Camera

Problematiche riguardanti il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti - Sistri

Data: 30/09/2010

Interrogazione a risposta immediata

PRESIDENTE. L'onorevole Tommaso Foti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Baldelli n. 3-01250, concernente problematiche riguardanti il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) di cui è cofirmatario.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, signora Ministro, è in fase di avvio il Sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti (Sistri), un'iniziativa meritoria che può servire, soprattutto, a fare chiarezza, una volta per tutte, sul traffico dei rifiuti, evitando quella proliferazione illegittima e illecita dei medesimi. Tuttavia, in questa fase di avvio, si registrano alcune discrepanze e alcune difficoltà, che vorrei brevemente rappresentare. Esse attengono alle modalità con cui è stato creato il Sistri e al fatto che sia stato sottoposto a segreto di Stato. Inoltre - visto che il Popolo della Libertà rappresenta, in questa sede, anche le esigenze di migliaia e migliaia di imprese - vorrei citare i tempi ristretti previsti per il passaggio dal sistema cartaceo a quello informatico e i costi per le imprese medesime. Ritengo che il Governo abbia il dovere di chiarire all'opinione pubblica questi dubbi.

PRESIDENTE. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, ha facoltà di rispondere.

STEFANIA PRESTIGIACOMO, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Tommaso Foti per questo atto di sindacato ispettivo, che mi consente di fare chiarezza, in sede parlamentare, sul sistema di tracciabilità dei rifiuti.
Il Sistri è nato con il Governo Prodi e, in particolare con la legge finanziaria per il 2007, che mise a disposizione uno stanziamento di 5 milioni di euro per la realizzazione di un Sistema integrato per il controllo della tracciabilità dei rifiuti.
Nel febbraio del 2007, il precedente Ministro dell'ambiente ha secretato il progetto perché lo ritenne strategico per la sicurezza nazionale, in ragione della diffusa presenza della criminalità organizzata nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti. Successivamente, sempre il precedente Ministro dell'ambiente, modificò il Testo unico ambientale, prevedendo l'obbligo per tutte le categorie della filiera del rifiuto di installare apparecchiature elettroniche per la tracciabilità dei rifiuti, pur dovendo continuare ad osservare il vecchio sistema cartaceo.
L'attuale Governo, preso atto di questa importante iniziativa, dopo aver riesaminato complessivamente la materia, ha perfezionato, nel settembre del 2008, l'apposizione del segreto e ha emanato i diversi decreti attuativi, confrontandosi costantemente con le più importanti organizzazioni imprenditoriali. Va precisato, inoltre, che la scelta dell'operatore era stata già effettuata dal precedente Governo e che, in ragione della sua affidabilità, è stata confermata. Certamente, il mondo del racket dei rifiuti, la camorra e le ecomafie non possono essere contenti che, finalmente, lo Stato, insieme alle forze dell'ordine, a cui è stata affidata la gestione del Sistri, potranno acquisire i dati sulla filiera dei rifiuti in tempo reale per prevenire e reprimere le illegalità che, in questo settore, sono diffuse e molto pericolose. Ricordo che stiamo parlando di 140 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, che vengono prodotti ogni anno in Italia, di cui il 10 per cento pericolosi e, quindi, 14 milioni di tonnellate che, se non sono correttamente gestiti, costituiscono un gravissimo pericolo per la salute dei cittadini e per l'ambiente.
È chiaro che quando si parte con un sistema innovativo come il Sistri ci siano delle resistenze al cambiamento, anche di consuetudini che sono onerose e sulle quali forte è stata la richiesta di semplificazione. Il Governo ha avuto il coraggio di eliminare un sistema davvero farraginoso e tuttavia, oggi siamo consapevoli, come diceva giustamente l'onorevole Foti, che nella fase di transizione può essere utile una certa gradualità. Per questo abbiamo varato, proprio pochi giorni fa, un decreto che ne rallenta l'entrata in vigore.
Voglio dire che vi è un risparmio significativo per il mondo delle imprese, perché dal Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione, nel primo rapporto che misura i costi e la riduzione degli oneri amministrativi, si diceva che il vecchio sistema costava qualcosa come 671 milioni di euro, mentre noi lo abbiamo ridotto di una misura compresa tra il 50 e l'80 per cento.
Voglio aggiungere che, poiché la compiuta realizzazione della struttura tecnica del progetto a mio avviso è in fase assolutamente definita, credo che oggi siano venuti meno i rischi di infiltrazione criminale o di attentati al sistema, per questo proprio ieri ho chiesto alla Presidenza del Consiglio di rimuovere il segreto di Stato in modo da rendere pienamente trasparente tutto il processo.

PRESIDENTE. L'onorevole Foti ha facoltà di replicare.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, il gruppo del Popolo della Libertà si dichiara soddisfatto pienamente dalla risposta della signora Ministro che, innanzitutto, ha dimostrato attraverso l'annuncio dell'emanazione di un decreto di graduazione dell'entrata in vigore del Sistri di ben comprendere le esigenze del mondo variegato delle imprese anche in relazione alla organizzazione delle medesime e al nanismo delle imprese italiane che ovviamente rispondono in modo diverso, a seconda della loro potenzialità, a quelle che sono le richieste dello Stato.
In secondo luogo penso sia doveroso rimarcare come questo Governo non avesse nulla di ciò che gli è stato attribuito soprattutto per quanto riguarda il segreto di Stato perché tutti sanno scrivere, tutti sanno propagandare, in realtà sanno molto bene trasferire le responsabilità altrui nei confronti dei successori. Sembrava fosse questo Governo che avesse da nascondere chissà cosa; di scheletri nell'armadio non ce ne sono, anzi io penso, signor Ministro, che l'annuncio che lei ha dato è un annuncio all'insegna della trasparenza. Il fatto di aver chiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri di togliere il segreto di Stato è un elemento importante della sua risposta, perché fa giustizia di tante cose errate che sono state dette e scritte in questo periodo.
In ragione di ciò, in ragione del fatto che sono state quindi accolte le richieste che venivano e promanavano dal mondo delle imprese, in ragione anche della sua decisione autonoma di voler rimuovere e di chiedere la rimozione del segreto di Stato, non posso che confermare il giudizio favorevole alla sua risposta da parte del gruppo del Popolo della Libertà (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

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