Numero: Bollettino n. 250
Soggetto: I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e V (Bilancio, tesoro e programmazione)
LAURA RAVETTO (LEGA)
Laura RAVETTO (LEGA), rilevando preliminarmente come dall'esito della controprova per appello nominale risulterebbero numerose assenze soprattutto tra gli esponenti dei gruppi di opposizione, invita in ogni caso le presidenze e gli uffici a compiere un approfondimento istruttorio sulle modalità di effettuazione della controprova medesima, dal momento che, da quanto le risulta, non sussisterebbe una valida base giuridica, né tra le norme del Regolamento né in via di prassi, in forza della quale il deputato che si trovi negli spazi antistanti l'aula al momento della votazione debba poi essere impossibilitato a rientrarvi in occasione della controprova per appello nominale, tenuto anche conto delle differenze nelle modalità di espressione del voto previste rispettivamente per l'Assemblea e le Commissioni, nelle quali ultime non esiste la possibilità di voto elettronico.
TOMMASO FOTI
Tommaso FOTI (FDI) interviene per un richiamo al Regolamento, auspicando che, anche alla luce del grave episodio occorso, si possa evitare l'instaurazione di prassi malintese e infondate. Riferendosi, in particolare, al dettato degli articoli 21, comma 2, e 54, commi 1 e 3, del Regolamento, evidenzia come dal quadro normativo sembrerebbe potersi desumere che la controprova per appello nominale sia effettuabile solo qualora il risultato della votazione non sia stato proclamato, cosa che invece è chiaramente accaduta in occasione della votazione dell'emendamento Bagnai 4.2, con la conseguenza che eventuali contestazioni del voto medesimo avrebbero necessariamente dovuto precedere, come detto, la proclamazione del risultato.
Ritiene, inoltre, non praticabile la chiusura delle porte dell'aula durante la controprova per appello nominale in Commissione, in analogia a quanto avviene in Assemblea nel caso di appello nominale, laddove un deputato assente alla prima chiama può comunque eventualmente partecipare alla seconda.
ALFONSO COLUCCI (M5S)
Alfonso COLUCCI (M5S), dissentendo da quanto affermato dal deputato Foti, rileva come, ad ogni evidenza, siano abilitati a partecipare alle votazioni, incluso il caso della controprova per appello nominale, esclusivamente i deputati presenti al momento dell'indizione della votazione. Rileva, altresì, che la richiesta di controprova in Commissione costituisce un diritto azionabile nell'interesse di tutti i parlamentari, tanto di opposizione quanto di maggioranza, allo scopo preminente di conoscere l'orientamento dei singoli deputati su questioni di particolare rilevanza o attualità politica.
Conferma, inoltre, che nel corso dei gravi episodi già richiamati da coloro che sono intervenuti in precedenza, il questore Trancassini ha usato atteggiamenti intimidatori anche nei confronti del collega Donno, di cui può attestare l'assoluto rifiuto verso qualsiasi forma di violenza fisica all'indirizzo di altre persone. Segnala, in particolare, che il deputato Donno si è avvicinato in maniera totalmente pacifica al deputato Ziello, da cui è stato invece gravemente apostrofato, per essere quindi strattonato fisicamente da alcuni esponenti del gruppo Lega.
Considera quanto avvenuto un fatto estremamente grave, che non può in alcun modo essere derubricato ad un episodio meramente goliardico, riservandosi di azionare ogni utile iniziativa presso gli organi competenti a tutela dell'onorabilità del collega Donno e del gruppo M5S, oggi presente all'unanimità dei suoi componenti nelle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio.
Parte II
Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione
