Data: 15/07/2004
C. 5137 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).
La Commissione inizia l'esame.
Tommaso FOTI (AN), relatore, osserva che il decreto-legge n. 168 del 2004 contiene disposizioni urgenti finalizzate a rendere immediatamente operativo il pacchetto di misure correttive di finanza pubblica concordate dal Governo in sede europea. Il decreto-legge, nelle linee generali, incide in senso riduttivo sulle spese dei Ministeri, sulle spese per missioni, consulenze e di rappresentanza delle amministrazioni pubbliche, nonché sull'imposizione e sui trasferimenti alle imprese, pubbliche e private.
Sotto il profilo delle competenze della VIII Commissione, sottolinea che l'articolo 5 del decreto-legge reca disposizioni relative al procedimento di sanatoria degli illeciti edilizi, già contenuto nella manovra finanziaria per il 2004 e recentemente interessato dalle significative pronunce della Corte costituzionale. Al riguardo, ritiene opportuno rilevare preliminarmente che l'intervento normativo proposto dal Governo opera esclusivamente sui termini del condono edilizio, limitandosi a spostare le date per l'emanazione delle previste leggi regionali di dettaglio e per la presentazione delle domande di sanatoria, differita al 10 dicembre 2004. Sulla base di tali contenuti, è presumibile che, anche secondo alcune anticipazioni provenienti da ambienti ministeriali, il Governo si riservi di integrare la formulazione del testo, al fine di recepire in misura più compiuta le indicazioni contenute nelle citate sentenze della Corte costituzionale, intervenendo anche su aspetti di merito. Infatti, nel testo dell'articolo 5 non è contenuta alcuna norma di principio, che sulla base della sentenza della Corte costituzionale sarebbe invece richiesta alla legge dello Stato per «orientare» la legislazione regionale. Tale intervento sarebbe dunque auspicabile, salvo ritenere che il Governo consideri la sentenza della Corte costituzionale di per sé «auto-applicativa», nel senso che la legge statale sul condono sarebbe comunque da considerarsi, anche nell'attuale formulazione, una legge di principi, dove le indicazioni volumetriche, finanziarie e simili sarebbero da ritenersi limiti massimi entro i quali si esercita la potestà legislativa regionale.
Giudica inoltre essenziale che, alla luce delle pronunce della Corte, il Governo si faccia carico di chiarire, anche attraverso altri provvedimenti, un aspetto molto delicato dell'intera sanatoria edilizia, che riguarda il destino delle domande di condono già presentate dai cittadini prima del deposito della sentenza n. 196 del 2004. Infatti, la stessa sentenza chiede al legislatore di intervenire, con adeguate «norme di chiusura», su tali domande, che presumibilmente dovrebbero essere fatte salve anche a prescindere da quello che sarà il contenuto delle future leggi regionali di dettaglio.
In ordine alle riduzioni di autorizzazioni di spesa dei ministeri recate dal decreto-legge in esame, osserva che il provvedimento riporta, per quanto riguarda i dicasteri di riferimento della VIII Commissione, un «taglio» significativo al fondo speciale di parte capitale (cosiddetta «Tabella B»), relativamente all'accantonamento relativo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Per quanto riguarda poi il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, pone in evidenza le riduzioni agli stanziamenti per la realizzazione di «programmi pilota» nell'ambito dell'attuazione del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, nonché una significativa decurtazione del Fondo investimenti per la tutela del suolo e la difesa ambientale e del finanziamento di interventi per opere pubbliche, ai sensi della legge n. 376 del 2003. Analoghi «tagli» alla legge n. 376 del 2003, operati sul Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, impediranno peraltro il finanziamento delle cosiddette «piccole opere»: rileva al riguardo che tale circostanza dovrebbe essere accolta con favore dai deputati dei gruppi di opposizione, che con tanto furore si erano schierati contro l'approvazione della legge in questione in occasione dell'esame in Commissione ed in Assemblea. Auspica pertanto che le amministrazioni dello Stato, interessate dalle riduzioni delle autorizzazione di spesa, vogliano esprimere in modo aperto il proprio orientamento rispetto a questi interventi, che incidono su aspetti essenziali per le strategie di settore.
Nel rilevare altresì che i contenuti del provvedimento in esame assumono un rilievo finanziario piuttosto che una connotazione di merito, osserva che, per quanto riguarda le questioni ancora aperte in materia di condono edilizio, il Parlamento o il Governo dovrebbero intervenire con tempestività, introducendo una norma che chiarisca, in particolare, la situazione per i cittadini che hanno già presentato domanda di sanatoria ai rispettivi comuni. Prospetta dunque la presentazione di un apposito ordine del giorno in occasione dell'esame del provvedimento in Assemblea, al fine di indicare al Governo le modalità più adeguate alla soluzione delle varie questioni poste.
Alfredo SANDRI (DS-U), con riferimento al contenuto dell'articolo 5 del provvedimento in esame, rileva che la recente sentenza della Corte costituzionale ha evidenziato in modo inequivoco l'incongruità delle previsioni di introito finanziario avanzate dall'ex Ministro dell'economia e delle finanze. Volendo sintetizzare il messaggio lanciato dalla Corte, ritiene infatti che la sentenza vada nella direzione di un'esortazione allo Stato, affinché coordini i propri interventi normativi in materia con le regioni: poiché le regioni hanno facoltà di introdurre una disciplina più restrittiva di quella statale, tanto che risultano essere già in fase di preparazione leggi regionali di questo tenore, le entrate finanziarie che dovrebbero pervenire alle casse dello Stato sono da considerare, pertanto, del tutto aleatorie e non quantificabili.
