Numero: Seduta n. 307
Soggetto: Senato della Repubblica
PRESIDENTE
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sulle comunicazioni del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione.
Comunico all'Assemblea che sono state presentate le proposte di risoluzione n. 1, dal senatore Patuanelli e da altri senatori, n. 2, dalla senatrice Paita e da altri senatori, n. 3, dal senatore Alfieri e da altri senatori, n. 4, dai senatori Calenda e Lombardo, n. 5, dal senatore De Cristofaro e da altri senatori, e n. 6, dai senatori Terzi di Sant'Agata, Centinaio, Zanettin, De Poli e Matera. I testi sono in distribuzione.
Ha facoltà di intervenire il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, al quale chiedo anche di esprimere il parere sulle proposte di risoluzione presentate.
TOMMASO FOTI - MINISTRO
FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signor Presidente, ringrazio tutti gli intervenuti. Io ho ascoltato ovviamente il dibattito con grande attenzione. Mi giova fare una precisazione iniziale, perché probabilmente vi è stato un equivoco.
Io ho letto l'ordine del giorno del Senato. Io sono stato chiamato a fare comunicazioni in ordine a questa revisione, e non al PNRR in generale. Non mi è stato chiesto di parlare di altre prospettive. Nel mio intervento ho precisato che non posso parlare di revisioni che non sono attualmente in atto.
La Commissione europea ha chiesto specificatamente che vi fosse una revisione limitatamente alla settima rata e a parte dell'ottava. Dato che bisogna essere in due per fare le revisioni e non si possono fare da soli, ho precisato che non appena si concluderà questa fase sarò pienamente disponibile a venire in quest'Aula o in Commissione, dove riterrete più opportuno, per illustrare le intenzioni del Governo per la revisione fino alla decima rata del Piano e per ascoltare le proposte dell'opposizione, della maggioranza, di chiunque voglia contribuire a migliorare la situazione.
Ringrazio innanzitutto il presidente Terzi di Sant'Agata perché ha parlato del PNRR non soltanto come uno strumento che nasceva ai tempi e successivamente alla vicenda Covid, ma che ha avuto uno sviluppo in un contesto geopolitico che si è rivoluzionato. Ciò non è indifferente né sotto il profilo politico né sotto il profilo economico né sotto il profilo dell'aumento dei costi. Sappiamo benissimo i riflessi che ci sono stati, ad esempio, rispetto ai costi delle materie prime, di cui ovviamente il PNRR ha necessità. L'aumento di quei costi ha influito sia su progetti originari nel PNRR, sia su progetti esterni al PNRR.
Vado velocemente in ordine. La senatrice Camusso ha richiamato in particolare la sanità. Mi dispiace, senatrice Camusso, che lei abbia ignorato il fatto che noi abbiamo tenuto una cabina di regia con i Presidenti della Regione il 6 marzo 2025, specificatamente dedicata agli interventi a cui lei faceva riferimento, cioè case di comunità, ospedali di comunità, ospedali sicuri, acquisto di grandi macchine o comunque di strumenti necessari al settore della sanità. È stata una riunione nella quale, proprio per evitare le percentuali che molti hanno citato, abbiamo svolto un monitoraggio rafforzato, chiedendo alle Regioni - e i Presidenti delle Regioni hanno risposto per iscritto - se intendessero onorare le assegnazioni che erano state loro effettuate o meno, rappresentandoci eventuali difficoltà.
Posso tranquillamente dire che non c'è stato Presidente di Regione che abbia detto: non ultimeremo gli impegni che abbiamo assunto entro il 30 giugno 2026. Sotto questo profilo, non posso fare altro che prendere atto di questa situazione. Andremo avanti con il monitoraggio, ma le assicuro che, soprattutto nella questione ospedale sicuro, la difficolta che si presenta è che gli interventi vengano realizzati ad ospedali aperti, quindi con difficoltà oggettive che spesso e volentieri si manifestano in corso d'opera, e non nella previsione progettuale che può essere anche più semplice.
Ad ogni buon conto, voglio ricordare che sulla sanità, direttamente o indirettamente, sono investiti 20 miliardi in questo Piano: 15,63 miliardi - 500 milioni più della versione originaria - integrati da questo Governo, 2,89 miliardi del Piano nazionale complementare, 1,71 miliardi con un'altra linea di finanziamento europeo e 625 milioni sulla coesione territoriale.
Per quanto riguarda gli asili nido, a me dispiace citare fonti di rapporti e di note che sono state consegnate direttamente alla mia persona, quindi non dirò di chi è la nota. Posso però dire tranquillamente che chi è deputato ad intervenire ci comunica che il 21 dicembre 2021 sono stati assegnati per gli asili nido e le scuole d'infanzia 3 miliardi.
