Camera

Decreti-legge e fiducie: la maggioranza resta compatta e il Parlamento lavora

Data: 10/07/2024
Numero: Seduta n. 322
Soggetto: Camera dei Deputati

PRESIDENTE

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI - CAPOGRUPPO DI FRATELLI D'ITALIA ALLA CAMERA

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, se dovessimo fare l'esegesi della storia dei decreti-legge nel nostro Paese, dovremmo dire che, a Costituzione vigente, allora come oggi, è stata una sentenza della Corte costituzionale che, alla fine, ha posto fine alla reiterazione di quei decreti-legge, che, quelli sì, espropriavano sistematicamente il Parlamento, perché venivano riadottati puntualmente allo scadere dei decreti-legge stessi.

E, quindi, si aveva una proroga, di fatto, di norme che non erano mai state vagliate dal Parlamento, ma che erano continuamente tenute in vita dall'Esecutivo. Vorrete almeno riconoscere che, dopo quella sentenza, è cambiata la questione legislativa almeno sotto questo profilo ed è cambiata a tal punto che, se è vero che vi è un numero di decreti-legge che oggi appare notevole, è altrettanto vero che questo è un imbuto che si è creato anche in relazione ad un insieme di elezioni che si sono verificate nel nostro Paese nell'anno in corso e che hanno portato alla chiusura dei due rami del Parlamento.

Anzi, se devo dire la verità, contrariamente a quanto prevede il Regolamento, la Camera, a differenza del Senato, spesso e volentieri, ha rinunciato ad un turno di riposo per continuare i suoi lavori, tant'è vero che sono stati dati spazi notevoli anche ai disegni di legge e alle proposte di legge dell'opposizione.

Poi, se alcune sono state bocciate per mancanza e carenza di copertura finanziaria, non è un problema che penso si possa addebitare alla maggioranza. Purtuttavia, debbo dire che, nella Conferenza dei presidenti di gruppo, quando abbiamo affrontato questo problema, abbiamo cercato di mettere in piedi un calendario che fosse rispettoso della possibilità della fase emendativa e della fase dell'esame degli emendamenti.

Mi permetto soltanto di correggere, perché qualcuno non ha fatto bene i raffronti - neppure il collega Della Vedova - tra le modifiche che sono state introdotte dall'inizio di questa legislatura ai decreti-legge, rispetto alle non modifiche che venivano introdotte nei decreti-legge delle passate legislature. Perché, se volete vedere una verifica numerica, sono a disposizione; sicuramente, vedrete che questo Governo è stato molto sensibile ad accogliere modifiche che non solo vengono dai banchi della maggioranza, ma che, spesso e volentieri, sono venute anche dai banchi dell'opposizione, a dimostrazione del fatto che, comunque, se non vi è stato un bicameralismo che ha consentito i tre passaggi del decreto - perché se si dice che i decreti sono blindati, allora bisogna dire che ogni provvedimento dovrebbe durare 20 giorni in uno dei due rami del Parlamento, essendo 60 i giorni di tempo per la conversione -, al di là dei decreti, non vi è stato un ramo del Parlamento che non sia intervenuto, ed è intervenuto pesantemente, per quanto riguarda le modifiche, ora espungendo addirittura alcuni articoli, ora modificandoli sostanzialmente, ora recependo nuove proposte che venivano sia dalla maggioranza che dall'opposizione.

Questo lo dico in termini di funzionalità del Parlamento, che è tutto meno che una situazione di un Parlamento che è escluso dal confronto sui decreti-legge.

Dopodiché, penso anche di dover dire che, nel corso degli anni, il numero degli emendamenti è anche aumentato esponenzialmente, perché siamo sì in presenza di decreti - e anche qui apro una parentesi: certamente, qualcuno può dire "ce ne sono troppi" -, ma è vero che non sono omnibus, perché anche questo non viene detto. Noi abbiamo assistito a decreti omnibus quando, in questa legislatura, difficilmente si è dato corso a decreti omnibus e, chiaramente, se i decreti sono per materia, è evidente che le materie attengono a più Ministeri e, quindi, vi sono più decreti.

Un'ultima considerazione sulle fiducie. Penso che si darà atto che dove abbiamo potuto e dove vi era la disponibilità ad evitare la fiducia ed andare verso un confronto in Aula, non ci siamo sottratti. Quando i tempi non lo consentivano, si è andati avanti con la fiducia, però posso assicurare, comunque, che, a differenza del passato, dove, spesso e volentieri, le fiducie venivano messe, oltre che nei Governi tecnici e dai Governi tecnici - perché evidentemente, non avendo natura politica, quello era l'unico mezzo per andare avanti -, anche da Governi politici, che spesso e volentieri hanno messo il voto di fiducia non nei confronti dell'opposizione o dell'attività dell'opposizione, ma per sopperire alle divisioni della maggioranza.

Ecco, sotto questo profilo posso assicurare che le fiducie che ha chiesto questo Governo non sono mai state poste per superare difficoltà all'interno della maggioranza di centrodestra (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TommasoFoti
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