Data: 04/12/2006
Emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania (AC 1922)
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, il tema della raccolta differenziata deve farci riflettere soprattutto in ordine alla disparità dei risultati che sono stati conseguiti sul territorio nazionale. In numerose parti del centro-nord, sono stati ottenuti risultati veramente notevoli, che dimostrano un impegno corale delle amministrazioni, un buon rapporto e il coinvolgimento dei cittadini, i quali, adeguatamente informati, hanno dimostrato di sapersi perfettamente adattare ad un sistema che porta a modificare certe abitudini e che, in compenso, consente di abbattere il materiale che deve essere conferito in discarica o negli inceneritori.
Credo che il ruolo dei consorzi sia notevole e che, quindi, vada valorizzato anche al fine di promozione della loro attività. Vi sono sempre state problematiche tra coloro che rappresentano il CONAI e quelli che rappresentano gli altri consorzi di filiera. È un tema di cui si è occupato anche il testo unico licenziato all'inizio di quest'anno per mano del ministro Matteoli, laddove ai consorzi si dà un ruolo ben chiaro e preciso nello svolgimento di un'attività che è volta a portare benefici ai contribuenti.
In tal senso, mi sembra che l'emendamento del collega Paolo Russo completi la serie dei consorzi di filiera, aggiungendo un consorzio che, indubbiamente, ha svolto in questi anni un'attività meritoria, che coloro i quali si occupano di attività ambientale non possono certo disconoscere.
Oggi dobbiamo ribadire il nostro impegno a favore della raccolta differenziata, soprattutto perché gli obiettivi fissati inizialmente con il decreto Ronchi e poi confermati da altri provvedimenti possano trovare un'applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale. Si registrano tali differenze tra i dati in nostro possesso per cui, a mio avviso, non può più essere rimandata un'attenta riflessione su di essi, anche sotto il profilo politico, da parte di coloro i quali hanno amministrato, soprattutto in Campania, la cosa pubblica. Sotto questo profilo, mi pare fin troppo evidente che la regione Campania abbia delle ben precise responsabilità nel non avere minimamente tentato di attivare, sollecitare o coinvolgere, nel processo di raccolta differenziata, sia le amministrazioni locali sia i singoli cittadini. È indubbio che l'attività dell'amministrazione locale può portare a ben poco se non vi sono il concorso e la partecipazione dei cittadini.
Questo emendamento, così come alcuni tra quelli presentati dalla collega Cosenza, è volto proprio a far sì che la partecipazione dei cittadini a questo processo non sia di facciata, bensì concreta, e consenta di portare a quei risultati a cui, fino ad oggi, non si è arrivati per la miopia di una classe politica che, evidentemente, ha privilegiato altre forme di coinvolgimento, volte semplicemente a creare una clientela più o meno di tipo elettorale e non di certo ad ottenere un risultato....
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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, l'emendamento solleva una questione importante, quella, per così dire, dei «rifiuti con le ruote».
Noi, negli ultimi anni, abbiamo assistito a vicende poco commendevoli e poco edificanti, che hanno avuto persino risvolti di ordine penale; una serie infinita di indagini, addirittura, hanno portato a rinvenire rifiuti formalmente smaltiti in una provincia anche a 700, 800 chilometri di distanza; taluni enti locali hanno poi fatto finta di non sapere che sul proprio territorio si realizzavano discariche abusive e si sotterravano materiali pericolosi, quasi tale crimine fosse, invece, un'attività di routine.
Dunque, ritengo, signor Presidente, che mai come in questo momento, mentre una regione quale quella oggetto degli interventi recati dal decreto-legge in esame - come peraltro anche molte altre - vive una fase commissariale, sia opportuno, almeno sotto il profilo dello smaltimento dei rifiuti, rendere dichiarazioni chiare. Non è concepibile tale continuo trasferimento, sui più vari mezzi possibili, di rifiuti pericolosi che attraversano il paese, i nostri comuni, i centri abitati e finiscono molto spesso anche in quei fiumi ed in quelle cave che andrebbero certo riattate ma non con materiale inquinante.
