Camera

Emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

Data: 29/11/2006

Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 263 del 2006: Emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania

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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, già i colleghi campani, che per ragioni di interesse territoriale sono intervenuti in più occasioni, hanno evidenziato che questo decreto-legge, se può forse rappresentare un momento di attenzione da parte del Governo nei confronti di un problema che ormai si reitera da anni, sicuramente non ne costituisce la soluzione. Peraltro, vorrei ricordare che la gestione commissariale ha già avuto la sua introduzione nel complesso legislativo ed attuativo di provvedimenti che sarebbero dovuti essere assunti negli anni precedenti, anche se così non è stato. Tuttavia, non sarà certo tale gestione che di per sé può risolvere il problema. Soprattutto, non può esserlo una gestione commissariale che implica la presenza di subcommissari e di una pletora di incaricati che, come dimostrato in una recente trasmissione televisiva, non sono neppure conosciuti nominativamente da chi è preposto a nominarli e a risolvere la questione.
Il gruppo di Alleanza Nazionale ritiene che mai come in questo momento sia importante non soltanto fissare termini ben precisi a tale gestione, ma anche e soprattutto evitare che la nuova gestione commissariale sia foriera di ulteriori ed inutili spese senza che si giunga minimamente ad alcun tipo di soluzione. Voglio qui ricordare che il collega Paolo Russo, che ha presieduto nel corso della passata legislatura l'importante Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, sa come esista e sia agli atti una vasta «bibliografia» (chiamiamola così!) di discariche abusive, tutte catalogate e segnalate, ma per le quali sovente si registrano pochi interventi decisi da parte delle autorità giudiziarie. Mi sento di poter dire che mai come in questo momento il fallimento di un sistema amministrativo, monopolizzato da una parte politica, emerge nella sua completezza.
Infatti, nella regione Campania, ormai da anni, il sindaco, il presidente della regione e della provincia più importante sono nelle mani delle stesse forze politiche che sono responsabili di non aver assunto determinate decisioni. Il fatto stesso che un Parlamento debba ancora fare auspici nell'anno 2007 perché venga adottato un piano regionale dei rifiuti già di per sé è uno scandalo e si commenta da solo.
Ritengo, pertanto, che la gestione commissariale debba essere breve; inoltre, occorre tornare ad un complesso normativo che valga per il futuro, che dia indirizzi precisi, che consenta scelte precise, che non lasci nelle mani di nessuno una materia inquinante non solo sotto il profilo ambientale, ma anche sotto quello politico.
Solo ritornando in tempi brevi ad una gestione politicamente corretta ed oculata sarà possibile soddisfare quei principi che il decreto-legge per il momento soltanto evoca (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale). . .

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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, il collega Consolo è intervenuto sperando che la Camera non si faccia condizionare dal Senato. Peraltro, in Commissione il relatore ha precisato che si tratta di un decreto-legge quasi blindato, se non completamente blindato, al punto che le stesse modifiche sollecitate e condivise sono state poi riassunte in un ordine del giorno presentato anche dai colleghi della maggioranza.
Tuttavia, dato che la questione sottolineata dalla collega Cosenza e dal collega Dussin ha una logica che non merita la bocciatura da parte di questo ramo del Parlamento, chiedo al sottosegretario, qualora i presentatori fossero disposti a ritirare questi emendamenti, se il Governo intenda manifestare la sua disponibilità ad accettare un ordine del giorno di analogo contenuto. Ritengo che sarebbe un atto di buonsenso (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale).

GIAMPAOLO VITTORIO D'ANDREA, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIAMPAOLO VITTORIO D'ANDREA, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Signor Presidente, il Governo è disponibile ad accettare un ordine del giorno che recepisca il contenuto di questi due emendamenti, ritenendo la materia in essi trattata perfettamente coerente con il decreto-legge e, soprattutto, tipicamente oggetto di un ordine del giorno, in quanto incide sulle possibilità che il commissario, nell'esercizio delle proprie funzioni di informazione, ponga al centro anche la formazione attraverso campagne di educazione ambientale sulle nuove tecnologie che si possono adottare.

PRESIDENTE. Onorevole Cosenza, a seguito dell'intervento del Governo, accede all'invito al ritiro del suo emendamento 2.41?

GIULIA COSENZA. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene. . .

