Numero: Audizione 20
Soggetto: Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario
Audizione di rappresentanti di UBI Banca Spa sull'applicazione delle misure per la liquidità di cui ai Decreti-Legge nn. 18 e 23/2020:
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TOMMASO FOTI. Buongiorno. Vorrei solo una valutazione. Premesso che sicuramente il merito di credito voi non l'avete poi più fatto, nel senso che è diventato quasi un automatismo erogare i finanziamenti, il vantaggio di UBI Banca è quello di essere una banca fortemente territoriale, quindi di avere un rapporto abbastanza diretto e annoso coi suoi clienti. Allora le chiedo, se lei dovesse fare una stima spannometrica, senza avere la sfera di cristallo, quanto potrebbe essere il valore approssimativo di quanto poi le garanzie dello Stato dovranno funzionare perché le imprese non rimborseranno ? In che range si muoverebbe ? Capisco che è una valutazione molto difficile, però, avendo anche una conoscenza della storia delle imprese e soprattutto del valore delle imprese, che rappresentano comunque il cuore pulsante dell'economia, almeno del Nord Italia, unitamente a quelle del Veneto, è evidente che questo dato dovrebbe servire anche come previsione alla Commissione per capire dove andiamo a sbattere poi come Stato.
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FREDERIK GEERTMAN, Vice Direttore Generale e Chief Commercial Officer. (...) L'onorevole Foti domandava quanto in questo quasi automatismo di erogazione del danaro o della garanzia in base a requisiti dati dal legislatore ha pesato conoscere i clienti. Quale sia il valore di questa conoscenza e poi cosa ci possiamo aspettare dopo. Ha pesato molto e credo che la vetustà delle relazioni sia una cosa utile. Qui incide anche una specificità interna della banca, cioè con quale frequenza tu cambi i referenti dei clienti. Le banche si riorganizzano, i colleghi fanno carriera; per cui magari uno fa il gestore, poi domani fa il direttore di filiale e lo sposti. Credo che ci sia una velocità di turnover che è patologica e una velocità di turnover che invece è sana, perché quando le relazioni diventano troppo vecchie si creano altri tipi di problemi. Noi tentiamo di avere un equilibrio e credo che ciò abbia aiutato ad avere una comprensione che andasse al di là del requisito giuridico. « Cosa possiamo aspettarci che accada dopo in relazione all'escussione di queste garanzie ? » È difficilissimo dirlo. Come ho detto, è stato comprato molto tempo, per cui noi potremmo gestire questa cosa negli anni a venire. Dipenderà moltissimo dalla ripresa che ci sarà, perché quelle imprese che riprendono a fatturare – questo va dal piccolo bar alla grande industria – ne usciranno in quanto il tempo che abbiamo dato per ripagare questo debito è lungo. Uno scenario economicamente più ballerino – nessuno se lo augura – con eventuali ulteriori lockdown renderà, invece, la ripresa molto più incerta. Ricordo che le imprese sono però entrate in questa crisi molto più robuste di quanto non erano nel 2008. Il tessuto imprenditoriale italiano non è quello del 2008; è più capitalizzato, più competitivo, c'è più proprietà intellettuale, quindi distintività dei prodotti. In questi anni è cambiato moltissimo da quel punto di vista; per cui, per risponderle e non stare troppo sul vago, io penso che lo scenario più estremo di fallosità sia quello del 2008- 2009. Grazie agli interventi delle banche, anch'esse molto più robuste del 2008, e grazie agli interventi dei vari decreti, non mi aspetto uno scenario di quel tipo.
