ma una parte sicuramente lo è stata e, quindi, quella catena di solidarietà, ma anche di funzionalità, dello Stato ha tenuto e ha consentito di evitare una tragedia ben più grave di quella che avrebbe potuto essere.

Però, signor Ministro, noi dobbiamo fare una riflessione anche rispetto a quanto spesso si legge. Non dobbiamo cercare degli atteggiamenti autoassolutori, dobbiamo esaminare i dati per quelli che sono e anche fare qualche riflessione. Perché negli ultimi 23 anni, è un dato che mi permetto di sottoporre all'attenzione dell'Aula, dal 1999 al 2022, per la prevenzione del rischio idrogeologico sono stati spesi 10,57 miliardi di euro per 11.024 progetti, però, le opere terminate sono solo pari al 43 per cento. E questo è un primo dato che ci deve far riflettere, perché, se gli stanziamenti ci sono, ma le opere non si concludono, è evidente che quelle opere non realizzano le finalità per le quali sono state progettate, appaltate e, alla fine, dovevano entrare in funzione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Aggiungo di più, vi è un'altra argomentazione che, in queste ore, soprattutto, circola sul circo mediatico, quella a proposito dei fondi disponibili: "non ci sono soldi, non ci sono soldi". Ma, attenzione, perché se noi andiamo a vedere, da qui ai prossimi dieci anni, nella peggiore delle valutazioni possibili, vi sono 21 miliardi disponibili da spendere per la difesa dell'assetto idrogeologico, quindi, il vero vulnus è questo: non mancano i soldi, evidentemente vi è una cultura dell'intervento che è più dettata dal riparare che da un progettare per prevenire.

Lei, prima, ha fatto un riferimento a livello nazionale, che effettivamente trova puntuale riscontro in ogni regione e cioè che si spende molto di più per riparare, rispetto a quanto si spenda per prevenire.

Cito un dato riferito alla mia regione, l'Emilia-Romagna, e lo cito, soprattutto, perché, in altre fasi, è stata toccata l'Emilia da inondazioni che, peraltro, non hanno avuto un numero di vittime pari a questa, ma sia l'Emilia che la Romagna sono, ahimè, territori - e non a caso sono uniti da un trattino o anche senza trattino - che costituiscono una regione molto fragile sotto questo profilo. Cito solo un dato: 80.000 sono le frane in Emilia-Romagna rispetto al numero complessivo delle frane, che sono circa 600.000, pari a un ottavo delle frane in Italia. Questo è un dato che dimostra la fragilità del territorio.

Ma, aggiungo di più: questo è un territorio che, per l'11,6 per cento, è potenzialmente allagabile; è un territorio che, in uno scenario di pericolosità media, vede una possibilità di allagamento pari al 45,6 per cento e, se andiamo a vedere lo studio dell'ISPRA, questo ci dice che due province, addirittura, superano il livello di allagabilità dell'80 per cento: sono, una, la provincia di Ravenna, l'altra, con percentuale ancora più alta, la provincia di Ferrara.

Questi dati dobbiamo averli nella nostra mente e per tutto il territorio nazionale, perché anche la logica distributiva delle risorse, a volte, non funziona. Bisogna fare una distribuzione delle risorse selettiva, che vada a progetti chiave, volti veramente nella direzione della prevenzione.

Per la legislatura 2020-2025, la regione Emilia-Romagna ha programmato interventi in sicurezza idrologica per più di 800 milioni di euro, dei quali 38 da parte del Ministero dell'Ambiente, 107 da parte della stessa regione, 160 da parte dell'Unione europea, 500 da parte dello Stato, con vari fondi. Ebbene, tra il 2019 e il 2023, la Protezione Civile ha deliberato 243 milioni di euro di rimborsi per danni da calamità e 252 li ha messi a disposizione lo Stato. È il discorso che facevamo prima.

Allora, solo due riflessioni. Casse di espansione: se bisogna fare espropri, date i poteri per poter fare gli espropri immediatamente, non possiamo permettere che il territorio vada sott'acqua, perché dobbiamo rispettare procedure di esproprio (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Lega-Salvini Premier) che, in un sistema ordinario, funzionano, ma, quando c'è la straordinarietà dei fatti, non possono trovare ospitalità. Seconda considerazione: si decida cosa si vuol fare anche in termini di invasi, perché non possiamo pensare, che dal 1988 - Ministro Marcora - vada avanti - sono passati 35 anni - il problema della diga di Vetto, senza dire se la si vuole o non la si vuole fare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). È giunto il momento di decidere. Il Governo ha deciso ieri, con un primo decreto-legge, vada avanti, in accordo ovviamente con gli enti locali e la regione, perché il sistema delle autonomie deve rapportarsi con il Governo e il Governo deve rapportarsi con il sistema delle autonomie. Ma, al di là di tutti i temi che ci sono sul tavolo, ivi compreso, ovviamente, quello dei cambiamenti climatici, attenzione, perché con rifermento ai cambiamenti climatici, a dieci, a cento o a mille, se non si fanno gli interventi che devono essere fatti, noi, ogni volta, piangeremo vittime, lutti e avremo sempre imprese e persone che trovano in queste tragedie sofferenza, una sofferenza che io ritengo ingiusta (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Lega-Salvini Premier).

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TommasoFoti
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