Camera

Soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato; risposta di Draghi disarmante

Data: 12/05/2021
Numero: 506
Soggetto: Camera dei Deputati

(Iniziative di competenza, in sede di Unione europea, in relazione alla soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato di cui al regolamento delegato (UE) n. 171/2018 – n. 3-02270) 

PRESIDENTE. Il deputato Francesco Lollobrigida ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02270 (Vedi l'allegato A). 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Grazie, Presidente Rosato. Presidente Draghi, lei conosce già il tema che le sottoponiamo, perché glielo ha sottoposto, in tutti gli incontri che abbiamo svolto insieme, Giorgia Meloni, chiedendole di dare una risposta e offrendole il nostro aiuto parlamentare da opposizione patriottica. Dal 1° gennaio di quest'anno sono entrate in vigore le nuove regole europee per la classificazione dei debiti di cittadini e imprese da parte delle banche, regole molto più severe che stanno mettendo in ginocchio cittadini e imprese, che sono già sfiniti dalla sindemia. Già il tempo è esaurito, Presidente? 

PRESIDENTE. Come sempre, siamo a metà. 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Il risultato di queste regole è che con un debito di 100 euro, per i cittadini, e di 500, per le aziende, si rischia di essere in default, con criticità per i cittadini ma anche per le stesse banche che si troveranno riempite di crediti deteriorati. Allora, Presidente, il nostro Governo non si è fatto sentire. Noi abbiamo provato a sostenere in Parlamento la tesi del rinvio - almeno del rinvio - tenendo conto di quello che sta accadendo. Le chiediamo, Presidente, di far valere la sua autorevolezza in Europa, perché è qui che si dimostra il vero cambio di passo. Oggi lei è qui per dare una risposta che fino adesso non abbiamo ricevuto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). 

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, ha facoltà di rispondere. 

MARIO DRAGHI, Presidente del Consiglio dei Ministri. Grazie. Onorevole Presidente, onorevoli deputati, gli orientamenti dell'Autorità bancaria europea (EBA), che si applicano dal 1° gennaio 2021, armonizzano la nuova definizione di default e integrano la definizione della soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato. Un debitore è considerato in stato di default quando ricorra almeno una tra le due condizioni: quella oggettiva, ovvero un arretrato di oltre 90 giorni; quella soggettiva, ovvero un giudizio da parte della banca sulla probabile inadempienza dei debitori in assenza di azioni quali l'escussione delle garanzie. A livello europeo non sussiste il necessario consenso politico per un posticipo della data di applicazione delle nuove regole. Uno slittamento è stato considerato inappropriato dal punto di vista prudenziale e comporterebbe rilevanti costi per quegli intermediari che hanno già adeguato i loro sistemi operativi. Le autorità europee, nel fissare al 1° gennaio 2021 l'introduzione di regole approvate già nel 2018, hanno considerato che la loro adozione avrebbe richiesto complesse attività di adeguamento da parte delle banche anche per i profili organizzativi e i profili informatici. Hanno, pertanto, raccomandato alle banche di avviare le attività propedeutiche all'applicazione delle nuove regole, per esempio la revisione dei sistemi IT. Gli orientamenti EBA sulla definizione di default e sulla soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie sono peraltro noti da tempo - io ricordo una consultazione pubblica del 2015 - e normalmente questo anticipo ha permesso al settore di adattarsi e di incorporare con gradualità la nuova definizione di default nei propri modelli interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali. Grazie anche all'apporto della delegazione italiana nei lavori dell'Unione europea nel corso del primo semestre del 2020, a fronte dell'esplosione dell'emergenza COVID è stata modificata la cornice prudenziale per mitigare i potenziali effetti delle misure e permettere al sistema bancario di sostenere meglio l'economia. Quindi, ci sono stati molti interventi italiani che hanno permesso di anticipare al 30 giugno 2020 l'entrata in vigore del trattamento più favorevole in termini di credito per le piccole e medie imprese e per le infrastrutture, che sono due questioni particolarmente rilevanti per noi: evitare per un periodo di 3 anni che eventuali aumenti dello spread sui titoli di Stato, connessi al diffondersi della pandemia, abbia un effetto negativo sul capitale delle banche; prevedere, anche nell'ambito degli accantonamenti minimi obbligatori sui crediti deteriorati, un trattamento preferenziale permanente per le esposizioni assistite da garanzie pubbliche. Anche questa è una questione particolarmente rilevante per l'Italia. Inoltre, la prossima introduzione di un quadro normativo per le cartolarizzazioni - ho finito in un attimo - di crediti deteriorati consentirà di rimuovere gli ostacoli normativi allo sviluppo di un mercato secondario per permettere alle banche di rafforzare la loro capacità di erogare prestiti all'economia, in particolare alle piccole e medie imprese. Il Governo è conscio dei rischi legati ad una applicazione di regole bancarie severe nel contesto di un'uscita dalla pandemia. Continueremo a vigilare per evitare questo pericolo e permettere alle banche di continuare a finanziare adeguatamente le imprese e i loro investimenti. Devo dire che anche nel decreto che sarà presentato la prossima settimana ci sono delle misure dedicate proprio a questo aspetto. 

PRESIDENTE. Il deputato Tommaso Foti ha facoltà di replicare. 

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente del Consiglio, la sua è stata una risposta disarmante, debbo dirlo, perché da lei, che è persona esperta e conosce bene la materia, non ci aspettavamo una difesa d'ufficio dell'EBA. Lo diciamo per la coerenza che ha avuto Fratelli d'Italia in quest'Aula portando lo stesso quesito che oggi le ha rivolto l'onorevole Lollobrigida e avendo il consenso addirittura del Ministro Patuanelli al riguardo. Lo diciamo perché le nostre iniziative al riguardo si sono sviluppate, qui dentro e fuori di qui, a difesa delle piccole e medie imprese, a difesa delle famiglie (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) che rischiano di essere inopinatamente penalizzate da queste decisioni. Le dirò di più: noi abbiamo iniziato anche un'attività attraverso una petizione al Parlamento europeo per cambiare alcune regole del gioco che sono fissate anche, come lei sa bene, da persone che sono estranee a questo gioco (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Presidente Draghi, all'EBA non partecipano solo i Paesi che hanno sposato la politica dell'euro, ma anche otto Stati che sono fuori dall'euro, hanno una moneta propria e hanno una Banca centrale propria (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Allora, non possiamo prendere gli ordini da terzi, ma abbiamo il diritto-dovere, per contro, di difendere quella che è l'industria nazionale e le nostre famiglie. Allora, mi sia consentito di dirle, Presidente Draghi, noi qui siamo soli all'opposizione, ma siamo, fuori di qui, con la gran parte delle imprese (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e delle famiglie che non vogliono morire né di decisioni inopinate assunte in sede europea né di mancanza di coraggio in sede nazionale! Allora, Presidente Draghi, io glielo dico: lei non è più il Governatore della Banca d'Italia, non è neanche più il presidente della BCE, cariche che ha ricoperto indubbiamente con prestigio; oggi lei governa gli italiani, ha il diritto e il dovere di difendere gli italiani da queste inopinate e vili misure (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! 

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Sospendiamo, a questo punto, la seduta, che riprenderà alle ore 16.05.

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TommasoFoti
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