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Fabbricati inagibili, prima dei ristori servono dati verificabili

Data: 17/07/2023
Numero: Bollettino n. 143
Soggetto: Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)

MARCO SIMIANI (PD-IDP)

Marco SIMIANI (PD-IDP), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Gnassi 1.018, di cui è cofirmatario, ne chiede l'accantonamento ed osserva come una possibile soluzione potrebbe consistere in una riformulazione del testo, nel senso di prevedere l'istituzione di un apposito Fondo per le finalità ivi perseguite, anche con una dotazione iniziale inferiore a quella proposta dal testo iniziale, da integrare poi attraverso successivi provvedimenti legislativi.

TOMMASO FOTI

Tommaso FOTI (FDI), relatore, nel ricordare che i fabbricati collabenti, classificati nella categoria catastale F/2, già non determinano alcun obbligo di versamento ai fini dell'IMU, rammenta altresì che, come indicato tra l'altro in sentenze delle Corte di cassazione, la dichiarazione di inagibilità equivale ad autocertificazione, motivo per cui nel momento attuale risulta assai complicato individuare con esattezza quanti e quali siano realmente i fabbricati inagibili, verifica quest'ultima che richiede pertanto maggior tempo.

STEFANO VACCARI (PD-IDP)

Stefano VACCARI (PD-IDP), richiamando le considerazioni svolte dal collega Simiani, insiste per l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gnassi 1.018, di cui è cofirmatario, osservando come già in occasione dell'adozione delle misure di ristoro per i comuni colpiti dagli eventi sismici del 2012 si procedette ad una prima quantificazione di massima degli oneri a carico della finanza pubblica, provvedendo successivamente con la legge di bilancio ad una integrazione delle risorse inizialmente stanziate.

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