Data: 15/12/2010
. . . TERRITORIALI DELLA REGIONE CAMPANIA NELLE ATTIVITÀ DI GESTIONE DEL CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI
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PRESIDENTE. Saluto la rappresentanza dei giovani industriali di Prato, che sta assistendo ai nostri lavori dalle tribune (Applausi).
È iscritto a parlare l'onorevole Tommaso Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, sentendo le parole del collega che mi ha preceduto, l'onorevole Bratti, verrebbe quasi spontaneo ritenere che la colpa di tutta la situazione, per l'ennesima volta, sia, tanto per cambiare, di questo Governo.
In realtà il problema si è posto per la prima volta nel 1994. Essendo in quest'Aula dal 1996 e, sempre dal 1996, componente della Commissione ambiente, posso assicurare al collega Bratti che le cose non stanno in questi termini. L'emergenza, al contrario, si è vieppiù aggravata nonostante che nel corso degli anni si siano succedute amministrazioni dello stesso colore all'interno della regione Campania e di molti enti locali della regione Campania; alcuni di questi enti avevano addirittura sui banchi del Governo un Ministro, il Ministro Bassolino, che per un certo periodo ha ricoperto anche l'incarico di Ministro del lavoro e di sindaco di Napoli allo stesso tempo. Non posso quindi pensare che il Partito Democratico, oggi, dimentichi questa situazione e dimentichi il fatto che neppure il Ministro-sindaco riuscì mai a muovere qualcosa di concreto per risolvere una questione che, piaccia o non piaccia, questo Governo, con i due decreti-legge precedenti, ha affrontato di punta. Mi dispiace che non si vogliano riconoscere i meriti e le circostanze.
Devo aggiungere che sarebbe veramente grave se il Parlamento si dovesse occupare sistematicamente dei rifiuti di questa o di quella provincia perché, essendo ormai oltre 110 le province italiane, ogni giorno avremmo un decreto-legge da convertire per fare fronte ad una qualche emergenza. Fortunatamente non è così, perché evidentemente vi sono territori virtuosi, amministrazioni che si sono preoccupate del ciclo dei rifiuti per tempo, amministrazioni che hanno proceduto, per tempo, alla costruzione degli impianti di termovalorizzazione.
Penso di potere e dover dire, al collega Bratti, che vi è un dato che dimostra l'attività che questo Governo ha fatto e i risultati che ha ottenuto. Nella regione Campania, rispetto ad una produzione annua di rifiuti indifferenziati che nell'anno 2007 si attestava su circa 2 milioni e 600 mila tonnellate annue, oggi vengono prodotti meno di 2 milioni di tonnellate annue (Commenti del deputato Bratti). Meno di 2 milioni! È nella relazione depositata in Parlamento, collega Bratti; è una relazione depositata! Io capisco che quando si toccano nervi scoperti ci si irriti, ma i numeri sono numeri, come quelli di ieri, quando si perde non si ha che prenderne atto.
Penso quindi di poter dire, in tutta onestà e tranquillità che, piaccia o non piaccia, dovreste pensarci ai numeri, amici. Avevate in mano la regione Campania, avete fatto un monopolio di questa regione e l'avete persa con un risultato clamoroso, avete perso la provincia di Napoli. Ci sarà un motivo se ciò è capitato; forse un po' di autocritica, quella che voi consigliate sempre agli altri, non vi guasterebbe, se non altro perché potreste trarne qualche elemento di giovamento, non soltanto politico.
Penso allora di poter dire che questo decreto-legge ha un pregio: non riapre la fase emergenziale, che si intende chiusa. Anche sotto questo profilo, nonostante la propaganda che si è voluta mettere in piedi, non vi sono le stesse situazioni di due anni fa, ma situazioni profondamente diverse, nelle quali - tutti dobbiamo prenderne atto - il sistema degli enti locali, ad esempio in Campania, ha effettivamente grandi difficoltà di recepimento delle norme dell'ordinamento generale. Questo è un primo discorso che va fatto, una prima riflessione che va fatta.
