Camera

Rispetto della scadenza del 30 giugno 2026 per i progetti PNRR

Data: 12/06/2025
Numero: Seduta n. 315
Soggetto: Senato della Repubblica

PRESIDENTE

PRESIDENTE. Il senatore Scurria ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-01965 sul rispetto della scadenza del 30 giugno 2026 per il completamento dei progetti inseriti nel PNRR, per tre minuti.

SCURRIA (FdI)

SCURRIA (FdI). Signora Presidente, signor Ministro, proprio il 4 giugno scorso la Commissione europea ha adottato una sua comunicazione nella quale conferma la scadenza del 30 giugno 2026 per il completamento dei progetti del PNRR. All'interno di questa comunicazione ha invitato gli Stati membri anche a rivedere i loro piani per assicurare il raggiungimento degli obiettivi previsti, ovviamente in linea con la scadenza del 30 giugno, e ha anche offerto suggerimenti, aiuti e la possibilità di assicurare il proprio supporto come Commissione europea per questo processo.

Le stesse fonti europee, come ci raccontano alcune agenzie di stampa italiane, hanno riconosciuto che l'Italia è uno degli Stati che hanno realizzato i progressi più significativi nell'attuazione del PNRR e che addirittura - sempre da fonti europee - è considerata uno dei casi di successo dell'intero Piano, avendo già completato le sei richieste di pagamento, avendo chiesto il pagamento della settima rata e sostenendo i livelli più elevati di investimenti pubblici. Le stesse agenzie ci dicono che gli investimenti finanziati sono stati quasi tutti avviati, i bandi sono stati pubblicati e i contratti sono stati assegnati.

Alla luce di tutto questo, volevo sapere, signor Ministro, qual è la sua opinione in merito a quanto la Commissione ha comunicato e quali iniziative evidentemente ed eventualmente il Governo intenda attivare per assicurare il raggiungimento di tutti gli obiettivi entro la scadenza prevista. (Applausi).

PRESIDENTE. Il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, onorevole Foti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

TOMMASO FOTI - MINISTRO

FOTI, ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. Signora Presidente, ringrazio il senatore Scurria e tutto il Gruppo Fratelli d'Italia per l'interrogazione, ma soprattutto per un motivo, perché proprio oggi un quotidiano nazionale ha intitolato: «Così il PNRR cambia pelle nel silenzio assoluto della politica». Invece la politica parla di quanto la Commissione abbia deciso il 4 giugno, con una comunicazione, cui lei faceva riferimento, che non nasce per caso, ma nasce innanzitutto sulla base di dati che qualcuno vuol nascondere, ma in realtà vanno trasmessi.

Ad oggi non sono stati richiesti 300 miliardi di euro di quelli stanziati e dei 7.000 obiettivi che erano fissati in tutta Europa per quanto riguarda il PNRR ne sono stati raggiunti 300. Perché ho citato questo? Solo partendo da questo dato si può comprendere la ragione per cui la Commissione europea abbia voluto innanzitutto ribadire un principio, cioè che non vi è derogabilità per quanto riguarda la realizzazione degli interventi. Entro il 31 agosto devono essere raggiunte tutte le milestone e i target; entro il 30 settembre 2026 debbono essere presentate le richieste relative all'ultima rata in ragione degli obiettivi raggiunti. Entro il 31 dicembre 2026, la Commissione, sulla base degli obiettivi effettivamente raggiunti, provvederà alla liquidazione della rata di competenza.

A fronte di questa situazione, la Commissione ha indicato possibili linee per i Paesi, al fine di accelerare o comunque effettuare scelte, anche in riduzione rispetto agli obiettivi del PNRR, tant'è vero che vi è la proposta, che i Paesi devono valutare, di rafforzare le linee e le misure esistenti. Cosa significa questo? Che le misure che sono andate meglio e possono avere ancora assorbimento possono vedere trasferite su se stesse risorse che non vengono utilizzate.

In secondo luogo, obiettivi che vengono dati per non possibili da raggiungere possono prevedere anche l'opzione di rinuncia, ovviamente - e correlativamente - con una riduzione delle relative risorse spettanti. Vi è poi la possibilità di utilizzare risorse nazionali o europee per concludere quelle parti di intervento, previste nel PNRR, per le quali la conclusione non può avvenire entro i termini previsti, cioè il 30 giugno.

