Camera

Legge di delegazione europea 2021 - Dibattito alla Camera

Data: 16/12/2021
Numero: 616
Soggetto: Camera dei Deputati

Disegno di legge: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti normativi dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2021 (A.C. 3208-A)

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TOMMASO FOTI (FDI). Scusi, Presidente, dato che la forma è anche sostanza, l'articolo 11-bis reca principi e criteri direttivi per l'implementazione del regolamento (CE) n. 1099/2009. Peccato che il comma 1 dell'articolo, invece, stabilisca che il Governo è delegato per l'attuazione del regolamento (CE). Tra implementazione e attuazione, come è noto, c'è una sostanziale differenza; infatti, attuazione significa che il provvedimento del regolamento (CE) non è mai stato attuato, e, quindi, avremmo un ritardo di 12 anni; implementazione significa altro, ossia che si va oltre la lettera del regolamento (CE): non è una questione da poco su questo articolo aggiuntivo. Tuttavia, poiché la relatrice Galizia ha espresso parere favorevole su questo articolo aggiuntivo, devo chiedere se sia la stessa persona che ha firmato l'ordine del giorno n. 9/3208-A/3 Bianchi presentato al provvedimento in discussione e che sarà esaminato in fase successiva. Infatti, il comma 2 di questo articolo prevede che dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. L'ordine del giorno n. 9/3208-A/3 Bianchi, signor rappresentante del Governo, impegna il Governo a prevedere adeguate misure di sostegno e di incentivazione, anche fiscale, a favore del comparto delle aziende di produzione di pulcini, ed evito di andare avanti, perché il dispositivo lo trovate più avanti. Allora, vorrei far presente che funziona o dovrà funzionare anche l'istituto della preclusione per il principio ne bis in idem, perché non si può votare un articolo che prevede che non vi siano oneri a carico della finanza pubblica e, successivamente, votare o accogliere da parte del Governo un ordine del giorno che prevede, in successivi provvedimenti, oneri a carico della finanza pubblica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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PRESIDENTE. La parola alla relatrice per capire se sia d'accordo e se il Comitato dei nove sia a sua volta d'accordo su questa riformulazione. Prego. 

FRANCESCA GALIZIA, Relatrice. Come relatrice sono d'accordo. 

PRESIDENTE. Il Governo? Sottosegretaria Bergamini? 

DEBORAH BERGAMINI, Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Governo concorda. PRESIDENTE. Quindi, la Commissione, recependo evidentemente l'osservazione avanzata dal deputato Foti, riformula l'articolo aggiuntivo.
Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 11.0200 della Commissione, nel testo riformulato, con il parere favorevole del Governo. Dichiaro aperta la votazione. (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. La Camera approva.

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TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, come era facile osservare, il mio primo intervento era perfettamente in linea con quello che poi è successo, perché infatti si è cambiata la rubrica dell'articolo. Oggi abbiamo davanti un ordine del giorno e il Regolamento della Camera prevede che non siano ammissibili ordini del giorno che contrastino con decisioni già assunte. Ora, il fatto che la norma vada in vigore nel 2026 già potrebbe essere un elemento per dire che non si può applicare - essendovi una legge di bilancio triennale - ad un futuro bilancio, che ovviamente dovrebbe essere quello dell'entrata in vigore, una norma di questo tipo. Ma poiché proprio il comma 2 specifica che non vi possono essere oneri a carico della finanza pubblica, la dimostrazione che gli oneri vi siano è che la riformulazione del Governo aggiunge la perifrasi: "compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica". Il che significa che c'è un onere per la finanza pubblica e che si dovrà valutare se quell'onere sia compatibile con la finanza pubblica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Allora, io capisco che quando c'è di mezzo la maggioranza, il Governo debba usare il guanto di velluto, ma, sottosegretaria Bergamini, il problema di questo ordine del giorno è che contrasta, né più né meno, con lo stesso parere che lei ha dato a favore dell'articolo. Perché lei ha espresso parere favorevole, a nome del Governo, su un articolo che prevede che dall'applicazione dell'articolo stesso non derivino oneri di finanza pubblica. Non può presentare una riformulazione che prevede l'inciso "compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica", perché ne bis in idem: non lo dico io, lo dice la logica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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