Camera

Misure urgenti di sostegno nelle aree metropolitane per i conduttori di immobili . . .

Data: 14/06/2005

Presidenza del presidente Pietro ARMANI indi del vicepresidente Francesco STRADELLA. - Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti, Silvano Moffa.

La seduta comincia alle 14.30.

DL 86/05: Misure urgenti di sostegno nelle aree metropolitane per i conduttori di immobili in condizioni di particolare disagio abitativo conseguente a provvedimenti esecutivi di rilascio.
C. 5882 Governo.


(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato l'8 giugno 2005.

Pietro FOLENA (RC) rileva preliminarmente che il disegno di legge in esame è insufficiente, in una misura che giudica «scandalosa», a far fronte alla attuale situazione di crisi abitativa. Si prevede, infatti, la concessione di contributi ai conduttori che, tra le altre cose, stipulino un contratto a canone libero per diciotto mesi. Si tratta di una condizione difficilmente realizzabile se si considerano le famiglie con un reddito medio di 1.000 euro mensili. Ritiene, inoltre, che il provvedimento dovrebbe interessare unicamente le grandi città, mentre l'ambito di applicazione dello stesso è indefinito, considerato che si rinvia a un decreto ministeriale l'individuazione dei comuni destinatari delle misure previste, che abbiano un numero di procedure esecutive di rilascio di immobili superiore a quattrocento, anche se il viceministro Martinat ha assicurato che dovrebbe trattarsi dei soli comuni di Roma e Napoli.
Ritiene che il decreto-legge n. 240 del 2004 sia stato fallimentare, in quanto soltanto venti conduttori hanno richiesto i benefici ivi previsti e gli «sportelli sfratti» sono stati attivati solo una settimana prima della scadenza per la presentazione delle richieste di contributo.
Nel dichiararsi sorpreso per le dichiarazioni del presidente del Consiglio in occasione dell'assemblea nazionale dell'ANCE, rileva la necessità di valutare oggettivamente la situazione attuale a partire dai dati dell'Osservatorio nazionale sfratti, che sono disponibili sul sito del Ministero degli interni: dai dati del primo semestre del 2004, seppur incompleti, emerge infatti che sono state emanate più di 24.000 sentenze per sfratti, con un incremento di circa il 25 per cento rispetto al 2003. In particolare, sono in aumento le sentenze per morosità. Ritiene che tale situazione dimostri il grado di impoverimento progressivo in cui versa il paese, considerato che i canoni di locazione pesano sempre più gravosamente sul bilancio delle famiglie. La situazione degli sfratti è drammatica non solo nelle grandi aree urbane, ma anche in altre aree.
Ritiene che il provvedimento in esame offra una soluzione insufficiente e inadeguata a far fronte alla situazione di crisi abitativa e di disagio sociale e rappresenti l'ennesimo fallimento delle politiche abitative del Governo in carica, che ha affidato al mercato la soluzione dei problemi della casa. Così facendo si è determinata una situazione di crescente e oggettiva difficoltà per le famiglie contrariamente alle intenzioni del Governo, che dichiara di porre particolare attenzione alle problematiche della famiglia. Preannuncia, quindi, la presentazione di emendamenti, che modifichino il decreto in esame prorogando effettivamente la sospensione degli sfratti fino a giugno del 2006 e che, nel contempo, impegnino il Governo ad emanare entro tre mesi un piano straordinario di alloggi di edilizia sociale e popolare. Ricorda, a tale proposito, che l'Italia ha un numero di alloggi di edilizia residenziale popolare pari a un quarto di quelli della Francia.
Si augura, in conclusione, che sul testo in esame si svolga un dibattito serio e approfondito in quanto si tratta di una tematica che dovrebbe interessare indistintamente tutte le parti politiche.

Alfredo SANDRI (DS-U), nel rilevare che la Commissione ha già avuto modo di affrontare le tematiche in esame, ricorda come non sia stata completata la riforma avviata dal Governo di centro-sinistra nel 1996, che ha modificato l'intervento pubblico nell'edilizia sociale. Non è stata, infatti, individuata alcuna alternativa al «Fondo ex Gescal» per finanziare le politiche della casa. Il Governo si è di fatto limitato a utilizzare le risorse precedentemente stanziate nel «fondo sociale». A suo avviso, è necessario affrontare seriamente il problema della casa e individuare una soluzione adeguata: non si può infatti differire ulteriormente la proroga del blocco degli sfratti ed è necessario risolvere la situazione legata all'attuazione della legge n. 431 del 1998. Ricorda che il decreto-legge n. 240 del 2004 recava norme di difficile applicazione, tanto che ha sortito un magro risultato.
Reputa, quindi, insufficienti le soluzioni proposte dal Governo, concernenti gli incentivi all'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie e la realizzazione di un programma di costruzione degli alloggi, in quanto sarebbe necessario troppo tempo per la sua operatività. È urgente affrontare il problema dell'emergenza abitativa immediatamente e fornire una risposta reale alle famiglie in ordine al problema delle locazioni, attraverso il rifinanziamento del «fondo sociale» con le risorse non utilizzate e già stanziate dal decreto-legge n. 240. In secondo luogo, dovrebbe essere varato un piano straordinario per il recupero del patrimonio pubblico. Preannuncia, quindi, la presentazione di emendamenti in tal senso.