Fa quindi presente che le regioni stanno anche lavorando alla definizione di una posizione unitaria da adottare sulla materia e che, pertanto, sarebbe quanto mai auspicabile un ordine del giorno, da presentare in Assemblea, che indicasse al Governo una linea unitaria e coerente da perseguire in occasione di futuri interventi di disciplina del settore.
Fabrizio VIGNI (DS-U), condividendo le osservazioni svolte dal deputato Sandri, rileva che, oltre alle decurtazioni finanziarie illustrate dal relatore, deve essere menzionata anche quella operata sui trasferimenti alle Ferrovie dello Stato, per l'impatto che avrà sul settore delle infrastrutture. Questa situazione di riduzioni di spese è dunque in palese contraddizione e smentisce la recente informativa del Presidente del Consiglio al Parlamento circa il rilancio degli investimenti per la realizzazione di opere infrastrutturali.
In materia di condono edilizio, sottolinea altresì che resta invariata la condizione di estremo disordine in cui versa la materia sul piano della disciplina normativa, non essendo stati accolti per tempo i dubbi, avanzati in passato, sulla possibile incostituzionalità di quelle disposizioni che successivamente la Corte costituzionale ha, in ben nove punti, provveduto a dichiarare illegittime.
Tommaso FOTI (AN), relatore, intervenendo per una precisazione, sottolinea che la Corte costituzionale ha anche dichiarato l'illegittimità costituzionale di tutte le leggi regionali «anti-condono»; tale circostanza smentisce dunque la posizione di quelle regioni che erano arrivate a sostenere che la materia della sanatoria edilizia ricadrebbe nella legislazione di esclusiva competenza regionale.
Fabrizio VIGNI (DS-U) rileva che i deputati della VIII Commissione, che stanno esaminando un provvedimento sulla disciplina del governo del territorio, sono unanimemente concordi nel ritenere che tale materia si collochi nell'ambito della competenza legislativa concorrente. Osserva inoltre che gli interventi normativi delle regioni, peraltro colpiti dalla dichiarazione di incostituzionalità, sono da interpretare anche come una forma di «autodifesa» nei confronti della disciplina statale.
Sottolinea inoltre che, anche dopo l'intervento della Corte costituzionale, permane lo stato di incertezza per quei cittadini che sono tuttora interessati a presentare domanda di sanatoria, in quanto l'articolo 5 fissa una nuova scadenza per il termine di presentazione delle domande, anziché far decorrere tale termine - come richiesto dalla stessa sentenza della Corte - dalla data di entrata in vigore delle leggi regionali. Considerata inoltre la mancanza di chiarezza, sia sugli aspetti finanziari che sulle scadenze, ritiene che l'intero provvedimento sia da considerare come uno stratagemma utile a fare apparire come certe e sicure entrate finanziarie che sono invece virtuali.
Ribadisce infine le valutazioni fatte anche in precedenti occasioni circa l'opportunità che il Governo monitori in modo severo il territorio, per scongiurare il compimento di nuovi abusi edilizi nelle more della scadenza dei nuovi termini.
Pietro ARMANI, presidente, ricorda che la VIII Commissione ha di recente approvato all'unanimità una risoluzione al riguardo, presentata peraltro dallo stesso deputato Vigni.
Fabrizio VIGNI (DS-U), pur riconoscendo l'importanza della risoluzione approvata dalla Commissione, auspica tuttavia che sia l'Assemblea ad approvare un ordine del giorno in materia, anche al fine di ribadire gli impegni contenuti nella citata risoluzione.
Tommaso FOTI (AN), relatore, in considerazione del dibattito svoltosi, propone di esprimere parere favorevole sul provvedimento in esame, sottolineando che esso sembrerebbe finalizzato in prevalenza ad incidere sugli aspetti di natura finanziaria, piuttosto che sul merito dei problemi posti dalla sentenza della Corte costituzionale n. 196 del 2004.
In proposito, ritiene peraltro che la Commissione potrebbe opportunamente richiamare l'attenzione del Governo sulla questione della eccessiva indeterminatezza delle disposizioni ordinamentali del condono edilizio, nonché sul rischio di vanificarne gli effetti finanziari a causa di inopportuni interventi normativi delle regioni. Propone pertanto di valutare la possibilità di svolgere una audizione del competente rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da fissare prima che l'Assemblea inizi l'esame del decreto-legge.
Pietro ARMANI, presidente, ritiene condivisibile e fondata l'esigenza che la Commissione possa confrontarsi con il Governo su un aspetto così delicato quale l'applicazione delle sentenze della Corte costituzionale. Si impegna pertanto a prendere contatti formali con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per sottoporre allo stesso Ministro Lunardi o al Viceministro Martinat la richiesta di svolgimento dell'audizione.
Avverte altresì che, alla luce degli aspetti problematici emersi nel corso della seduta odierna, si farà carico di rappresentare ai vertici dell'Esecutivo l'esigenza di intervenire rapidamente sulla materia della sanatoria degli abusi edilizi, affinché il Governo, anche in ragione della complessità tecnica dell'argomento, che richiede un costante confronto con le regioni interessate nelle competenti sedi istituzionali, si faccia promotore dei necessari interventi correttivi della disciplina interessata dalle pronunce della Corte.
Fabrizio VIGNI (DS-U), nel convenire con la proposta di audizione prospettata dal relatore e dal presidente, preannuncia altresì che, in considerazione delle osservazioni svolte nel suo precedente intervento, i deputati del suo gruppo esprimeranno un voto contrario sulla proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