Infine, vi è la possibilità di utilizzare strumenti finanziari per sollecitare il capitale privato (poi ve ne sono anche altre, ma ho citato le più significative a mio avviso). In questo caso il vantaggio dell'utilizzo degli strumenti finanziari sta nel fatto che il termine per l'utilizzo di quei fondi non è legato alla scadenza del 30 giugno 2026.

Ciò detto, penso di dover dire anche, in conclusione, che noi ovviamente stiamo analizzando, amministrazione per amministrazione, lo stato di attuazione reale delle misure del PNRR per capire se e quali modifiche poter apportare a quella che, evidentemente, non può essere che l'ultima occasione per definire un quadro diverso dall'attuale. Voglio però anche dire che ad oggi, a fronte delle critiche che vengono quotidianamente elevate, le milestone e i target raggiunti dall'Italia sono pari al 54 per cento a fronte di una media europea pari al 36 per cento; i 140 miliardi ad oggi ricevuti dall'Italia - dico oggi perché è prossima la liquidazione della settima rata - sono pari al 72 per cento della dotazione finanziaria del Piano italiano, quando la media europea è pari al 48 per cento.

Aggiungo che all'Italia sono stati assegnati 194,4 miliardi e sottolineo che sono stati assegnati perché vengono erogati dall'Unione europea quando gli obiettivi sono raggiunti, quindi non è vero che l'Italia ha avuto 194,4 miliardi, ma le sono stati assegnati: è un po' come se qualcuno pretendesse di dire che le sono stati assegnati tutti i punti delle partite di un campionato di calcio, ma in realtà i punti vengono dati non quando assegnati, ma se si vincono o meno le partite, che è ciò che serve per le classifiche. Posso anche dire che ad oggi le procedure attivate sono pari a 187,7 miliardi, che corrispondono al 96,6 per cento della dotazione finanziaria del Piano; gli impegni sono pari ad oltre 173 miliardi e cioè all'89 per cento. Dobbiamo conseguire, tra ottava, nona e decima rata, esattamente 284 obiettivi, che saranno indubbiamente una sfida importante. Proprio in relazione a questa sfida, prendiamo la comunicazione della Commissione europea come base per valutare se e come intervenire sulle singole misure attualmente presenti nel Piano, che potrebbe essere anche ridimensionato se seguissimo una delle opzioni della Commissione europea; l'obiettivo di fondo, però, è quello di mantenere inalterata l'ambizione del Piano, così com'è stato pensato e così com'è all'attenzione di tutti. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Scurria, per due minuti.

SCURRIA (FdI)

SCURRIA (FdI). Signor Ministro, la ringrazio davvero per questa risposta. Lei era già venuto in quest'Aula, come alla Camera, a raccontare qual era stato il progresso del PNRR. Devo dire che, malgrado quell'intervento, si continua ogni tanto a leggere su alcuni giornali e soprattutto a sentir riportare nel Paese cifre di un pessimismo cosmico e foriere di una sventura totale. È invece molto bello ascoltare le cifre - i numeri non mentono - e soprattutto ricordare come le stesse fonti europee hanno descritto l'Italia come uno dei casi di successo del PNRR. È per questo che anche come Gruppo Fratelli d'Italia le abbiamo rivolto quest'interrogazione, perché è importante che anche i cittadini che ci ascoltano in diretta televisiva possano capire quali sono l'efficienza e l'efficacia di questo Governo e del suo Ministero per portare a casa tutto il pacchetto. Come lei ha sottolineato, puntiamo a spendere fino all'ultimo centesimo e laddove questo, per motivi che alcune volte abbiamo già dichiarato in quest'Aula, non sarà possibile, perché il Piano è stato scritto con obiettivi definiti eccessivi da alcuni - non da noi - che si possono anche rivedere, ma non si possono perdere risorse e soprattutto possibilità di raggiungere quegli obiettivi anche grazie a fondi nazionali e ad altri fondi europei.

Pertanto, la ringrazio, signor Ministro. Era importante che l'Italia sapesse che siamo un caso di successo in tutta Europa. (Applausi).

PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all'ordine del giorno è così esaurito.

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TommasoFoti
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