Pietro ARMANI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare.

Tommaso FOTI (AN), relatore, ricorda che la legge n. 431 del 1998 si rivelò insufficiente a far fronte alla situazione di emergenza degli sfratti tanto che si dovettero individuare «misure-tampone» per escludere alcune categorie dall'ambito di applicazione della legge.
Rileva che il problema dell'emergenza abitativa interessa in maniera differente le grandi città e le altre aree del paese; nelle grandi città, in particolare, si sta verificando una situazione in cui gli alloggi popolari vengono assegnati alle famiglie di immigrati: c'è quindi una disponibilità minore di tali alloggi rispetto a qualche tempo fa. Ricorda ai colleghi dell'opposizione, che non hanno condiviso la legge Bossi-Fini, che quest'ultima poneva a carico del datore di lavoro l'obbligo di reperire l'alloggio per gli immigrati lavoratori.
Fa presente, inoltre, che è opportuno distinguere la situazione italiana, nella quale il 70 per cento delle case è di proprietà privata, da quella di altri paesi. In Italia, a suo avviso, è necessario incentivare la proprietà privata e questo si potrebbe ottenere riscattando le case popolari; a tale riguardo, dichiara che non si tratta di un provvedimento nuovo, in quanto la prima legge in questa materia risale agli anni '70. Si domanda poi come mai non sia stata applicata la legge n. 21 del 2001, che recava interventi per aumentare l'offerta di alloggi in locazione. A suo avviso, l'opposizione non ha individuato una politica adeguata a far fronte all'emergenza abitativa. Per avere contezza di quanto accaduto in questi anni sulle politiche sulla casa, sarebbe opportuno avviare un'indagine conoscitiva sullo stato di attuazione della legge n. 431 del 1998 stante il livello attuale dei canoni di locazione.
Nel rilevare che il problema della casa è certamente grave, ritiene che non si debba scaricare questo problema sui privati. La proroga del blocco degli sfratti ha determinato una situazione insostenibile. È quindi necessario individuare soluzioni finalizzate a utilizzare il patrimonio pubblico del demanio militare, che di fatto è infruttifero e rappresenta un costo per lo Stato. In questo ambito, sollecita il Governo affinché si fissino dei criteri in base ai quali i comuni non possano ignorare l'esistenza di patrimoni immobiliari inutilizzati, che sono generalmente ubicati nei centri storici. Non condivide, inoltre, quanto rilevato dai colleghi dell'opposizione, in quanto i buoni per sostenere il pagamento dell'affitto rappresentano una misura emergenziale e temporanea, occorre piuttosto recuperare il patrimonio esistente. Sarebbe, altresì, opportuno riflettere sulla possibilità di convenzioni con gli enti dotati di un notevole patrimonio immobiliare. Nell'ambito di queste misure, rileva l'opportunità che tutti gli enti svolgano in maniera appropriata i loro compiti istituzionali.

Il sottosegretario Silvano MOFFA ricorda che la situazione dell'emergenza abitativa è complessa e tale situazione non è stata agevolata dal quadro normativo esistente. Il provvedimento in esame intende fornire una risposta in linea con la pronuncia della Consulta e con il rispetto del principio della proprietà privata, che è costituzionalmente garantito. Rileva che il problema degli alloggi necessita di una soluzione strutturale e che per questo occorre puntare sull'incremento del patrimonio di edilizia residenziale. A tale proposito, ricorda, a titolo di esempio, che il nuovo piano regolatore della città di Roma non ha riservato alcuna area all'edilizia residenziale pubblica e questo, a suo avviso, si ripercuoterà negativamente sulla situazione abitativa della città in futuro. Il rischio è quello di dover far fronte all'emergenza in maniera permanente. Si dichiara d'accordo con quanto rilevato dall'onorevole Sandri a proposito della necessità di uscire dall'emergenza evitando di emanare ulteriori «misure-tampone». Oggi però il Governo non può che agire affrontando l'emergenza ed emanando linee-guida per le politiche abitative. Ricorda che il provvedimento in esame prevede la concessione di contributi il cui quantum non è stabilito discrezionalmente dai comuni, ma viene determinata una misura fissa dell'importo che dovrà essere erogato.
Per quanto riguarda le soluzioni strutturali, rileva la necessità di riflettere sull'importanza del patrimonio abitativo rafforzando la proprietà privata stante la peculiare situazione italiana che è differente da quella di altri paesi europei. A questo proposito, sarebbe opportuno mettere a punto sistemi di incentivazione per gli investimenti privati, misure nel settore creditizio superando i limiti della legge 431 del 1998. Rileva la necessità di individuare un percorso per agevolare l'acquisto della casa da parte delle giovani coppie. In questo quadro, sarebbe importante acquisire elementi di informazione sul ruolo e le funzioni di enti quali gli IACP e gli ATER e per questo giudica rilevante l'avvio di un'indagine conoscitiva per valutare lo stato di attuazione della legge 431 del 1998. Si dichiara, comunque, disponibile a discutere di queste tematiche in Commissione.

Francesco STRADELLA, presidente, ricorda che il termine per la presentazione di emendamenti è stato fissato per oggi, alle ore 15.30. Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.25.







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TommasoFoti
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