Mai come adesso occorre fissare paletti precisi, occorre dire alto e forte che, se una regione ha una difficoltà nello smaltimento, si possono e si debbono siglare protocolli di intesa con altre regioni perché lo smaltimento medesimo sia assentito ma l'operazione deve avvenire alla luce del sole. Deve avvenire con accordi di programma che non siano la fiera dell'equivoco ma che, al contrario, siano chiari nei loro contenuti, nelle modalità operative, in tutta quella serie di attività che molto spesso, invece, vengono lasciate nell'indeterminatezza più completa. Mai come in questo campo, l'indeterminatezza finisce, infatti, per essere foriera di ogni e qualsiasi attività illegale.
È anche un emendamento, quello al nostro esame, che va nel segno di un ritorno alla legalità in un settore che da troppo tempo vive e si alimenta nell'illegalità.
Ritengo quindi di dover e poter dichiarare che il gruppo di Alleanza Nazionale non si limita a rivendicare maggiore chiarezza, peraltro dovuta, nell'ambito del corretto smaltimento dei rifiuti; vorrei ricordare che proprio il testo del decreto legislativo elaborato dal ministro Matteoli voleva fissare, per così dire, delle colonne d'Ercole oltre le quali non si potesse procedere. A me pare, invece, che questo Governo, falsamente ambientalista e in realtà molto interessato a risolvere i problemi creati dall'incapacità di governo della sinistra in certe regioni, stia cercando mezzi e mezzucci per non procedere nel segno della chiarezza, evitando di risolvere definitivamente una questione la cui soluzione non è più procrastinabile. Si cercano, invece, soltanto pannicelli caldi, per così dire, ad uso e consumo di questo o quell'amministratore che sta a cuore politicamente a questa maggioranza.
È un comportamento che va censurato, che non condividiamo e che, soltanto fissando regole del gioco precise, può essere sconfitto; è questo il motivo per il quale votiamo convintamente a favore sull'emendamento Dussin 4.17.....
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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, l'articolo in questione e, soprattutto, l'emendamento al nostro esame pongono alla nostra attenzione il delicato tema delle bonifiche, sul quale già questo Governo è intervenuto molto male; mi riferisco alla modifica che, attraverso il decreto del 12 ottobre 2006, si tenta di introdurre rispetto all'attuale testo unico in materia ambientale. Anche sulla stampa specializzata di oggi, si possono leggere note dalle quali emerge una sostanziale incostituzionalità delle modifiche prospettate dal Governo e che - udite, udite - in alcuni casi, si manifestano, addirittura, attraverso quella che il giornalista definisce una «sanatoria di tipo penale».
Atteso che in diritto penale non possono esservi sanatorie, bisogna correttamente leggerla come una amnistia.
Allora, signor Presidente, penso di dover dire che quanto propone oggi l'emendamento Dussin 5.5 ha una sua valenza fondante rispetto a un principio che dovrebbe essere già assorbito, di per sé, dall'ordinamento e, quindi, dalle procedure ordinarie, ma che in realtà rimane lettera morta.
In buona sostanza, si chiede che le iniziative assunte dal commissario non possano essere ostacolate da forze che operano nell'illegalità più o meno di massa.
Addirittura, pare che, a fronte di una volontà abbastanza sopita dei commissari di dare attuazione fino in fondo alle norme in esame, si preferisca, invece, in modo del tutto inopinato, fingere di non vedere che alcuni gruppi della camorra ed affini oppongono ostacoli ben precisi alla conclusione di alcune attività stabilite dal commissario.
Il collega Dussin propone di stabilire per legge che il commissario sia tenuto ad impedire che queste forze possano attuare la loro volontà criminosa. Mi pare che questo sia un atto dovuto da parte del commissario e che non vi sia la necessità di scriverlo in una legge. Però, atteggiamenti del tutto superficiali e al limite della connivenza con certe forze suggeriscono di definire per legge un compito che nel nostro ordinamento già dovrebbe spettare a un commissario: quello di segnalare all'autorità competente eventuali pressioni che possono realizzare, di per sé, una fattispecie di reato.
Atteso che, ad oggi, in molte zone ciò non avviene, vi è la necessità di introdurre nell'ordinamento quella che è già una facoltà piena del commissario, un obbligo del quale il commissario non si sta facendo carico.
Ecco le ragioni per le quali il gruppo di Alleanza Nazionale esprimerà un voto favorevole sull'emendamento Dussin 5.5. ....
