Numero: Bollettino n. 343
Soggetto: Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
CHIARA BRAGA (PD-IDP) INTERVENENDO SULL'EMENDAMENTO A SUA PRIMA FIRMA 1.123
Chiara BRAGA (PD-IDP) intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 1.123, stigmatizza il fatto che con il provvedimento in esame si incida su competenze da sempre riconosciute ai comuni, che conoscono le caratteristiche dei territori e delle aree che governano, di fatto cancellando tutta la pianificazione urbanistica dei circa ottomila comuni italiani.
Rivolgendosi in particolare ai colleghi della Lega, domanda quale sarebbe stata la loro reazione se, in veste di amministratori locali, si fossero trovati dinanzi a una norma del genere. Conclude ribadendo che reputa offensivo questo modo di legiferare che favorisce chi intende trasformare le città in alberghi.
TOMMASO FOTI
Tommaso FOTI (FDI), ricollegandosi all'intervento della deputata Braga, tiene a precisare che, se davvero si è verificata una desertificazione dei centri storici delle grandi città negli ultimi quindici anni, allora la responsabilità sia da imputare anche agli amministratori locali, che sovente sono esponenti di centro-sinistra. Peraltro, non ritiene corretto affermare che le competenze dei comuni siano ridimensionate dal provvedimento in esame, poiché alle regioni viene affidata unicamente la fissazione di criteri uniformi volti a scongiurare difformità tra comuni limitrofi. Ricorda infine che già oggi le regioni hanno competenze in materia urbanistica.
FILIBERTO ZARATTI (AVS) INTERVIENE PER PRECISARE CHE TUTTI GLI SCHIERAMENTI HANNO GOVERNATO NELLE GRANDI CITTÀ NEGLI ULTIMI QUINDICI ANNI. STIGMATIZZA
Filiberto ZARATTI (AVS) interviene per precisare che tutti gli schieramenti hanno governato nelle grandi città negli ultimi quindici anni. Stigmatizza la deregulation generale che consegue al provvedimento in esame, rammentando che esiste una specifica competenza costituzionale, per i comuni, in materia di governo del territorio.
Aggiunge che se davvero vi è un'effettiva preoccupazione per i residenti dei centri storici, allora si sarebbero dovuti introdurre specifici incentivi al fine di mantenere attività commerciali e residenziali. Ritiene che questa sarebbe stata un'occasione per invertire la tendenza, mentre si è chiaramente voluto procedere sulla linea del laissez faire.
