Camera

25 aprile, ""I morti vanno rispettati""

Data: 27/04/2005

I parlamentari piacentini del centrodestra criticano apertamente l'intervento contro i militanti di Alternativa sociale e il deputato di An Foti ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno. Il senatore Agogliati (Forza Italia) e il leghista Polledri hanno insistito poi sul fatto che la Resistenza sembra essere appannaggio solo della sinistra, la quale usa strumentalmente in chiave politica. Tommaso Foti, in una interrogazione a risposta scritta al titolare del Viminale, Giuseppe Pisanu, chiede di sapere «se siano state impartite restrittive disposizione in ordine all'applicazione dell'articolo 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, in occasione del periodo compreso tra il 21 aprile e il 2 maggio». In caso non ci fossero state disposizioni, scrive Foti, Pisanu dovrebbe «verificare la corretta e puntuale applicazione che della predetta norma è stata data a Piacenza, ove nella giornata del 25 aprile, in assenza di altri concomitanti iniziative, è stata considerata "manifestazione non autorizzata" la deposizione, da parte di ognuno dei giovani intervenuti, di una rosa (dicasi una rosa) in un tratto di largo Battisti laddove, così come appare sulla copertina di un libro che tratta delle vicende belliche 1940/1945, avvenne l'esecuzione di una persona non appartenente alle formazioni partigiane». In ogni caso, secondo Foti, l'intervento della polizia potrebbe risultare «quanto meno irrituale e poco giustificabile anche con l'asserita motivazione della "tutela dell'ordine pubblico" ». Foti, una ventina di anni fa, venne denunciato per occupazione abusiva di suolo pubblico - aveva deposto una corona di fiori proprio in largo Battisti - processato e condannato a una multa di 250mila delle vecchie lire. E, poi, rincara Foti il 28 aprile 2001 venne dato l'ok a una «manifestazione di protesta per la presenza dell'onorevole Gianfranco Fini a Piacenza, in area assai prossima alla piazza dove quest'ultimo teneva un affollatissimo comizio, la qual cosa costrinse chi voleva raggiungere detta piazza, ad attraversare l'area riservata alla manifestazione di protesta, con evidente possibile pericolo per la propria incolumità personale». Fin qui l'interrogazione. Foti prosegue con altre considerazioni sulla Resistenza. «I morti - afferma - andrebbero rispettati, sia che abbiano fatto scelte giuste o sbagliate. Quello è un luogo simbolo, come lo è il cimitero, luogo sacro, dove ci sono stati altri morti, ma dove non è mai stato deposto nemmeno un fiore. Il fatto è che la sinistra ha trasformato il 25 aprile in una festa di parte e lo fa per far dimenticare il vero nodo irrisolto della Resistenza: c'era chi sperava nella democrazia e chi invece voleva cambiare colore alla dittatura. Che questi ultimi siano diventati i sacerdoti del 25 aprile è poco commendevole. Da quelle fila, sono usciti anche coloro che, tra il ‘45 e il ‘48, hanno massacrato civili e preti». Per Foti, «abbia il buongusto di tacere chi ha praticato il "triangolo della morte". E non si tratta di revisionismo, ma della cruda realtà storica dei fatti». Un ultimo distinguo politico Foti lo riserva al calcio: «La curva di Piacenza, stranamente, è stata sempre massacrata. Quella del Livorno, non so se per protezioni presidenziali, invece va bene».

da La Cronaca

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