Data: 02/11/2004
Discussione del disegno di legge: S 3106 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2004, n. 240, recante misure per favorire l'accesso alla locazione da parte di conduttori in condizioni di disagio abitativo conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio, nonché integrazioni alla legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Approvato dal Senato) (5350).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2004, n. 240, recante misure per favorire l'accesso alla locazione da parte di conduttori in condizioni di disagio abitativo conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio, nonché integrazioni alla legge 9 dicembre 1998, n. 431.
(Discussione sulle linee generali - A.C. 5350)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che il presidente del gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-L'Ulivo ne ha chiesto l'ampliamento, senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del regolamento.
Avverto, altresì, che la VIII Commissione (Ambiente) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il relatore, onorevole Foti, ha facoltà di svolgere la relazione.
TOMMASO FOTI, Relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, oggi si apre la discussione sulle linee generali afferente la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2004, n. 240, recante misure per favorire l'accesso alla locazione da parte di conduttori in condizioni di disagio abitativo conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio, nonché integrazioni alla legge 9 dicembre 1998, n. 431.
Mi corre l'obbligo di precisare preliminarmente che la Commissione di merito ha acquisito tutti i prescritti pareri delle altre Commissioni deputate ad esprimerli, eccetto la Commissione bilancio, che a tutt'oggi non ci ha ancora fatto pervenire il suo. La cosa ha un certo rilievo perché, come è noto, si tratta di un decreto-legge di spesa: sicché, non si potrà procedere nell'esame del provvedimento, se non dopo la pronuncia formale da parte della Commissione bilancio.
Ciò detto, debbo rilevare come il decreto-legge rechi un titolo essenziale di merito. Il Governo - forse, è la prima volta che lo fa - a fronte di una situazione di emergenza reiterata, non scarica su terzi o su altri cittadini la soluzione del problema, ma se ne fa carico in prima persona, direttamente.
Quella degli sfratti è una materia della quale si è parlato a lungo in queste aule, a volte anche con il pensiero offuscato dal necessario rispetto delle regole che uno Stato di diritto si dà. Non era e non è pensabile trasferire sempre e solo su una categoria - i proprietari di casa - il problema relativo alla difficoltà di reperimento degli alloggi da parte dei conduttori.
Dopo sei anni, la legge di riforma n. 431 del 1998 oggi è a regime; ma vi era ancora una coda (se possiamo definirla così) data da provvedimenti esecutivi di rilascio mai eseguiti nella sostanza, perché colpivano categorie che - giustamente - sono state tutelate, categorie che vivevano in condizioni di disagio, alle quali bisognava tentare di fornire una soluzione concreta per uscire da uno stato di precarietà non ulteriormente prorogabile.
Ebbene, ritengo che questo decreto-legge, che si fa carico di un problema che investe 26 mila nuclei familiari su tutto il territorio nazionale, sia particolarmente equilibrato, rispettoso, innanzitutto, di un'indicazione che promana dalla Corte costituzionale con la decisione n. 155 del 2004. La stessa Corte ha riconosciuto che non è possibile, da parte del Governo, reiterare ulteriori provvedimenti di proroga, senza che si siano attivate condizioni reali e concrete per superare una fase di emergenza.
A mio avviso, il Governo ha recepito nel senso migliore la lettera della pronuncia della Corte e ha cercato di creare le condizioni perché vi fossero un insieme di possibilità da parte dei conduttori per accedere alla stipula di nuovi contratti di locazione ad uso abitativo.
Vengono prospettate, non a caso, cinque nuove tipologie di contratto rispetto a quelle già previste dalla legge n. 431 del 1998. Queste cinque tipologie di contratto danno una risposta che penso di poter definire completa a tutte le varie esigenze. Si pone a volte in capo al conduttore la possibilità della stipula del contratto, ma si lascia anche all'ente locale questa possibilità. Soprattutto, la stipula di questi contratti è accompagnata non dalle buone parole del Governo, ma da un contributo economico concreto che lo Stato elargisce a coloro che stipulano questi contratti. Si tratta di un contributo economico che può essere di tremila, quattromila o cinquemila euro a seconda delle fasce della popolazione che interessano il comune nel quale il contratto di locazione si va a stipulare, ma è fuor di dubbio che è la prima volta che concretamente lo Stato si fa carico di un'emergenza sociale senza trasferirla ad altri.
