Camera

Misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare - Difendere i prodotti italiani

Data: 04/05/2021
Numero: 500
Soggetto: Camera dei Deputati

Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 42, recante misure urgenti sulla disciplina sanzionatoria in materia di sicurezza alimentare (A.C. 2972-A)

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TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, questo decreto ha delle luci e delle ombre. Indubbiamente, vi è una parte molto significativa nel momento in cui reintroduce norme, sanzioni e pene che, diversamente dal 21 marzo di quest'anno, sarebbero sparite dall'ordinamento, la qualcosa avrebbe rappresentato una vera e propria beffa. Evidentemente vi è stata una qualche manina nel passato che aveva studiato attentamente come far sparire tutta una politica, che non può annunciare il tema della sicurezza alimentare come principio e poi, invece, non porsi il problema di come affrontare la violazione di quella normativa sulla sicurezza alimentare, che rappresenta sicuramente, anche per il nostro Paese, un fiore all'occhiello. È evidente che una Patria che si può vantare di tutti i prodotti DOC, DOCG, ma anche di prodotti locali che non hanno raggiunto una classificazione propria ma che rappresentano eccellenze sul territorio, non può pensare che tutto ciò possa essere destinato al macero o, peggio, non possiamo pensare che possa venire squalificato da pochi che, non rispettando le norme, gettano sull'intera classe produttiva un'ombra che poi diventa difficile da poter togliere. Noi abbiamo verificato nel corso degli anni come anche vicende che riguardavano la sicurezza alimentare, anche rispetto a parti molto limitate di un territorio, hanno poi raggiunto una notorietà che, purtroppo, essendo di tipo negativo, è stata immediatamente fatta propria anche a livello europeo, quando non mondiale, per denigrare le nostre produzioni, per competere con le eccellenze di cui solo noi - e non è sicuramente un complesso di superiorità - possiamo vantarci, quindi per agire negativamente sui nostri prodotti anche solo a livello di immagine o a livello di denominazione del prodotto stesso. Noi abbiamo vissuto dei travagli nel settore agroalimentare che hanno interessato carne, formaggi e anche, soprattutto, la produzione vitivinicola. Come voi sapete, ad esempio, in un lontano passato si era riusciti addirittura a far passare il messaggio che tutto il vino rosso facesse male e c'è stato un momento in cui il mercato è stato bloccato, quando si sapeva benissimo che andando su quel settore di mercato si andava a bloccare una filiera in cui l'Italia era leader nel mondo. Io penso che il fatto di avere introdotto una normativa penalizzante sia un fatto positivo, ma è la declinazione di questo fatto positivo a cui noi ci opponiamo, nel senso che una sanzione ha senso se non è messa lì nella vigna a far da palo, bensì ha effettivamente la possibilità di agire come deterrente rispetto a coloro i quali vogliono delinquere (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Questo è il senso della nostra opposizione di oggi, un'opposizione che - voglio ricordarlo - è fatta all'insegna del miglioramento delle norme e della loro più puntuale applicazione e anche, soprattutto, della loro più puntuale deterrenza, proprio perché fondata su principi di diritto che non accondiscendono, così come si è voluto fare - mi permetto di dirlo - con l'emendamento 1-ter.300, che francamente si poteva evitare di ritirare. Vedete, quando noi mettiamo un principio e poi immediatamente decliniamo una piccola scappatoia a quel principio, allora, evidentemente, dimostriamo che quel principio è un principio debole. 

