Data: 06/07/2006
Risoluzione in Commissione 7-00009 Acerbo.
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Tommaso FOTI (AN) reputa superflua la discussione sulla risoluzione in titolo, atteso che la seconda parte del dispositivo della risoluzione è un impegno che il Governo ha sostanzialmente assunto con l'emeanazione del decreto-legge n. 223 del 2006, che è operativo, mentre la prima parte è stata soddisfatta dall'odierno intervento del rappresentante del Ministero competente. Pur rispettando le valutazioni dei firmatari della risoluzione, che esprimono opinioni politiche note, osserva che la finalità della norma di cui all'articolo 15 del decreto-legge n. 223 del 2006 sembrerebbe contrastare con gli obiettivi di liberalizzazione, che il Governo si è prefisso con l'approvazione di tale decreto, il che sta a dimostrare che di liberalizzazioni effettivamente non si tratta. Segnala, peraltro, che, pur trattandosi di servizi pubblici locali, non sembra che siano state consultate le regioni sul provvedimento e che, ciononostante, le regioni non hanno protestato per il mancato coinvolgimento.
Rileva più in generale che l'acqua è un bene pubblico, ma ciò non significa che la sua gestione non possa essere affidata ai privati. In tal senso, deve intendersi lo spirito della disciplina prevista nel decreto-legge n. 269 del 2003 e nella legge n. 350 del 2003, al fine di offrire migliori servizi a minori tariffe. Ricordato che, nella tredicesima legislatura, si è svolta presso la Commissione una discussione concernente la gestione pubblica inefficiente dell'Acquedotto pugliese, rileva che se si intende individuare un'alternativa agli affidamenti della gestione del servizio idrico integrato in house è necessario far sì che il soggetto pubblico abbia la capacità di garantire una corretta gestione con le necessarie capacità di controllo. Ritiene, infine, che occorra piuttosto concentrarsi sulle problematiche derivanti dalla mancata operatività gestionale di taluni ambiti territoriali ottimali. . .
