Data: 11/11/2006
Esame dell'articolo 6 A.C. 1746 bis
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, penso che questo articolo «colabrodo» meriterebbe una riflessione appropriata. Noi, al momento di presentare il disegno di legge finanziaria, dovevamo stare a sentire tanti giuristi che, dal fronte politico opposto, pretendevano di insegnarci come dovessero essere scritte le norme.
Io penso che questo articolo sia un monumento alla confusione, sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello della comprensibilità dei termini. Oltretutto, essendo un articolo «colabrodo», ci si è messo dentro di tutto. Pensate che si riesce a parlare delle tabaccherie, del gioco del lotto e anche della tassazione degli immobili! Quale grande filo unisca questi tre comparti è difficile da capire. Probabilmente, si potrebbe così argomentare: Visco ha scommesso, ha vinto un immobile e si è fatto una tabaccheria! Questa potrebbe essere la sintesi più logica di un provvedimento che fa acqua da tutte le parti (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale).
Lei, signor Presidente, è stato un ministro contestato in una passata legislatura, forse perché aveva il difetto di conoscere la materia, mentre in quest'aula, probabilmente, è un pregio cercare di parlare indipendentemente dalla conoscenza della materia.
Così facendo, qual è l'argomento più facile per tassare? Prendiamo gli immobili! Gli immobili - è noto - non si possono portare all'estero. Sono fermi, sono visibili e, quindi, chiunque sa che, facendo una pressione fiscale su quel bene, non si sbaglia.
Nella campagna elettorale che si è conclusa nei mesi scorsi, abbiamo sentito i nostri dirimpettai commentare dove si sarebbero presi i soldi per abolire l'ICI sulla prima casa. Addirittura dicevano che si trattava di un bluff. Poi abbiamo visto, a fronte di una richiesta della Comunità europea di 14 miliardi di euro per raggiungere il limite di deficit strutturale consentito, che persone abili hanno fatto una finanziaria che è deflagrata a 30-35-40 miliardi di euro. Ormai, tra un emendamento del Governo e un emendamento della coalizione imposto al Governo, penso che soltanto il ministro dell'economia (che prima o poi lo vedrete che «schioppa»), riuscirà forse a tenere i conti. Tutti gli altri non sanno quale sia il saldo di questa finanziaria.
Ebbene, noi, con senso di responsabilità, su un argomento delicato come quello della fiscalità immobiliare, che meriterebbe attenzione e comprensione da parte di una qualsiasi maggioranza, al di là del colore politico, abbiamo presentato due emendamenti che mi paiono di estremo buon senso.
Il primo, tra l'altro, era stato sottoscritto a piene mani dal Presidente Prodi nella campagna elettorale. Il Presidente Prodi, infatti, scrisse addirittura ad una organizzazione della proprietà edilizia, la più rappresentativa sotto il profilo nazionale, assicurando che il provvedimento che avrebbe portato avanti sugli immobili riguardava la cedolare secca sul reddito percepito dagli affitti di beni immobili ad uso abitativo, indipendentemente dal reddito percepito.
Ebbene, questo principio non è minimamente contenuto in questo disegno di legge finanziaria. È una promessa fatta e non mantenuta da questo Governo, messa per iscritto dal Presidente del Consiglio e dal Vicepresidente Rutelli. Se lo immagina, signor Presidente, cosa sarebbe successo se avessimo scritto nel passato qualcosa, anche ad un usciere di un palazzo, e non avessimo mantenuto la promessa? Qui, invece, si prendono in giro decine di milioni di proprietari di immobili!
La seconda considerazione rispetto all'opportunità dell'emendamento, presentato con quella tempestività che è propria del collega Armani, che forse di fiscalità se ne intende più di coloro i quali questa finanziaria hanno scritto, riguarda un altro elemento fondamentale, ossia consentire la deducibilità dell'ICI ai fini IRPEF.
Anche questo è un argomento che potremmo definire vecchio e datato, ma, proprio per questo, è consolidato e maturato e si è fatto strada nelle coscienze e nelle scienze di ognuno. Allora, non si capisce per quale arcano motivo si debba, anche in questo caso, esprimersi in modo contrario, come è capitato in Commissione, quasi con il pregiudizio ideologico che la proprietà è un furto. Capisco che questo sia il retaggio culturale di una sinistra massimalista che condiziona questa coalizione. Sono nati con quella ideologia e con quella simbologia, quindi, non mi sorprende che una sinistra démodé, all'alba del nuovo millennio, si preoccupi ancora di ritenere la proprietà un furto. Ciò che mi sorprende è che quella sinistra riesca ad essere maggioranza in questa maggioranza e che riesca a condizionarla a tal punto che neanche i provvedimenti di buon senso riescono ad essere adottati: non riescono ad essere attuati, non riescono ad essere inseriti nell'ordinamento, nonostante questa manovra e questi emendamenti, come da noi proposti e se approvati, consentirebbero l'emersione del nero, dei contributi e dell'imposta ICI non pagata, rendendo possibile un comportamento virtuoso della finanza locale.
Allora, non è con le tasse di scopo, non è pensando di aumentare l'ICI e facendo finta di fare qualche opera pubblica che si risolvono i problemi dei comuni o si fa emergere quella eventuale sacca di imposta non pagata, ma proprio realizzando dei comportamenti virtuosi.
Nessuno, oggi, ha il coraggio di dire quale buco fiscale vi sia stato lasciato, perché le imposte, sia ai fini IRPEF, sia ai fini IVA, dimostrano un'entrata di oltre 10 miliardi di euro in più rispetto all'anno precedente. Le garantisco, signor presidente, che dovrebbero ringraziarla per la sua finanziaria; come ha fatto l'attuale ministro dell'economia (che torno a ripetere: prima o poi «schioppa»), al di là della sua iniziale premessa, alla fine, dopo aver detto e «cianciato» di buchi e controbuchi (Commenti dei deputati del gruppo L'Ulivo)...
FRANCESCO PIRO. Molto elegante!
TOMMASO FOTI.Non è obbligatorio ragliare (Commenti del deputato Bressa)...
Dicevo che questo ministro, dopo buchi e controbuchi ventilati, è arrivato a dire che la finanziaria precedente conteneva delle norme strutturali. Lo sapevamo bene! Bisognerebbe leggere gli interventi di quei «Soloni» che oggi, magari, leggono il giornale sui banchi del Governo e che sostenevano allora ben altre argomentazioni rispetto a quella finanziaria. Può continuare, signor sottosegretario, non volevo offendere la sua lettura, né turbarla...
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIA MELONI (ore 13,05)
TOMMASO FOTI.Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci pare di dover raccomandare l'approvazione dei due emendamenti Raisi 6.15 e Armani 6.21, perché ci sembrano destinati a produrre degli effetti positivi sul mercato immobiliare.
In questo paese il mercato immobiliare non è una palla al piede, ma è una risorsa che, se adeguatamente curata, può essere foriera di buoni, ottimi incassi. Esso può consentire, cioè, di ottenere, in modo pulito, in modo non repressivo o invasivo, tutta l'emersione di contribuzione utile ai fini del bilancio dello Stato.
Sono certo che la mia sarà stata una fatica inutile, ma, se non altro, volevo almeno testimoniare la doppiezza che vi ha contraddistinto in tutti questi anni: critici feroci all'opposizione, incapaci di tutto e su tutto quando siete maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale)!