PRESIDENTE. Grazie… 

TOMMASO FOTI (FDI). In realtà - e ho concluso, Presidente - i nostri emendamenti, come ho detto, sono volti soltanto a migliorare il provvedimento e non certo a impedirne la conversione in legge (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, già questa mattina ho avuto modo di sottolineare alcuni degli elementi che fanno ritenere questo decreto-legge uno strumento buono, ma non perfetto. Buono rispetto al niente che si profilava, cioè alla cancellazione di ogni norma e sanzione a tutela di quella che è una sicurezza negli alimenti, ma anche una sicurezza nella produzione, come anche una sicurezza per quanto riguarda la possibilità dei cittadini di potersi fidare di ciò che acquistano. Presidente, c'è chi ha vissuto certe fasi, anche in tenera età, di una vicenda sicuramente non bella; ne cito una, quella del metanolo. Era stata, quella, una parentesi che ha inciso profondamente non solo sui costumi italiani, ma anche sui gusti del consumatore e sulla produzione in generale. Addirittura, un intero comparto, il settore vitivinicolo, verso la fine degli anni Ottanta, venne paralizzato dalla vicenda del metanolo, che in realtà era soltanto un'attività, direi, sotto un certo profilo, per chi la poneva in essere, di furbizia, perché utilizzandolo in maggiore quantità di quella prevista si otteneva una gradazione alcolica superiore. Quindi, non è che vi fosse stata chissà quale ricerca fraudolenta; era nato come un mezzo attraverso il quale si poteva "barattare" un prodotto con un'origine e una gradazione alcolica inferiore e superiore proprio in relazione ad un additivo dal bassissimo costo; ciò ha provocato, però, dei danni rilevantissimi d'immagine sul mercato. Noi, però, non possiamo pensare che il problema della sicurezza alimentare sia circoscritto solo alla persona che consuma un prodotto o alla persona che altera un prodotto: vi è una filiera che immediatamente va in crisi. Poco più avanti scoppiò lo scandalo dell'E123. Allora, se vogliamo andare alla storia di questo prodotto, potremmo dire che i coloranti rossi erano uno degli utilizzi più massicciamente effettuati nel settore agroalimentare. L'E123 rappresentò un momento di caduta di un'immagine, cioè tutto ciò che aveva una colorazione rossa improvvisamente doveva essere tolto e cancellato dal mercato. Non a caso, poi, nacquero addirittura - lo dico come un ricordo che oggi può far sorridere - i bitter bianchi. Il bitter non era mai esistito bianco: divenne bianco come una difesa dei produttori, a fronte di un prodotto eccellente ma che non veniva più consumato, perché bisognava cancellare l'immagine del rosso dal consumo. Allora, lei capisce che queste vicende ci dimostrano come l'aspetto sanzionatorio si accompagna direttamente all'aspetto della produzione e all'aspetto della curatela del prodotto, perché se noi lasciamo che una banda di piccoli approfittatori possa agire indisturbata sul mercato, alterando i prodotti, rovinandone l'immagine e - concludo - danneggiando un'intera filiera produttiva, noi non siamo dei buoni legislatori. Ecco perché le norme di Fratelli d'Italia in questo decreto-legge sono ancora per aggravare quanto era già stato previsto nel decreto, proprio perché questa è l'unica arma per scoraggiare coloro i quali vogliono fare i furbi o i disonesti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, illustro l'ordine del giorno di cui è primo firmatario l'onorevole Lollobrigida e di cui sono cofirmatario, e mi permetto di fare una riflessione. Attraverso gli emendamenti a questo decreto-legge - lo torno a ripetere - l'impegno di Fratelli d'Italia è stato volto a cercare - inutilmente, atteso l'esito delle votazioni - di migliorare il testo. Noi riteniamo e abbiamo ritenuto, in questa nostra discussione, di richiamare sempre all'attenzione dei colleghi legislatori il fatto che, solo attraverso un sistema di sanzioni - siano esse penali o amministrative - degne di questo nome, si possa utilizzare quel criterio, che poi è alla base della soluzione di molti problemi e che si chiama prevenzione. Si tratta di prevenire, cioè scoraggiare, quelli che possono essere dei comportamenti che noi continueremo a ritenere - nonostante l'espressione possa sembrare un po' pesante - criminogeni. Signor Presidente, noi non possiamo far finta di non sapere che questo provvedimento deve anche far fronte all'esterno ad un fenomeno che penalizza in modo inopinato il sistema produttivo italiano dell'agroalimentare, cioè l'Italian sounding. Quello che per noi è un fiore all'occhiello, cioè il nostro marchio agroalimentare, viene scimmiottato, viene reso quasi ridicolo, viene trasformato con interpretazioni, anche sotto il profilo materiale, più da operetta che da operai specializzati. Questo assalto alla produzione originale italiana è un assalto che costa qualcosa come 100 miliardi di euro all'anno al nostro sistema produttivo e industriale. Allora, proprio questo fenomeno, che si è andato a sviluppare nell'ultimo decennio con un aumento impressionante di prodotti che vengono scimmiottati - questa è l'unica parola che può essere correttamente utilizzata - è un vero e proprio assalto al sistema produttivo italiano, che noi intendiamo qui respingere con tutta la nostra forza, perché siamo vicini a quelle migliaia e migliaia di produttori che ogni giorno in Italia lavorano per mettere sul mercato dei prodotti di qualità e che non meritano, sicuramente, l'affronto che gli viene recato in molti Stati, dagli Stati Uniti, all'Australia, all'America Latina, attraverso prodotti che, anche sotto il profilo nominalistico, rappresentano una caricatura dei nostri prodotti. Pensate, quello che dovrebbe essere il Parmigiano Reggiano, lo chiamano parmesan; poi si inventano altri nomi per quanto riguarda il prosciutto, il prosciutto di Parma o il prosciutto San Daniele. Abbiamo una vasta gamma di settori sui quali si incide: i formaggi, la pasta, i sughi per pasta, le conserve di pomodoro, l'olio d'oliva, gli aceti. Pensate alle scimmiottature dell'aceto balsamico, un prodotto unico, prezioso per quanto riguarda la nostra cultura enogastronomica, che viene svillaneggiato sui filari dei supermercati, quasi fosse un prodotto da operetta. Allora, noi pensiamo che la "zottarella" tedesca o gli "spagheroni" olandesi non abbiano nulla da spartire con la tradizione italiana ed è per quello che la difesa dei marchi storici di interesse nazionale, già prevista per legge, noi riteniamo debba essere incrementata - e concludo - così come debbono essere sicuramente incrementate le agevolazioni ai consorzi nazionali per la tutela legale dei prodotti italiani, perché possono scimmiottare finché vogliono ma i nostri prodotti, i prodotti italiani, rimangono i migliori nel mondo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

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