Data: 25/01/2006
La Commissione inizia l'esame.
Pietro ARMANI, presidente, rileva che la Commissione comincia in data odierna l'esame della nuova versione, adottata dal Consiglio dei ministri lo scorso 19 gennaio 2006, dello schema di decreto legislativo attuativo della legge n. 308 del 2004, cosiddetta «delega ambientale», ai fini dell'espressione del parere parlamentare definitivo, ai sensi dell'articolo 1, comma 5, della citata legge. In proposito, fa presente che - nell'ambito della riunione di ieri dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi - si è convenuto di prevedere l'inserimento del provvedimento nel calendario dei lavori della Commissione per le giornate di oggi e di domani, restando inteso che l'organizzazione definitiva dei tempi e delle modalità di esame parlamentare sarà effettuata in una nuova riunione dell'Ufficio di presidenza, già fissata per domani.
Tommaso FOTI (AN), relatore, avverte preliminarmente che, dopo avere svolto una relazione particolarmente approfondita sulla prima versione dello schema di decreto legislativo, si limiterà - nell'intervento introduttivo odierno - a fornire in modo schematico taluni elementi di confronto tra il parere parlamentare già espresso e la nuova versione del provvedimento.
In primo luogo, osserva che il nuovo testo adottato dal Consiglio dei Ministri ha recepito quasi integralmente i rilievi contenuti nel primo parere reso dalla Commissione; segnala, peraltro, che le modifiche e le integrazioni apportate dal Governo accolgono addirittura talune osservazioni avanzate dai gruppi di opposizione nella proposta alternativa di parere presentata in occasione del primo passaggio parlamentare. Intende, conseguentemente, esprimere una particolare soddisfazione per l'accoglimento, da parte del Governo, di ben venti delle ventuno condizioni poste nel parere della VIII Commissione, nonché per aver dato seguito anche ad un significativo numero di osservazioni. Tale dato, di per sé già rilevante, deve essere valutato anche alla luce dell'elevato livello qualitativo delle modifiche derivanti dal recepimento del parere parlamentare e dalla considerazione che, di fatto, il Governo non ha accolto, quasi esclusivamente, i soli rilievi parlamentari di natura tecnico-formale.
Ritiene, pertanto, che le «sfide» lanciate dall'opposizione nel corso del primo passaggio parlamentare siano da considerare perdute, se è vero che le «fosche previsioni» sul mancato recepimento del parere parlamentare e le dure critiche su taluni punti del testo originario sono state integralmente smentite. Osserva infatti che, a mero titolo di esempio, il settore delle risorse idriche e dei bacini ideografici è stato ricondotto ad una disciplina di notevole equilibrio, con il formale riconoscimento di un ruolo di primo piano agli enti territoriali. Vi è, poi, il passaggio dall'istituto del «silenzio-assenso» a quello del «silenzio-rifiuto» in materia di valutazione di impatto ambientale, secondo quanto richiesto, tra gli altri, dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni ambientaliste nel corso delle audizioni informali svolte congiuntamente alla 13a Commissione del Senato. Vi è, infine, un chiaro rafforzamento del ruolo degli enti locali in tutti i settori interessati dalla disciplina normativa, con particolare riferimento alle nuove funzioni riconosciute alle province.
In tal senso, giudica necessario sottolineare che i gruppi di opposizione e le istituzioni rappresentative delle autonomie territoriali, piuttosto che limitarsi ad una critica generica sull'impostazione politica del provvedimento, avrebbero potuto impegnarsi maggiormente nel fornire indicazioni e suggerimenti sul merito dello schema di decreto legislativo: in tal modo, infatti, avrebbero certamente ottenuto risultati più apprezzabili rispetto a quanto avvenuto.
In conclusione, nel rilevare come il secondo parere parlamentare non possa, per sua natura, avere un approfondimento istruttorio analogo al primo passaggio parlamentare, osserva che l'analisi che intende svolgere in sede di definizione del parere sarà circoscritta ad un raffronto tra il testo originario e i rilievi già espressi in sede parlamentare, nonché all'esame delle limitate parti innovative del provvedimento, peraltro introdotte per prevalenti ragioni di coordinamento o per nuove esigenze sopravvenute nel corso dell'iter di perfezionamento dell'atto. Si riserva, pertanto, di presentare una proposta di parere sul provvedimento in esame, che tenga conto delle considerazioni sinora svolte.
Il sottosegretario Roberto TORTOLI si riserva di svolgere eventuali considerazioni nel seguito dell'esame, una volta formulata la proposta di parere del relatore.
Ugo PAROLO (LNFP) esprime la soddisfazione del suo gruppo per il recepimento pressoché integrale dei rilievi parlamentari all'interno del nuovo testo del provvedimento. Tale dato, a suo avviso, fa emergere le forti contraddizioni contenute nelle considerazioni svolte dai gruppi di opposizione in occasione del primo passaggio parlamentare, andando addirittura oltre le stesse aspettative dei gruppi di maggioranza.
Ritiene, quindi, che il testo presentato dal Governo abbia subito notevoli miglioramenti a seguito del contributo parlamentare, dimostrando come il lavoro complessivo sarebbe stato ancora più apprezzabile qualora, piuttosto che allungare i tempi di approvazione della legge di delegazione, fosse stato possibile ampliare i termini per l'esame dello schema di decreto.
Fa presente, inoltre, che il nuovo testo reca un errore formale, al quale occorre che il Governo ponga rimedio. Si tratta della disposizione di cui all'articolo 208, comma 15, che comprende nel regime autorizzatorio anche gli impianti mobili che effettuano la disidratazione dei fanghi generati da impianti di depurazione; al riguardo, infatti, occorre prevedere che tali impianti siano esclusi dalle previste autorizzazioni. Inoltre, intende formulare una precisa critica politica relativa alla disciplina della gestione e della tutela del territorio, che rimane troppo centralizzata rispetto alle aspettative delle regioni.
Giudica, altresì, opportuno segnalare che la riforma del settore della gestione dei servizi, modificando il testo unico dell'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, ha sollevato numerose prese di posizione da parte delle autonomie locali, che ritengono più corretta la legislazione attualmente vigente, la quale non impone forti limitazioni alla gestione dei servizi «in house». Tale modifica, a suo avviso, genererà parecchi ricorsi amministrativi.
Tommaso FOTI (AN), relatore, intervenendo per una precisazione, ricorda che la Corte di Giustizia europea si è recentemente pronunciata nel senso di una chiara limitazione agli affidamenti «in house».
Ugo PAROLO (LNFP) ritiene che, nonostante la giurisprudenza comunitaria sia di diverso avviso, costituisca un dovere prioritario della maggioranza difendere il patrimonio locale e la gestione dei servizi pubblici da parte delle autonomie territoriali. A suo giudizio, infatti, non si possono esporre a rischi ingiustificati le realtà locali del Paese, che devono ancora consolidarsi e strutturarsi; per quegli enti che non sono tuttora nelle condizioni di procedere all'affidamento tramite gara, sarebbe dunque necessaria una soluzione di compromesso, che è quella che si era raggiunta in Parlamento sulla base della legislazione vigente.
In conclusione, pur con le riserve espresse, conferma il giudizio positivo del suo gruppo sul provvedimento in esame.
Fabrizio VIGNI (DS-U) preannuncia che deputati dei gruppi di opposizione svolgeranno propri interventi in ordine al provvedimento nelle sedute già fissate per domani.
Pietro ARMANI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
