Camera

Ratifica ed esecuzione della Convenzione ONU contro la corruzione del 31 ottobre 2003

Data: 22/07/2009

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Tommaso FOTI (PdL), relatore, rileva, anzitutto, che il provvedimento in esame è stato approvato dal Senato, all'unanimità, nella seduta il 24 giugno scorso. Si tratta di un provvedimento importante che, come è opportunamente evidenziato nella relazione illustrativa del disegno di legge governativo, consente di colmare una lacuna del nostro ordinamento, dato che finora l'Italia non ha ancora provveduto a ratificare la Convenzione in questione - di cui pure è fra i paesi sottoscrittori -, adottata dall'Assemblea generale il 31 ottobre 2003 ed entrata in vigore a livello internazionale il 14 dicembre 2005. Aggiunge, peraltro, che anche nella passata legislatura vi era stata da parte del Governo in carica la presentazione di un analogo disegno di legge approvato in prima lettura alla Camera, nella seduta del 19 febbraio 2008, ma decaduto per l'anticipato termine della stessa legislatura. Nel rinviare, per quanto concerne l'analisi dettagliata del provvedimento in questione alla discussione svolta presso le Commissioni Giustizia e Affari esteri, che lo stanno esaminando congiuntamente, ritiene opportuno sottolineare il significato politico della Convenzione contro la corruzione, la quale rappresenta il primo Accordo mondiale di contrasto alla corruzione come fenomeno transnazionale. Segnala, inoltre, che la Convenzione mira a rafforzare l'impegno degli Stati aderenti in ordine al coinvolgimento nella lotta alla corruzione sia del settore pubblico che di quello settore privato, con la creazione, ad esempio, di uno specifico organo «anticorruzione», e la previsione di codici di condotta e di politiche favorevoli al buon governo, allo stato di diritto, alla trasparenza e alla responsabilità. La Convenzione pone, inoltre, in capo agli Stati parte l'obbligo di conferire carattere penale - ove questo non sia già previsto negli ordinamenti interni - a una grande diversità di infrazioni correlate ad atti di corruzione; al riguardo, ricorda che essa non prende in considerazione solamente forme elementari e «tradizionali» di corruzione, ma anche atti commessi allo scopo di facilitare la corruzione stessa, quali l'ostacolo al buon funzionamento della giustizia, o la ricettazione o il riciclaggio di proventi della corruzione. Per quanto concerne la cooperazione internazionale, infine, la Convenzione ne sottolinea l'essenzialità, prevedendo specifiche forme di cooperazione internazionale, quali l'assistenza giudiziaria nel campo della raccolta e della trasmissione di elementi di prova, dell'estradizione, del congelamento, sequestro e confisca dei proventi della corruzione. Rammenta che uno dei principi più innovativi e fondamentali della Convenzione, sotto questo aspetto, è quello della restituzione in ambito internazionale dei beni o somme illecitamente ottenuti attraverso la corruzione. In conclusione, propone senz'altro che la Commissione esprima un parere favorevole sul disegno di legge in esame come segnale della volontà della nostra Commissione di contribuire ad una sollecita approvazione del provvedimento. . .

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Tommaso FOTI (PdL), relatore, richiama la proposta di parere favorevole da lui presentata nella seduta precedente, sollecitandone l'approvazione.Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

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TommasoFoti
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