Numero: Seduta n. 391
Soggetto: Senato della Repubblica
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Il senatore Zedda ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-02402 sul raggiungimento degli obiettivi del PNRR, per tre minuti.
ZEDDA (FdI)
ZEDDA (FdI). Signora Presidente Ronzulli, gentili colleghi, ministro Foti, il Governo Meloni subentra al Governo Draghi con le elezioni del settembre 2022. Il Governo Draghi era subentrato al Governo Conte II, il cosiddetto Governo giallorosso. Questi ultimi due Governi, cioè Draghi e Conte II, sono quelli che vanno a disegnare il PNRR.
Il Governo Conte II transa con l'Europa somme e condizioni. Giova ricordare che il PNRR è un mutuo e ogni cittadino senziente sa che ovviamente non è a costo zero e ha condizioni vincolanti; le condizioni vincolanti sono i cosiddetti obiettivi, i target (ne erano stati individuati circa 600) e, in più, le tappe intermedie vincolanti, cioè quelle che vengono chiamate milestone. Pertanto il Governo Conte II vincola l'Italia, con condizioni strette, a un mutuo.
Draghi sostituisce il Governo Conte II per mettere su carta un progetto che possa rispettare gli impegni presi da Conte in Europa col mutuo e con le condizioni. Ovviamente quel progetto deve essere approvato e deve essere fatto approvare al Parlamento.
Al Governo Meloni spetta la realizzazione di ciò che è un progetto su carta. Tutti sappiamo che, a volte, un progetto su carta non è di facile realizzazione nella realtà, anzi. Ci sono tanti e tanti problemi, ma con estremo senso di responsabilità questo Governo mette al primo posto la realizzazione del PNRR, prima con il ministro Fitto e ora con lei, ministro Foti. Avete eseguito e guidato la piena ed efficace attuazione del PNRR. Il Governo Meloni, infatti, tramite i due Ministri che ha scelto per guidare l'attuazione del PNRR, era pienamente consapevole della responsabilità storica di utilizzare le risorse a prestito dell'Europa per il futuro della nostra Nazione.
Occorreva rispettare scadenze, raggiungere obiettivi, realizzare milestone. Erano condizioni imprescindibili per garantire il corretto e tempestivo flusso dei finanziamenti, cioè le famose rate. Al 30 dicembre 2025 riceviamo l'ottava rata e chiediamo contestualmente la nona, la penultima, di circa 12,8 miliardi. Le prime otto rate hanno cubato per le casse dello Stato circa 153,2 miliardi di euro. L'Italia è capofila in numero di obiettivi raggiunti e avanzamento finanziario. Ci mancano nona e decima rata.
Ministro Foti, oggi la interrogo per chiederle quale sia lo stato di avanzamento dei traguardi e degli obiettivi connessi alla nona rata e i tempi di pagamento della stessa. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signora Presidente, ringrazio l'interrogante e tutto il Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia del Senato per questa interrogazione, che permette anche di fare il punto sul PNRR in questa fase di ultimo miglio.
Sappiamo che entro il 30 agosto al massimo dovremo rendicontare e vedere se avremo raggiunto tutti gli obiettivi che un programma per performance come quello del PNRR impone. Probabilmente una demagogia diffusa aveva concentrato tutto sul livello di spesa; in realtà il livello di spesa non è l'obiettivo del PNRR, in quanto l'obiettivo del PNRR è raggiungere gli obiettivi che sono stati concordati con l'Europa per quanto riguarda sia quelli che vengono definiti target, sia per le milestone, cioè le riforme delle quali nessuno parla, ma che sono destinate a protrarsi nel tempo e a dare un valore aggiunto alla situazione giuridica attuale.
Debbo dire, sotto questo profilo, che più volte ci è stato detto di copiare da altri piani. Ebbene, penso di poter dire che anche nell'ultima revisione ci siamo interrogati se dovessimo fare come altre Nazioni che molti, soprattutto all'opposizione, ci invitavano a seguire, ad esempio la Spagna (una lunga serie di agenzie dicevano: sì, la Spagna è l'esempio da seguire, non l'Italia della Meloni). Faccio presente che la Spagna ha tagliato radicalmente il proprio PNRR rinunciando alla parte di debiti in modo consistente. Lo dico perché sono atti e fatti che si sono puntualmente verificati.
