Camera

Dichiarazione di urgenza del disegno di legge ""Interventi per la riduzione del disagio abitativo..

Data: 05/12/2006

""Interventi per la riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali"" (AC 1955)

PRESIDENTE
. Comunico che, a norma dell'articolo 69, comma 1, del regolamento, è stata richiesta la dichiarazione di urgenza per il seguente disegno di legge: «Interventi per la riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali».
Su questa richiesta, a norma dell'articolo 69, comma 2, del regolamento, non essendo stata raggiunta in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo la maggioranza dei tre quarti dei componenti della Camera, l'Assemblea è chiamata a deliberare con votazione palese mediante procedimento elettronico con registrazione dei nomi.
Sulla dichiarazione d'urgenza, a norma dell'articolo 41 del regolamento, darò la parola - ove ne venga fatta richiesta - ad un oratore a favore e ad uno contro per cinque minuti.
Ha chiesto di parlare contro il deputato Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, se vi fosse il rappresentante del Governo, il ministro Ferrero, ad ascoltare - vedo che sta prendendo posizione -, mi permetterei di fare un appello perché questa decisione venga posticipata al giorno 14 dicembre, e spiego le motivazioni. A me pare che la richiesta di procedere a norma dell'articolo 69, comma 2, con la dichiarazione di urgenza in questo preciso momento costituisca un «autogol» rispetto all'iter e al procedimento che la Commissione ambiente ha attivato. Dico ciò perché, come è noto, l'articolo 69, comma 2, disciplina la dichiarazione di urgenza e alla stessa poi bisogna rifarsi per quanto riguarda i tempi. Sappiamo che la Commissione ha due mesi di tempo per esaminare un provvedimento, ma, nel caso in cui ne sia dichiarata l'urgenza, tale periodo viene dimezzato e, quindi, diventa un mese a partire dal momento in cui la Commissione ne ha iniziato l'esame.
La discussione di questo provvedimento è iniziata in Commissione il 29 novembre, il che significa che, a termini di regolamento, la Commissione avrebbe la possibilità di esaurire l'iter del provvedimento stesso entro il 29 dicembre. Francamente, non capisco la richiesta della dichiarazione di urgenza in questo momento, quando, signor Presidente, la Commissione ambiente ha stabilito un calendario dei suoi lavori in ragione del quale entro il 13 dicembre avrebbe licenziato il provvedimento per l'aula, dando il mandato al relatore. A fronte di un impegno della Commissione ambiente, che tutti ci siamo assunti in sede di ufficio di presidenza, come si può pensare di far dichiarare oggi l'urgenza che differisce i termini già stabiliti dalla Commissione ambiente - nel senso non di restringerli ma di allargarli -, il che, paradossalmente, parrebbe quasi significare che da parte dell'Esecutivo non vi sia la volontà di esaminare il provvedimento in aula entro la fine dell'anno? Posso anche capire che, a volte, il suggerimento che viene dalla «buca» sia un suggerimento che «manda in buca», ma, signor Presidente, signor ministro, in questa precisa fase la dichiarazione di urgenza rappresenta un «autogol». Se il 13 dicembre la Commissione ambiente non avesse ultimato i suoi lavori, comunque potreste chiedere l'urgenza il 14 dicembre, nulla rilevando ai fini del termine dell'esame da parte della Commissione perché, ai sensi del regolamento, esso rimarrebbe comunque fissato per il 29 dicembre.
Mi pare di essere stato sufficientemente chiaro. Mi sembra anche che la richiesta si manifesti, almeno allo stato, come illogica. Questa è la motivazione per la quale, se saremo chiamati a votare, noi esprimeremo voto contrario. Mi auguro che, nel frattempo, qualcuno illumini chi, evidentemente in modo non illuminato, ha pensato di seguire questa strada che, sotto il profilo regolamentare, rappresenta quanto meno un differimento dei termini rispetto a quelli che la Commissione ambiente aveva accettato e stabilito in buon ordine. . .

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TommasoFoti
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