Numero: Seduta n. 414
Soggetto: Senato della Repubblica
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Il senatore Calandrini ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02545 sul rafforzamento delle politiche di coesione e di contrasto allo spopolamento delle aree interne, per tre minuti.
CALANDRINI (FdI)
CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, signor Ministro, l'azione del Governo Meloni ha posto al centro dell'agenda politica il rilancio dei territori e la coesione nazionale, con particolare attenzione alle aree interne e ai Comuni più fragili. In questa cornice, il lavoro svolto dal Ministero da lei presieduto ha portato alla recente approvazione di 22 nuove strategie territoriali nell'ambito della Strategia nazionale per le aree interne, rappresentando un risultato concreto e significativo, orientato verso uno sviluppo più equilibrato e più inclusivo. Queste strategie stanno valorizzando un approccio pragmatico e vicino ai territori, fondato sull'ascolto delle comunità locali e degli enti territoriali, sul rafforzamento dei servizi essenziali e sulla promozione delle vocazioni economiche e delle produzioni locali. L'iniziativa rappresenta un passo significativo nel rafforzamento delle politiche di coesione ed ha l'obiettivo di contrastare lo spopolamento, tema in questo momento molto prioritario, e migliorare l'accesso ai servizi di tipo essenziale, promuovendo al contempo sviluppo locale, sostenibilità economica e sostenibilità ambientale.
Appare inoltre particolarmente rilevante la capacità del Governo di integrare questi interventi con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e della programmazione europea dei fondi di coesione 2021-2027, in un'ottica di efficienza, di responsabilità e di massimizzazione dell'impatto sugli investimenti pubblici. Questo percorso si inserisce coerentemente nella visione di una Nazione che torna ad investire sui propri territori riducendo i divari e rafforzando l'unità nazionale del Paese.
Alla luce di questa premessa, le chiedo, signor Ministro, di sapere quali siano i principali elementi di innovazione e di forza che il suo Ministero individua nelle 22 strategie approvate e quali risultati concreti si attende di conseguire nel breve e nel medio periodo, in termini di miglioramento dei servizi ai cittadini e contrasto allo spopolamento; le chiedo inoltre se ci sono ulteriori iniziative che il Ministero intende promuovere per consolidare e rafforzare questo percorso avviato, anche al fine di estendere questi benefici ad un numero sempre maggiore di territori e dei Comuni che sono soggetti allo spopolamento.
PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signora Presidente, ringrazio il senatore Calandrini ed il Gruppo di Fratelli d'Italia. Una premessa mi pare indispensabile: le aree interne nel loro complesso rappresentano oggi più di 3.800 Comuni, precisamente 3.834 Comuni (pari al 45 per cento dei Comuni italiani) in cui vivono 13.570.000 persone (pari al 23 per cento della popolazione nazionale). È evidente quindi che quella che sta svolgendo il Governo è un'azione che è più limitata, perché si riferisce, rispetto alla strategia delle aree interne, a quelle aree che sono state individuate secondo le caratteristiche di cui alla programmazione 2014-2020, allorquando vennero individuate 72 aree interne, e alla programmazione 2021-2027, quando vennero individuate ulteriori 56 aree interne, delle quali 13 ammesse solo a finanziamento regionale per volontà delle Regioni stesse (perché le aree interne vengono definite in accordo tra Stato, territori e Regioni).
La novità che abbiamo introdotto è che, anziché essere delle strategie tipo, cioè di natura centralistica, ogni area interna ha scelto i programmi e le iniziative che ritiene più opportuno assolvere per affrontare quelli che sono i temi tipici delle aree interne, che riguardano sostanzialmente, ma non esclusivamente, tre settori: quello dell'istruzione, quello dei trasporti e quello della salute.
Sotto questo profilo, giustamente lei ricordava che noi il 15 aprile, nella Cabina di regia per lo sviluppo delle aree interne dove sono presenti l'Associazione nazionale Comuni d'Italia, l'Unione Province d'Italia, la Conferenza delle Regioni e UNCEM, abbiamo approvato le 22 strategie d'area che sono state ad oggi presentate dalle Regioni. Alcune sono in ritardo, ma riguardano tutte le Regioni, perché ogni Regione italiana ha presentato una strategia d'area ma, salvo la Val d'Aosta, nessuna ha assolto a tutte le strategie d'area. Per quanto riguarda le altre 21 strategie, per semplificare provvederemo attraverso una approvazione scritta in modo da evitare una ulteriore convocazione della cabina di regia, che comporterebbe tempi più lunghi.
Anche sotto il profilo della velocizzazione, abbiamo approvato un accordo quadro tipo semplificato che potrà essere sottoscritto digitalmente dai Comuni capofila delle aree interne, perché anche in questo caso, anziché avere un'area interna senza nessun responsabile, a livello di governance è stato stabilito che vi sia un Comune capofila che deve rispondere del programma dell'area interna.
