Data: 10/11/2009
La Commissione inizia l'esame.
Tommaso FOTI (PdL), relatore, ricorda che la proposta di legge in esame reca una serie di interventi per il sostegno dei lavoratori i quali, fruendo dei trattamenti di sostegno al reddito in seguito alla perdita del posto di lavoro, abbiano intenzione di avviare un'attività d'impresa. Al riguardo, osserva che si tratta di un provvedimento importante e innovativo che, pur conservando ai citati trattamenti di sostegno al reddito l'irrinunciabile finzione di ammortizzatori sociali, li pone come base concreta per la creazione di nuove imprese e, in tal modo, di nuovo reddito e di nuova occupazione. Osserva, al tempo stesso, che il complesso degli incentivi e degli sgravi introdotti dal provvedimento in esame, consente di limitare il rischio che i lavoratori, purtroppo usciti dal processo produttivo, finiscano per «rifugiarsi» nell'area del lavoro sommerso, con conseguenti effetti negativi sul piano delle entrate tributarie per lo Stato e della concorrenza del mercato, ma anche in termini di minori tutele e di minore sicurezza sul posto di lavoro. Passando al contenuto del provvedimento, rileva che l'articolo 1 individua le specifiche agevolazioni ai lavoratori che fruiscano di determinati strumenti di sostegno al reddito e abbiano l'intenzione di iniziare un'attività imprenditoriale, prevedendo, in particolare, l'erogazione, in luogo delle singole tipologie di indennità, di un'unica indennità mensile, pari al 50 per cento del trattamento previsto per i lavoratori che accedono ai cosiddetti «ammortizzatori sociali in deroga». Lo stesso articolo 1, prevede, inoltre, agevolazioni previdenziali con l'esonero dal versamento dei contributi obbligatori a carico del datore di lavoro e del lavoratore, nel caso in cui nelle nuove imprese vengano assunti altri lavoratori dipendenti che fruiscono di trattamenti di sostegno al reddito. Resta comunque fermo per i datori di lavoro l'obbligo di iscrivere tali lavoratori all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. L'articolo 2, in tema di finanziamenti agevolati alle nuove imprese, stabilisce quindi che, dietro specifica richiesta, i lavoratori che avviano attività d'impresa possono ottenere in una unica soluzione la restante quota - 50 per cento - degli ammortizzatori sociali loro spettanti e che i medesimi lavoratori possano accedere a finanziamenti bancari garantiti dai fondi speciali antiusura. L'articolo 3 reca agevolazioni fiscali, introducendo un regime agevolato, valido fino al 31 dicembre 2010, in favore delle imprese e dei lavoratori autonomi che avviano una nuova attività. I principali benefici riguardano la determinazione del reddito in base al principio di cassa, l'applicazione di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e addizionali pari al 20 per cento, l'esenzione dall'IRAP, la non applicazione dell'IVA sulle operazioni attive, semplificazioni ed esoneri da adempimenti contabili e tributari e la deduzione dall'imposta sul reddito delle spese di formazione professionale. L'articolo 3-bis introduce norme per il coordinamento normativo e finanziario del provvedimento, individuando nelle disposizioni di cui ai decreti-legge n. 185 del 2008 e n. 78 del 2009 il quadro normativo di riferimento. Osserva, quindi, che l'articolo 4 reca disposizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e che gli articoli 6 e 6-bis individuano, rispettivamente, le forme imprenditoriali ammesse ai benefici previsti dal provvedimento e le modalità di inquadramento dei soci lavoratori delle cooperative con qualifica artigiana. Quanto, invece, ai profili di più stretta connessione con le materie di competenza della VIII Commissione, rileva che l'articolo 5 prevede l'esonero, in via transitoria, per le nuove imprese, dagli obblighi previsti dagli articoli 189, 190 e 212 del decreto legislativo n. 152 del 2006, vale a dire dal cosiddetto «Codice ambientale». Al riguardo, osserva che, fermo restando il giudizio positivo sugli obiettivi perseguiti dal provvedimento in esame, l'attuale formulazione dell'articolo 5 del testo in esame desti talune perplessità. Segnala, altresì, l'opportunità di valutare la compatibilità di tale disposizione con la normativa comunitaria in materia di rifiuti, anche in considerazione del fatto che l'esonero previsto potrebbe incidere in modo significativo sui rifiuti pericolosi, per i quali, peraltro, non vengono definiti criteri certi rispetto ai limiti oltre i quali la rilevanza dell'inquinamento non dovrebbe più essere considerata «scarsa». In conclusione, si riserva di valutare gli elementi che scaturiranno nel corso del dibattito, con particolare attenzione a quanto dirà il rappresentante del Governo, al fine della predisposizione di una proposta di parere che possa dare risposta alle problematiche che emergeranno dalla discussione.
Alessandro BRATTI (PD) nel rinviare alla seduta di domani l'approfondimento di talune questioni, ritiene di dovere in ogni caso sottolineare l'inaccettabilità delle disposizioni contenute nell'articolo 5 del provvedimento in esame. In tal senso, richiama l'attenzione della Commissione sul rischio concreto che l'esonero da taluni obblighi fissati dal Codice ambientale, e in particolare quello relativo all'iscrizione all'Albo dei gestori ambientali, finisca per tradursi, soprattutto in alcune aree del Paese, in misure che favoriscono quella parte della criminalità organizzata legata al trasporto dei rifiuti. Preannuncia, quindi, che il gruppo del partito democratico adotterà tutte le iniziative opportune affinché le norme contenute nell'articolo in questione siano espunte dal testo in esame. Il sottosegretario Roberto MENIA esprime un giudizio di massima positivo sul provvedimento in esame, che consente di trasformare una spesa tradizionalmente improduttiva in opportunità per nuova imprenditorialità e dunque per nuovo reddito e nuova occupazione. Ritiene, tuttavia, che le disposizioni contenute nell'articolo 5 siano da eliminare dal testo in esame, formulando, in tal senso, l'auspicio che la Commissione esprima un parere favorevole condizionato alla soppressione dell'articolo in questione.
Ermete REALACCI (PD) rileva che quanto auspicato dal rappresentante del Governo coincide esattamente con quanto richiesto dal deputato Bratti.
Tommaso FOTI (PdL), relatore, prende atto di quanto emerso dal dibattito e, in particolare, della posizione espressa dal rappresentante del Governo, ai fini della predisposizione del prescritto parere.
Angelo ALESSANDRI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani.