Non a caso questo decreto-legge oggi sposta l'attenzione anche su alcuni enti locali, mettendo in capo, ad esempio, al presidente della regione, ma anche alle province, il compito di concorrere, attraverso la nomina dei commissari, all'attività di realizzazione dei termovalorizzatori. Infatti, non è che nelle altre parti d'Italia abbiano inventato chissà che cosa: si sono semplicemente adeguati a quello che la tecnica oggi consiglia come i migliori strumenti per la riduzione o la trasformazione dei rifiuti.
Questo è l'argomento di fondo, e penso di poter sostenere che oggi dovremmo essere concordi, pur nell'attività giusta e doverosa dell'opposizione nel sottolineare le differenze, nello spingere verso la conversione di un decreto-legge che, peraltro, in questo momento, come è noto a tutti, sta già esplicando pienamente i suoi effetti. Ciò per dare nel più breve tempo possibile una certezza definitiva a coloro i quali saranno i destinatari del provvedimento.
Per quanto concerne la raccolta differenziata, penso che se passi avanti sono stati fatti, questi risultano però a macchia di leopardo, è già stato sottolineato, ed abbiamo bisogno, indipendentemente dal dividere e fare l'elenco delle amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra, di far crescere in quelle zone una cultura che, se mi permettete, è stata poco recepita anche nel nome della demagogia.
Quando infatti si applica la tassa dei rifiuti, ed è consentito agli enti locali di poter subentrare pesantemente attraverso una predeterminazione dei costi effettivi, sostenendo che ciò che costa 100 in realtà, ai cittadini, costa 70 perché 30 lo mette l'ente locale, non si responsabilizzano i cittadini per far fronte ai reali costi dello smaltimento. Questo è un problema fondamentale, e non a caso tale sistema venne scelto a suo tempo in molte zone, fin da quando si poté inserire a livello sperimentale la tariffa, perché quest'ultima aveva il grosso pregio di quantificare in termini di costi ciò che ognuno doveva pagare in relazione alla produzione dei rifiuti, e questo porta ad una responsabilizzazione che prima non c'era.
Vorrei anche ricordare, in quanto a suo tempo membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, che non è un caso che gran parte di queste attività abbiano nella Campania un suo epicentro; dobbiamo cercare maggiormente di portare lì la legalità dei fatti e non delle parole, le opere e non gli slogan, le iniziative atte a risolvere definitivamente la questione, la qual cosa non si è verificata negli ultimi sedici anni, e sedici anni non sono uno spazio temporale limitato: si sono succeduti Governi, ministri, sindaci, presidenti di province e di regione, ma soltanto a partire dal 2008 un'inversione di tendenza vera e significativa si è verificata.
Queste sono le ragioni che, penso, si possano sicuramente sostenere - senza tema di smentita - che dimostrano come, il Governo Berlusconi, il Ministro Prestigiacomo, e tutti coloro che della materia si sono occupati, l'abbiano fatto con il preciso impegno e preciso obiettivo di risolvere in via definitiva il problema.
Certo, sappiamo che vi sono delle difficoltà, anche in ordine, tanto per essere chiari, ai luoghi a suo tempo identificati come discariche. Noi viviamo in un Paese dove vi sono numerose discariche tuttora aperte, e molto spesso il vero problema dell'opposizione alle discariche medesime non è legato alla loro struttura, quanto al fatto che diventerebbero di fatto dei ricettacoli di tutti i rifiuti regionali; questo è uno degli obiettivi che va evitato.
Così come va evitata, peraltro, una parzializzazione del numero delle discariche, perché i controlli, se si vogliono fare seriamente, non possono essere diffusi su un territorio sterminato, laddove, ovviamente, l'operazione di controllo medesima diventerebbe più difficile.
Pertanto, siamo convinti che questo decreto-legge segni un'altra pagina importante e positiva per quanto riguarda la risoluzione del problema dei rifiuti di Napoli e, più in generale, della Campania. È un'ennesima azione del buon Governo, del buon Governo del fare, del buon Governo di cui il Popolo della Libertà è sicuramente motore.
Proprio per questo faccio un appello e auspico un esame sereno di questo provvedimento che porti alla conversione in legge del medesimo nel più breve tempo possibile (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
