Data: 19/07/2006
Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2007-2011
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Tommaso FOTI (AN), nel preannunciare a nome del suo gruppo voto contrario sulla proposta di parere del relatore, osserva che il DPEF e l'Allegato sulle infrastrutture si configurano come documenti di studio, carenti di indicazioni politiche, i quali si limitano a operare una ricognizione della situazione esistente. Ritiene, inoltre, falso quanto rilevato dai gruppi di maggioranza, che continuano ad affermare che il precedente Governo avrebbe trascurato la situazione infrastrutturale del Mezzogiorno. Ricorda, inoltre, che la Comunità europea ha assegnato all'Italia finanziamenti per la realizzazione di infrastrutture nell'ambito dei corridoi transeuropei, nei quali è incluso il ponte sullo Stretto di Messina. Sarebbe stato utile, pertanto, svolgere una valutazione approfondita su tale opera, prima di reputarla non prioritaria. Per quanto riguarda la TAV in Val di Susa, invece, si registra una situazione di confusione, atteso che il Documento invoca la necessità di un ricorso alla via ordinaria per la valutazione di impatto ambientale.
Riguardo alle politiche abitative, nel giudicare negativamente che il Documento riservi poche righe al problema della casa, fa presente che non c'è alcuna indicazione sulle soluzioni da mettere in campo per il superamento della situazione di emergenza derivante dalle continue proroghe degli sfratti. Ricorda, peraltro, che sul tema degli sfratti e delle espropriazioni l'Italia sconta una situazione di non conformità dell'ordinamento alle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché di non attuazione delle recenti sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Per quanto concerne l'Allegato infrastrutture, osservato preliminarmente che la trasmissione tardiva di tale documento rispetto all'assegnazione del DPEF ha determinato una situazione imbarazzante, che i gruppi di opposizione si sono limitati a segnalare al fine di sollecitarne il tempestivo invio alle Camere, osserva che il DPEF rappresenta un momento fondamentale nelle scelte politiche dell'esecutivo, scelte di cui nel presente Documento non c'è traccia. A suo avviso, lo dimostra il fatto che le osservazioni contenute nella proposta di parere del relatore rappresentano, di fatto, una denuncia delle carenze politiche del Documento. Rilevato che si è persa un'occasione per fornire indicazioni rilevanti sulla politica di ammodernamento del Paese, ritiene che i criteri sulla base dei quali si intendono individuare le priorità infrastrutturali non potranno non tenere conto di logiche meramente distributive sul territorio, che non incontrano le reali priorità ed esigenze: a suo avviso, questo è il prezzo della consultazione territoriale. La totale assenza di indicazioni politiche nel DPEF getta un'ombra di incertezza sui contenuti della prossima legge finanziaria e priva la Commissione di una sede importante nella quale discutere delle misure dell'esecutivo in materia di infrastrutture, considerato altresì che in occasione dell'esame della legge finanziaria il ruolo attivo sarà giocato dalla Commissione bilancio. Segnala, inoltre, che il DPEF non fa menzione di alcuni temi cari alla maggioranza nel corso della campagna elettorale, nella quale era stata ripetutamente criticata la «legge obiettivo»; per tale ragione, sarebbe stata più coerente una indicazione politica che indicasse l'abbandono dell'impianto normativo della «legge obiettivo» e un ritorno al sistema ordinario. Considerato inoltre che l'Allegato è carente in talune parti, si augura che su tale punto la maggioranza richieda una «giustificazione» al Governo, posto che la Commissione ha un ruolo importantissimo in materia infrastrutturale e che, se un tale documento fosse stato presentato dal precedente Governo, l'opposizione di allora avrebbe ingaggiato una dura protesta, invocando a gran voce l'esigenza di rispettare la legittimità e la corretta informazione al Parlamento. Invita, quindi, il Presidente a fare presente al Governo la necessità che nei prossimi DPEF siano contenute indicazioni politiche e non mere enunciazioni di principio, che potrebbero essere contenute in documenti di studio. . . .
