Data: 29/11/2006
C. 1955 Governo.
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Tommaso FOTI (AN) intende svolgere preliminarmente un rilievo di natura politica, segnalando che per la prima volta nella storia repubblicana un tema di competenza del Ministero delle infrastrutture (e, quindi, dell'ex Ministero dei lavori pubblici) è trattato da un Ministero differente, che si occupa di solidarietà sociale. Stigmatizza, pertanto, l'assenza alla seduta odierna del naturale interlocutore della Commissione, che non potrà fornire il proprio contributo informativo su tematiche di sua primaria competenza.
Con riferimento alla relazione introduttiva svolta dal relatore, rileva che essa non ha inteso richiamare con completezza tutti gli elementi istruttori forniti anche dagli uffici, che invece introducono questioni di elevata complessità, non facilmente risolvibili. Inoltre, il relatore ha omesso di ricordare che il precedente Governo non si è limitato a prorogare il blocco delle procedure esecutive di sfratto, ma ha disposto interventi ben più ampi, che vanno dall'introduzione di nuove tipologie di contratti per i conduttori in particolari condizioni di disagio abitativo, alla individuazione di specifici benefici fiscali, che peraltro sembrano essere identici a quelli previsti al disegno di legge in esame.
Esprime, poi, forte stupore per la disposizione che reintroduce le cosiddette «commissioni prefettizie», ormai soppresse nel 1998, che presentano il forte rischio di inserire ulteriori elementi di chiusura nel mercato della locazione immobiliare. Rilevata, inoltre, l'opportunità che il disegno di legge sia drasticamente migliorato in termini di tecnica legislativa e di comprensibilità del testo, osserva come il Governo stia cercando di creare una situazione emergenziale più grave rispetto al dato reale. In proposito, ricorda che i decreti-leggi adottati dal precedente Governo intervenivano sulle aree a più alta tensione abitativa, mentre ora si amplia in maniera eccessiva la platea dei comuni interessati dal provvedimento, ignorando completamente i dati forniti dal Ministero dell'interno, che evidenziano una situazione non in linea con quella posta alla base del disegno di legge in esame. In realtà, a suo giudizio, il cuore del problema risiede solo nelle grandi città e, anche a voler ampliare l'ambito di applicazione del provvedimento, non si può trascurare che tra i comuni ad alta tensione abitativa sono già compresi tutti i capoluoghi di provincia; appare, pertanto, incomprensibile che il disegno di legge in esame, nell'ignorare tale dato, estenda addirittura le misure di blocco delle procedure esecutive di rilascio anche ai comuni confinanti con i capoluoghi di provincia.
Evidenzia, quindi, l'estrema confusione che il disegno di legge del Governo crea tra competenze legislative esclusive dello Stato, competenze legislative concorrenti e competenze che rientrano nell'ambito esclusivo delle regioni. Inoltre, il testo pone le condizioni per rendere impraticabili i tempi di realizzazione del piano, richiamato peraltro con grande enfasi dallo stesso Ministro, nonché le procedure di concertazione di cui all'articolo 4. Al riguardo, riterrebbe preferibile allungare i tempi di esame del provvedimento del Governo, inserendo eventualmente in un prossimo decreto-legge di proroga di termini legislativi, di probabile emanazione prima della fine dell'anno in corso, il solo differimento della sospensione delle procedure esecutive di sfratto per determinate categorie sociali nelle aree a più elevato carattere di emergenza. Ritiene, infatti, che tale scelta consentirebbe di affrontare in maniera più meditata le misure di carattere generale recate dal disegno di legge in esame e di risolvere con un atto legislativo urgente la questione del blocco degli sfratti, evitando di ricorrere a misure, che giudica «assurde», quali quelle contenute nella direttiva emanata nello scorso agosto dal Ministro dell'interno, che si è posta al di fuori dei confini della legislazione vigente e che, peraltro, risulta di difficile conoscibilità per l'utenza.
Nel richiamare le numerose sentenze emesse in materia dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, che rendono palesemente illegittimo l'intervento di sospensione previsto dal disegno di legge in esame, raccomanda conseguentemente ai gruppi di maggioranza l'assunzione di un atteggiamento di responsabilità, nel senso di abbandonare un provvedimento utopico e velleitario e di muoversi verso una proroga, non superiore agli otto mesi, del termine per il blocco degli sfratti, restringendo fortemente il numero di comuni interessati. Segnala, poi, la necessità di effettuare un completo monitoraggio sull'utilizzo delle risorse stanziate dai precedenti decreti-legge, anche per comprendere come procedere nel futuro, realizzando interventi di edilizia residenziale pubblica più credibili ed invitando le regioni a far sì che gli immobili a loro disposizione siano occupati da chi è effettivamente in possesso dei relativi titoli.
In conclusione, auspica che il Governo sappia compiere uno sforzo serio per distinguere le parti del provvedimento da stralciare rispetto a quelle sulle quali insistere con un intervento circoscritto, non soltanto in termini di effettiva emergenza sociale, ma anche in termini meramente quantitativi.
Ermete REALACCI, presidente, preso atto dell'intervento svolto dal deputato Foti, assicura che la presidenza si attiverà per acquisire la richiamata direttiva del Ministro dell'interno, che può fornire importanti elementi istruttori alla Commissione. . .
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Tommaso FOTI (AN), intervenendo per una precisazione, esprime forti perplessità sulle modalità di funzionamento delle «commissioni prefettizie», testé illustrate dal Ministro, anche in ragione della possibilità di bloccarne l'operatività con la semplice assenza di uno dei soggetti interessati. . .
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Tommaso FOTI (AN), intervenendo per una ulteriore precisazione, ritiene che la Commissione debba sapere con chiarezza quale sia il proprio interlocutore sul tema delle politiche della casa, anche al fine di non compromettere le stesse competenze che il Regolamento attribuisce, su tale materia, alla VIII Commissione. . .
