Data: 20/01/2011
. . . disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti
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PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Tommaso Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, torna il decreto-legge che la Camera aveva già esaminato, e debbo dire che è inutile ripetere sistematicamente gli stessi concetti. A me pare che questo decreto-legge abbia una sua importanza fondamentale nel momento in cui si preoccupa di superare la fase dell'emergenza, anzi, ha il pregio di dichiarare chiusa la fase dell'emergenza, perché questo è il nocciolo della questione.
Noi possiamo, o potevamo, continuare a procrastinare la fase dell'emergenza, dando l'idea di poter utilizzare anche strumenti forse eccezionali, ma sicuramente si sarebbe data l'idea che il potere politico non è capace di normalizzare una situazione che, francamente, non si spiega, perché, come ebbi già occasione di ricordare nelle precedenti discussioni, mi pare fin troppo evidente che, se questo Parlamento si dovesse occupare di tutte le emergenze rifiuti in Italia, probabilmente sarebbe in seduta continua.
Invece, le emergenze rifiuti sono delegate agli organi regionali, provinciali e comunali, che hanno, questi sì, il compito e il dovere di risolvere le questioni. Vi sono dei piani previsti che partono dal livello regionale, arrivano a quello provinciale e devono trovare attuazione da parte dei comuni. Vi sono delle tecniche e delle tecnologie sviluppate in questi anni che hanno praticamente messo in soffitta, in gran parte del Paese, il concetto di discarica, vecchia maniera. Vi sono addirittura dei termoutilizzatori che non soltanto sono in grado di smaltire la parte di rifiuto che viene ad essi conferita, ma producono energia. Vi sono cioè tutte le condizioni per poter dire che la situazione di emergenza non ha più ragion d'essere, se non artificiosamente creata.
È questo che sotto il profilo politico deve preoccupare; in questa occasione non è stato ribadito, perché le cose sono cambiate, ma non più tardi di quaranta giorni fa abbiamo svolto una discussione su questo decreto con l'opposizione che accusava addirittura il Governo per i rifiuti ancora presenti nella città di Napoli, quasi fosse il Governo che si dovesse preoccupare di intervenire e non gli enti locali interessati, a partire da quello del capoluogo di regione che ha un sindaco ormai più uscito che uscente, ma che, indubbiamente, di questo tema negli ultimi dieci anni non si è fatto mai carico.
Il senso di responsabilità vuole allora che si sia portato in questa sede un ulteriore provvedimento per tentare di risolvere definitivamente il tema e il problema, ma dobbiamo aggiungere anche una cosa fondamentale: non vi è norma di legge che possa risolvere la questione se poi non vi è la collaborazione positiva e vera, richiesta da parte di quegli enti cui i compiti vengono delegati e vengono conferiti. È questa la vera sfida di questo decreto-legge: vedere fino in fondo chi vorrà fare la propria parte per far sì che di questa emergenza rimanga soltanto un pallido ricordo (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
