Numero: 643
Soggetto: Camera dei Deputati
Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, recante disposizioni urgenti in materia di termini legislativi (A.C. 3431-A/R) (Seguito della discussione ed approvazione).
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TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, l'ordine del giorno Butti, seppure in un'Aula evidentemente desiderosa di passare ai voti, affronta uno di quei temi per i quali, nel passato, questo Parlamento si interessava ed occupava per intere giornate. Infatti, vorrei ricordare che il settore della costruzione delle auto, in Italia, non è uno dei tanti settori della politica industriale di questo Paese; per tanti anni, è stato il riferimento della politica industriale di questo Paese. Voglio anche dire che, quando la sinistra faceva la sinistra, il settore dell'auto si è sempre portato dietro una serie di tensioni sociali che avevano in quest'Aula un'occasione di confronto e financo di scontro. Vorrei ricordare a me stesso che, nel 1980, si segnò una pagina anche nuova e del tutto rivoluzionaria, nata proprio all'interno del settore dell'auto, relativamente ai rapporti sindacali, perché. Infatti, dopo che Enrico Berlinguer, nel settembre 1980, andò davanti ai cancelli di Mirafiori e al Lingotto ad arringare gli operai, perché non cedessero al cosiddetto ricatto aziendale, il mese successivo nacque la famosa "marcia dei 40 mila", con la presenza dei quadri FIAT che sfilavano per Torino per chiedere la libertà all'interno del mondo del lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), e da lì nacquero nuovi rapporti sociali! Allora, non è possibile che un tema del genere, scusatemi, che ha segnato anche la storia politica e sindacale dell'Italia, venga affrontato con questa superficialità. Noi sappiamo bene come la transizione ecologica abbia fissato anche dei miti, ad esempio quello dell'auto elettrica, dove poi sarà anche bene che qualcuno inizi a dire quali materie prime noi abbiamo per poter costruire le batterie di quelle auto elettriche, ma è evidente che vi è un periodo di transizione anche dal passaggio da un modello all'altro che non può essere valutato come se fosse un passaggio naturale. Noi rischiamo concretamente 70 mila posti di lavoro, quali vengono oggi quantificati nel caso di una continua e sistematica disattenzione del settore, così come si sta dimostrando in questo momento, perché il problema non lo si risolve soltanto con contributi a pioggia. Lo si risolve o si contribuisce a risolverlo anche attraverso un progetto che, nei prossimi 15 anni, delinei la politica industriale del settore. Infatti, se lasciamo che questo settore sia abbandonato a se stesso, guardate che il settore dell'auto, attraverso alcune aggregazioni, ha già perso fortemente la caratteristica nazionale che doveva avere. Allora, vogliamo veramente che tutta l'industria europea vada ad invadere il mercato italiano, così come lo ha invaso negli ultimi anni, e noi non delineiamo una politica industriale per il settore dell'auto nazionale? Stiamo a guardare? Quando il collega Butti ha presentato questo ordine del giorno, la finalità - parliamoci chiaro - è di dire che è un progetto che è fuori dall'agenda di questo Governo, perché ogni volta che vi abbiamo interrogato in quest'Aula sul tema, ci è sempre stato detto "faremo, vedremo, valuteremo". Ma quando ci si mette mano? Non stiamo parlando soltanto del settore dell'auto: parliamo del settore della ricerca, che è fondamentale, parliamo di un settore dove noi eravamo all'avanguardia, come siamo stati negli anni Ottanta all'avanguardia nel mondo della ricerca del nucleare! Per queste ragioni, al di là del giudizio espresso dal Governo, faccio un appello affinché quest'Aula, con senso di responsabilità, approvi l'ordine del giorno Butti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
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TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, era una subordinata: noi abbiamo chiesto al Governo di accettarlo "pieno", ma, diversamente, accettiamo la riformulazione e chiediamo che sia posta però in votazione.
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TOMMASO FOTI (FDI). Scusi, Presidente, sull'ordine del giorno precedente…
PRESIDENTE. Mi dica.
TOMMASO FOTI (FDI). Nel nostro gruppo si è registrato un errore nella votazione, da parte dell'onorevole Mantovani, che deve intendersi espressa in senso negativo.
PRESIDENTE. Ne prendiamo nota sicuramente. Ha chiesto di parlare l'onorevole De Toma. Ne ha facoltà.