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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Questo emendamento cerca di ampliare i compiti della Consulta, della quale, però, noi reputiamo inutile la costituzione, in quanto ne fanno parte esattamente quei soggetti istituzionali che non hanno minimamente adempiuto alle proprie funzioni e ai compiti istituzionali assegnati dalla legge. Paradossalmente, facciamo assistere il commissario nominato per l'inadempienza altrui proprio da quell'altrui. È uno strano modo non solo di legiferare, ma anche di creare pesi e contrappesi in una commedia che, indubbiamente, più che con l'arte, ha a che fare con la parte di coloro i quali non hanno mai fatto la propria parte istituzionale, ma vogliono riservarsi, invece, la possibilità di una parte politica.
Signor Presidente, colleghi, penso che questa legge avrebbe dovuto prevedere una norma che riservasse unicamente in capo al commissario, e, se proprio si volevano istituire, ai tre subcommissari i poteri che abitualmente vengono conferiti ad un commissario. Il commissariamento è un atto straordinario che presuppone un potere particolare posto in capo ad un soggetto in ragione della mancata adozione ed attivazione dei soggetti che vengono sostituiti e, quindi, commissariati. Invece, creiamo un comitato di consultazione che rassegna poteri di coordinamento, di ascolto, di indirizzo da parte di coloro i quali, avendo la possibilità non di indirizzare ma di fare le scelte, non solo non hanno indirizzato alcunché, ma non hanno fatto neppure alcuna scelta.
Quello rappresentato dal comma 1-bis è un'evidente svarione che dovrebbe farci riflettere. Nel testo originario del decreto-legge di questa Consulta non si parlava, di questa sovrastruttura non si sentiva alcuna necessità. Paradossalmente oggi, in un provvedimento che questa maggioranza vuole forzatamente tenere blindato, anche tale sovrastruttura viene mantenuta nonostante ne sia acclarata l'inutilità. Si tratta di una situazione kafkiana e paradossale che cozza, oltre tutto, con i provvedimenti inseriti sia nella finanziaria, sia nel decreto-legge recentemente convertito dal Parlamento che ha voluto sciogliere un numero cospicuo di commissioni ritenute inutili. Evidentemente, vi è un fondo di verità nel vostro agire: sciogliete una commissione inutile per moltiplicarla nel provvedimento successivo per dieci o per cento. Si tratta di un capolavoro di confusione politica, a tacere del capolavoro di inutilità legislativa di cui vi fate carico (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale). . .
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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, in tutta questa discussione stupisce il silenzio quasi tombale dei colleghi del centrosinistra, quasi che il tema dei rifiuti in Campania non li tocchi. Mi permetto, però, di rivolgere un invito al relatore e al rappresentante del Governo. Stante l'indubbia utilità di questo emendamento, li inviterei a modificare il parere espresso da contrario in favorevole o quantomeno che il Governo si impegni ad accogliere - se i proponenti sono d'accordo nel ritirare l'emendamento - un ordine del giorno che recepisca tale principio.

SALVATORE MARGIOTTA, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SALVATORE MARGIOTTA, Relatore. Grazie, Presidente. Le misure sulla raccolta differenziata sono ampiamente illustrate all'articolo 4. In ogni caso, se vi è la volontà di trasfondere i contenuti di questo emendamento in un ordine del giorno, anch'io chiederei al Governo di accoglierlo, data la sensatezza e la ragionevolezza del principio contenuto.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIAMPAOLO VITTORIO D'ANDREA, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Il Governo aderisce alla segnalazione del relatore e dichiara la disponibilità ad accogliere l'eventuale ordine del giorno. . .

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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, a questo punto chiedo veramente un attimo di riflessione al relatore e al Governo, perché, con l'articolo 3, stiamo affrontando una parte molto significativa di questo decreto-legge, rispetto al quale nessuno può dire che si sta facendo una qualsiasi forma di ostruzionismo. Noi stiamo intervenendo nel merito, laddove in Commissione - dobbiamo dirlo sinceramente - il Comitato dei nove ha svolto un esame molto veloce.
Quindi, invito il relatore e il Governo ad esprimersi in ordine alla chiusura totale su qualsiasi possibile modificazione di questo decreto-legge. In primo luogo, non si tratta di un decreto-legge con una scadenza immediata, ma vi è la possibilità, da parte del Senato, di valutare le modifiche che possono essere apportate in questa sede.
In secondo luogo, diversamente saremmo davvero di fronte alla commedia degli inganni, perché stiamo cercando di porre delle argomentazioni per migliorare un provvedimento nella chiusura più totale della maggioranza, che però preannuncia la presentazione di un ordine del giorno nel quale tutte le nostre riserve troverebbero comunque un qualche accoglimento.
Ovviamente se il Governo si impegna oggi a modificare un domani questo provvedimento, quale miglior momento di questo vi può essere - non è un gioco di parole - per modificare in questa sede e in questa fase, con tutte le possibilità di arrivare alla conversione del decreto-legge, la normativa al nostro esame?
A me pare una questione politica di rilevante importanza. È una questione che fatalmente, in una fase successiva, determinerà un atteggiamento diverso da parte nostra. Se, di fronte ad un'opposizione costruttiva, si oppone un muro - null'altro che un muro! - non resta altra scelta che passare ad altre forme di opposizione.
Penso di essere stato sufficientemente chiaro sul punto, e penso di aver detto chiaramente tra le righe (anzi, nemmeno tanto tra le righe!) che un atteggiamento responsabile ha senso nel momento in cui la controparte dimostra un atteggiamento responsabile.
Infatti, laddove vi sia soltanto chiusura, da parte nostra dovrà seguire un atteggiamento diverso in ordine al provvedimento in esame. A questo punto, non ci sentiremo più vincolati ad intervenire soltanto nel merito dei singoli emendamenti, ma interverremo in modo più diffuso, emendamento per emendamento, così come ci consente di fare il regolamento della Camera.
Pertanto, gradirei una risposta politica ad una motivazione che è politica, ma che riguarda anche il corretto svolgimento dei lavori di questa Camera (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale).

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TommasoFoti
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