Da parte nostra, la dotazione finanziaria iniziale di 194,4 miliardi di euro è stata totalmente mantenuta. (Applausi). Penso che questo dovrebbe già di per sé testimoniare la serietà che abbiamo dimostrato, che nasce anche da un fatto: come lei ricordava, questo è non un piano di un Governo, ma un piano che passa attraverso tre Governi e che deve avere come unico obiettivo far figurare bene l'Italia, raggiungendo esattamente gli impegni che ci si è assunti, quantomeno a livello di milestone, target, riforme e obiettivi singoli che siamo impegnati realizzare.
Per quanto riguarda la nona rata, siamo in una fase oggi di assessment, cioè di confronto con la task force della Commissione europea per verificare se i target sono stati raggiunti nel senso da noi dichiarato. Posso dire che proprio ieri la Commissione europea, per tramite della task force, ha lasciato l'Italia dicendoci semplicemente che non ci sono elementi tali da non poter prevedere anche la liquidazione della nona rata (Applausi), nel qual caso passeremo a 165 miliardi di euro attribuiti, pari all'85 per cento della dotazione del piano. Faccio presente che in Europa quella dotazione oggi è pari al 58 per cento. Quindi abbiamo qualcosa come 25 punti di vantaggio rispetto alla media degli altri Paesi europei, che pure tanti ci suggerivano di seguire.
Aggiungo due considerazioni. Sulla nona rata sono stati raggiunti obiettivi importanti sotto il profilo della salute, dell'aggiornamento del personale della scuola, sotto il profilo idrico e, in generale, anche della cultura.
Penso, infatti, che recuperare cento parchi e giardini storici sia un obiettivo che dovrebbe essere venduto come un fiore all'occhiello per un Paese che fa del turismo e dell'ospitalità uno dei suoi obiettivi principali. (Applausi).
A questo si aggiungano l'implementazione del fascicolo sanitario digitale ed elettronico per l'85 per cento dei medici di base e le 300.000 persone assistite tramite la telemedicina. Insomma, l'impegno e gli obiettivi della nona rata sono stati tutti raggiunti.
Tocco soltanto due altre questioni. La prima è che abbiamo un problema che riguarda la Missione 6 (salute) del PNRR, relativamente alla quale abbiamo degli impegni che sono stati raggiunti e sottoscritti con la Commissione europea e sulla quale io non intendo derogare: case della salute, ospedali di comunità e l'investimento ospedali sicuri. Sotto questo profilo, abbiamo creato una cabina di regia con le Regioni, con le quali abbiamo aperto un tavolo tecnico perché ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e dire, a quattro mesi dalla chiusura del Piano, se gli obiettivi che ci si era dati e che erano stati garantiti vengono raggiunti o meno e in che misura. (Applausi).
Aggiungo che anche per quanto riguarda gli enti locali abbiamo istituito un tavolo tecnico. Essendo oltre 85.000 i progetti che vengono dagli enti locali, pensiamo che la semplificazione della rendicontazione agli enti locali sia un atto dovuto che il Governo Meloni, con senso di responsabilità, vuole portare avanti fino in fondo. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Zedda, per due minuti.
ZEDDA (FdI)
ZEDDA (FdI). Ministro Foti, per me, lei è stato chiaro, preciso e schematico e ha totalmente soddisfatto, con la sua risposta, la mia domanda. La politica ha bisogno di persone come lei, che sono uguali quando governano e quando sono all'opposizione (Applausi), uguali nel pensiero e nell'azione. Lei sa che nelle Regioni italiane oggi governate dal centrosinistra coloro che hanno avuto ruoli di governo nel Governo Conte II o nel Governo Draghi ‑ faccio l'esempio della mia terra, la Sardegna, con la presidente Todde ‑ hanno dimenticato totalmente quali erano gli obiettivi e le milestone che avevano accettato di raggiungere con l'Europa e oggi che governano la Sardegna si sono totalmente dimenticate di quegli obiettivi (cito, ad esempio, il dimensionamento scolastico e l'energia) e oggi fanno propaganda sulle spalle dei cittadini.
Noi siamo fortunati, però, perché abbiamo avuto il Governo Meloni, abbiamo avuto il ministro Foti e prima il ministro Fitto, che hanno creduto che quel progetto, quell'impegno preso da altri due Governi andasse portato avanti per il bene dell'Italia, perché con la propaganda non si fa politica e non si fa neanche la campagna elettorale sulle spalle dei nostri concittadini. Abbiamo preferito l'azione per il bene dell'Italia. Grazie, ministro Foti. (Applausi).
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.