Il 30 aprile 2024, con un altro Governo, sono stati assegnati 735 milioni e il 17 marzo 2025 altri 800 milioni. C'è un piccolo particolare: se qualcuno è interessato - torno a ripetere che non cito la fonte - potreste vedere le difficoltà che ci sono state nella prima fase, cioè con il primo avviso dal 2021. Alla fine, la consegna cantieri è stata effettuata nel mese di ottobre 2023; il resto era soltanto un problema di avviso, progettazione, appalto.
Aggiungo - sapete benissimo qual è ancora oggi la disputa con la Commissione europea - che, contrariamente all'impostazione che era stata data, per la quale anche la ristrutturazione valeva come nuovo posto di asilo nido - questo è il tema - la Commissione europea, anche di fronte all'abbattimento con ricostruzione dell'immobile, ritiene che non sia stato realizzato un nuovo posto. Questo è il problema. Quando si parla dei 150.000, dei 220.000 o dei 250.000, bisogna partire dalla nostra previsione. Io ritengo con buonsenso che, se uno ha un asilo non a norma (anche se veniva "utilizzato"), teoricamente avrebbe dovuto chiuderlo; se lo mette a norma, in realtà questo problema non lo ha più. Quindi, dovevano essere conteggiati in questa previsione, ma non sono stati conteggiati. Il problema è soltanto questo.
Per quanto riguarda il senatore Scalfarotto - che è assente - mi permetto di far presente ai suoi colleghi, che glielo riferiranno, che nelle assemblee di condominio in genere il condomino moroso è quello che parla sulle varie ed eventuali. (Applausi). Ritengo che il suo intervento vada direttamente in quella direzione. Avendo avuto il compito di illustrare una revisione che io per primo ho definito come tecnica, lei si è voluto allargare con ulteriori considerazioni.
Tra l'altro, mi permetto di far presente - lo dico perché il senatore Claudio Borghi ha affrontato l'argomento - che noi siamo indubbiamente il Paese che in valore assoluto e in percentuale ha la parte più significativa del piano a debito. Altri Stati si sono limitati esclusivamente, sul PNRR, a beneficiare delle sovvenzioni - chiamiamole come vanno chiamate - che erano a disposizione del Piano. Sul tema delle sovvenzioni, però, ho un dato. Il tema delle sovvenzioni, per quanto riguarda il PNRR, ad oggi vede un impegno di circa il 60 per cento delle risorse che erano state assegnate, in misura decisamente superiore rispetto alle risorse che invece vengono prese a debito.
Per quanto riguarda il senatore Calenda, penso che la discussione la faremo a breve, non appena chiusa la settima rata. Lei ha sottolineato alcuni temi e si è riferito in particolare a Transizione 5.0, ma abbiamo anche Net Zero e le parti relative al programma Garanzia occupabilità lavoratori (GOL). Le Regioni hanno ormai raggiunto tutti gli obiettivi per quanto riguarda la formazione dei 3 milioni di persone che complessivamente erano state assegnate loro; ma abbiamo un programma di spesa che invece è ad oggi impegnato per molto meno. Bisogna quindi stabilire, visto che sono destinatarie di un decreto di assegnazione delle risorse, se riusciamo a trovare una forma che genericamente possa servire per utilizzare produttivamente quei fondi all'interno delle Regioni, oppure se si vuole mantenere la misura fino al 30 dicembre e poi andare al definanziamento ed eventualmente ad un nuovo impiego.
Dopodiché io mi auguro, anche per l'incontro che si è svolto in una cabina di regia specifica con le Regioni, di trovare delle modalità che consentano alle stesse di impegnare tutti i fondi che sono a loro disposizione e che possono andare nella direzione indicata.
All'onorevole Nicita devo dire che, per quanto riguarda l'obiettivo 40 per cento al Sud, è vero che la relazione presentata al Parlamento reca il dato al 2023, però posso assicurare che entro un paio di settimane il Dipartimento per le politiche di coesione avrà ultimato la revisione sul 2024. Faccio presente che si devono incrociare dati particolarmente complessi perché, come è stato correttamente spiegato, il PNRR è un programma trasversale. Posso dire che la tendenza che ho visto ad oggi è che il limite del 40 per cento è decisamente superato, quantomeno è mantenuto. Questo è un impegno formale, come voi sapete, quindi quell'obiettivo viene mantenuto.
Mi permetto poi di dire che vi è una affermazione, che mi lascia un po' perplesso o, meglio, che mi dà soddisfazione (ma penso che sia stata riferita in modo opposto), sulla rata come conseguenza di come sta andando il Piano. Se noi prendiamo tutte le rate ed esse ci vengono attribuite nei tempi giusti, vuol dire che il piano sta andando benissimo. (Applausi).