Oltretutto - si badi bene - abbiamo una grossa possibilità per i conduttori, riconosciuta esplicitamente da una modifica introdotta nel decreto-legge da parte del Senato; mi riferisco alla possibilità di stipulare questi nuovi contratti senza che ciò possa impedire loro di continuare a rimanere nelle posizioni che avevano acquisito rispetto alle graduatorie dell'edilizia residenziale pubblica. In buona sostanza, viene preservato il diritto dei conduttori che stipulano questi nuovi contratti di vedere inalterate le proprie condizioni oggettive e soggettive per poter accedere un domani agli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Anche sotto questo profilo mi pare che la normativa introdotta sia particolarmente di garanzia, proprio perché non esclude i conduttori da un disegno ben preciso, quello cioè di mettere a loro disposizione anche gli alloggi dell'edilizia residenziale pubblica.
Aggiungo che si realizza anche la possibilità di utilizzare uno sportello per gli sfratti dato in affidamento agli ex istituti autonomi delle case popolari, comunque denominati. Anche sotto questo profilo, ritengo che il Governo abbia cercato di affiancare agli uffici-casa dei comuni, che in molti casi sono efficienti, ma in molti altri non lo sono, un'ulteriore possibilità concreta affinché al conduttore che versa in condizioni di disagio abitativo siano fornite tutte quelle assistenze che possono permettere di utilizzare fine fondo la lettera di questa nuova disposizione di legge.
Debbo altresì sottolineare come la possibilità da parte del conduttore di avvalersi di una delle tipologie contrattuali previste da questo decreto-legge di fatto differisca l'esecuzione del provvedimento di rilascio fino al 31 dicembre 2004.
Debbo aprire una parentesi per rilevare come in Commissione siamo stati «investiti» da numerosi emendamenti: centodiciotto emendamenti su questo decreto-legge francamente paiono troppi e in alcuni casi anche contraddittori, non solo nella lettera ma anche nella sostanza.
Voglio riconoscere ad alcuni gruppi, come i Democratici di sinistra-L'Ulivo e la Margherita, di aver presentato pochi emendamenti, mi pare quattordici, che vertono sul merito del decreto-legge. Altri gruppi hanno preferito presentare emendamenti puramente soppressivi, che renderebbero impossibile mettere in atto il differimento delle esecuzioni. Sotto tale profilo, invito i gruppi di opposizione a confrontarsi sul contenuto del decreto-legge in esame e non su una visione diversa, legittima sotto il profilo politico, ma che non trova una condizione di praticabilità nella lettera del provvedimento.
Voglio, cioè, dire che è inutile sognare di proporre altre soluzioni con la bacchetta magica. La realtà dei fatti, ahimè, è quella che abbiamo sotto i nostri occhi: si tratta di decidere se vogliamo o no soccorrere sul serio, non con la fiera delle parole, 26 mila nuclei familiari che ce lo richiedono. Questo è il problema politico oggi al nostro esame.
Nel corso dell'esame del provvedimento sono state introdotte alcune norme di modifica della legge n. 431, che potremmo definire la legge quadro sulla locazione ad uso abitativo. In particolare, si consente una migliore possibilità di spesa per i fondi che lo Stato mette a disposizione delle regioni per quanto riguarda l'assegnazione alle stesse dei contributi previsti dalla legge. Una modifica non meno significativa riguarda la possibilità di impugnativa del provvedimento in merito alla data fissata per l'esecuzione del rilascio dell'immobile.
Mi pare, quindi, di poter concludere dicendo che il decreto-legge è equilibrato e rappresenta un'ottima soluzione per il problema al nostro esame. Inoltre, forse per la prima volta, tra le parti che stipulano il contratto di locazione rispetta non soltanto il conduttore ma anche il locatore.
Nel corso dell'esame non potrò fare altro che invitare al ritiro degli emendamenti presentati, altrimenti esprimerò parere contrario poiché siamo ormai in prossimità della decadenza del decreto-legge in questione. Lascio al buon senso di ognuno di noi decidere quale sia la soluzione migliore tra far decadere un decreto-legge come questo o convertirlo in legge.
La parte politica che ha presentato questo decreto-legge si è fatta carico di risolvere un problema in via non provvisoria. Con la collaborazione di tutti potremo, nel futuro, richiedere che i contributi oggi stanziati in una prima fase possano essere ulteriormente reiterati. Tutti insieme potremo cercare per il futuro di far funzionare al meglio alcune norme che, comunque, sono innovative per un verso e risolutive per l'altro.
Con questo provvedimento si chiude la fase dell'emergenza e, finalmente, si porta a regime completo la lettera della legge n. 431 del 1998 che - voglio ricordarlo - venne approvata con i voti del centrosinistra ma trovò anche nell'ambito del centrodestra occasioni di convergenza politica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. . . .