Detto questo, penso di dover fare un'analisi di questo tipo: la strategia 2014-2020 è totalmente insoddisfacente per quanto riguarda i risultati. Tradizionalmente, noi continuiamo a sentir dire che occorrono maggiori risorse, ma a fronte di 1.200 milioni che sono stati stanziati per la strategia d'area 2014-2020 - faccio presente che siamo nel 2026 - sono stati impegnati poco più del 50 per cento dei fondi e sono stati spesi meno del 50 per cento dei fondi. Ciò mi induce a dire, che entro il mese di luglio, anche ed esclusivamente, se del caso, per via normativa, noi chiederemo che delle due l'una: o si certificano le spese realmente sostenute in quelle aree interne e si dichiarano le obbligazioni giuridicamente vincolanti, o definanziamo quelle che sono opere che non verranno mai realizzate per il semplice motivo che non ci si è attivati in tal senso, e vedremo di riversare gli stessi fondi per un'utilizzazione proficua degli stessi.
Rispetto alle 22 strategie d'area a cui lei faceva riferimento, vi è un impegno di risorse nazionali ed europee pari a 371 milioni. Se debbo fare una previsione esponenziale rispetto alle altre 21 strategie d'area, posso ipotizzare che complessivamente vi sarà un impegno di spesa tra i 700 e gli 800 milioni.
Non ci siamo però fermati qui. Lei giustamente chiedeva quali altre iniziative ci sono. La prima iniziativa che posso dire sono i 40 milioni di euro per quanto riguarda il contrasto degli incendi boschivi nelle aree interne. La seconda iniziativa è stata un bando di 200 milioni riservato ai Comuni che si sono trovati nelle zone sismiche 1 e 2, per il recupero di edifici, superfici e strade. È un bando di 200 milioni che vede la partecipazione di 100 milioni del Ministero per la coesione e lo sviluppo regionale e 100 milioni del Ministero per la Protezione civile. Sono arrivate le domande e sono in esame. Anche questi sono fondi aggiuntivi che andranno ai Comuni delle aree interne, anche a quelli che non sono compresi nella strategia delle aree interne. Al termine di questa attività, sono anche dell'avviso che, laddove dovessimo recuperare nuove risorse, potremo fare un ulteriore bando per progetti aperti di quei Comuni delle aree interne che, non essendo compresi nella strategia d'area, comunque possono avere la necessità di interventi particolari - mi riferisco alla ristrutturazione di un edificio scolastico piuttosto che di un edificio destinato ai problemi e alle attività sociosanitarie - in modo tale da poter dare una risposta, su tutto il territorio nazionale, ad una situazione che evidentemente questo Governo ha ben presente e di cui si è fatto carico fino in fondo. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Calandrini, per due minuti.
CALANDRINI (FdI)
CALANDRINI (FdI). Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per la risposta puntuale che ci ha dato. Ho preso alcuni appunti, ma quello che lei dichiara ci conferma l'ottimo stato sia di salute che di avanzamento di questa strategia nazionale sulle aree interne.
Signor Ministro, ci convince molto questo approccio integrato perché lei ha parlato di Comuni capofila e di Cabina di regia nel mettere a sistema queste risorse regionali, nazionali ed europee che ci danno una visione complessiva delle politiche di coesione. Questo non è un fatto scontato perché nel passato, come lei diceva prima, in particolare sui fondi 2014-2020, ciò non è accaduto.
Debbo anche darle atto di un'altra questione: il metodo adottato è innovativo, perché lei ha fatto riferimento all'accordo quadro di tipo semplificato e a questi bisogni reali delle comunità locali che in qualche modo vanno visti nell'ottica di leale collaborazione che è insita nella nostra Carta costituzionale e con i livelli istituzionali più alti. Lei ha parlato della Cabina di regia che è a Palazzo Chigi, del suo Ministero e anche del rapporto con le Regioni che, in questo tipo di contesto, è molto importante e prioritario. Quindi, quello che ci sta dicendo va, secondo noi, nella giusta direzione.
È chiaro che l'auspicio è che si possa implementare e rafforzare ulteriormente il supporto tra gli organismi nazionali (ha detto prima quali sono) e gli enti territoriali e i piccoli Comuni, perché vanno consolidati al meglio gli interventi che debbono essere fatti sui territori. Come lei sa, i piccoli Comuni, che sono il 70 per cento dei Comuni italiani - mi riferisco a quelli al di sotto dei 5.000 abitanti - sono l'ossatura del nostro Stato.
La ringrazio quindi per tutto il lavoro lei e il Governo Meloni state facendo e mi ritengo soddisfatto delle risposte che ci ha dato. (Applausi).
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.