Parlo volentieri della spesa e ne spiego le ragioni. Non voglio dire, come ha detto il senatore Claudio Borghi, che bisogna leggerlo il Piano, non pensiamo però che esso sia vincolato alla spesa. Non c'è rata che venga vincolata alla spesa, sono due questioni totalmente diverse. Il Piano è per obiettivi e per performance; la spesa va su un altro piano, che indubbiamente concorre ai fini del PIL per poter realizzare concretamente alcuni obiettivi, ma non è un elemento pregiudizievole rispetto a ciò che noi stiamo approvando. Devo dire, però, che si registrano delle difficoltà. Sto cercando di comprendere cosa non funziona e cosa fa da imbuto. Come detto prima dal collega del MoVimento 5 Stelle, i Comuni hanno alcuni problemi per lo stato di avanzamento. Guardate che dal 1° gennaio vi è la possibilità per i Comuni di richiedere il 90 per cento dell'importo del progetto. È questo allora che mi risulta strano. Non vedo perché i Comuni debbano andare per stato di avanzamento quando possono avvalersi di una norma, che ovviamente non è un obbligo ma una facoltà, che mi sembra particolarmente significativa. È evidente che c'è qualcosa che stride sotto questo profilo.
Per quanto riguarda i soldi degli asili nido per carri armati e bombe, non so da dove venga questo parto di fantasia, però posso assicurare che i fondi per gli asili nido io li vedo e li vedo nel PNRR e nelle misure aggiuntive che lo Stato e questo Governo hanno messo. Io non ho trovato nel PNRR soldi per bombe e carri armati, ma se qualcuno mi indica la voce, sono ben lieto di poter verificare la situazione. (Applausi).
Il senatore Claudio Borghi ha fatto una disamina corretta sotto il profilo della esegesi del Piano e del finanziamento. Aggiungo, come Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, che questa riflessione è all'attenzione della Commissione europea.
Dato che il riflesso di una parte di queste risorse va sul bilancio comunitario ed è pari al 20 per cento (perché questa è la quota di rimborso), al punto tale che si è ipotizzata una scadenza più lunga per cercare di diluire l'impatto sul bilancio comunitario, è evidente che le soluzioni non sono tante. Non mi pare che vi sia unanimità per aumentare il contributo da parte dei Paesi membri e dubito che ve ne sia sulla proposta riferita della presidente von der Leyen. Ciò significa, in altre parole, che nei prossimi anni l'attuale bilancio comunitario dovrà avere delle compressioni su alcune voci per il rimborso delle rate del NextGenerationEU. Su quello non ci piove e non c'è dubbio.
Infine, ringrazio i colleghi del Gruppo Fratelli d'Italia, la collega Pellegrino, il collega Russo e il presidente Terzi di Sant'Agata per i loro interventi. Li ringrazio soprattutto perché hanno cercato di sostenere la verità dei fatti. Qui nessuno ha l'ambizione di dire che grazie a noi il Piano sarà risolto definitivamente. Stiamo cercando di lavorare, compatibilmente con il quadro, anche economico, che abbiamo di fronte. È stata data la cifra di 64 miliardi. In realtà sono 70, ma assumiamo la cifra di 64. La somma di 15 miliardi è soltanto per questioni relative al superbonus e a Transizione 4.0, quindi credito d'imposta e nessuna spesa aggiuntiva; ma che 50 miliardi, in cinque anni, muovano lo 0,8 per cento del PIL starei attento a dirlo, perché non mi pare sia così in economia. Non lo direi, sarei più cauto perché questo importo va suddiviso per cinque anni. Ad ogni modo, rispetto le opinioni.
Posso dire che, a questo punto, il nostro obiettivo - fatemi essere chiaro - è quello di raggiungere tutte le missioni e gli obiettivi del PNRR per una ragione elementare: in Europa questo Piano verrà preso come esempio per il futuro Quadro finanziario pluriennale. Si andrà tramite progetti Paese. Consentitemi di dire che questo diventa anche un Piano non dico sperimentale, ma che vuole testare la capacità dei Paesi di sapere in tempi predeterminati di raggiungere gli obiettivi.
È evidente che siamo il Paese che ha la quota di finanziamenti più alta in assoluto, avendo scelto anche una strada ancora più difficile. Sapete benissimo che alcuni Paesi europei hanno scelto soltanto la strada delle facility e dei fondi e hanno chiuso lì la partita. Noi abbiamo una stragrande maggioranza di risorse destinata invece a singoli progetti, tanto è vero che siamo arrivati a 280.000 codici unici di progetto (CUP), come si vede dalle piattaforme. Chi si vuole collegare a ReGiS lo vede.
Torno a ripetere che sono disponibile a venire a riferire sia in Commissione, che in Aula. Lo sanno perfettamente i colleghi della 14ª Commissione, perché ogni volta che mi è stato chiesto sono venuto. Se preferite l'Aula, verrò senz'altro a riferire prima o nel corso della riprogrammazione, sulle basi dei limiti che ci verranno indicati dall'Unione europea, per ricevere dall'Assemblea il mandato, in un senso o nell'altro, rispetto alle misure che si possono o si ritiene di poter riprogrammare. (Applausi).
In conclusione, esprimo parere favorevole sulla proposta di risoluzione n. 6 e contrario sulle altre.
