Camera

Al Carroccio: basta polemiche, più ci attaccate più vi capitano guai

Data: 06/04/2012

Basta polemiche tra ex alleati, «da oggi lasciamole da parte», fermo restando che non è tanto al Pdl che fanno male, visto che «più ci attaccano e più gli capitano delle disgrazie: noi potremo andare anche in pellegrinaggio, ma al massimo arriviamo a San Casciano, loro a San Vittore».
Ha risposto così, Tommaso foti, al candidato sindaco «particolarmente velenoso con noi», a quel Massimo Polledri (Lega) che in questi giorni ha sferrato duri attacchi al Pdl. Per il deputato e segretario provinciale del Popolo della libertà è stato fin troppo facile collegare virtualmente le critiche ricevute allo tsunami giudiziario che di lì a poche ore ha investito il vertice nazionale del Carroccio. Basta polemiche, dunque, è stata l'esortazione rivolta ieri alla Lega in occasione della presentazione della lista pidiellina, anche perché «l'avversario si chiama Dosi (candidato sindaco del centrosinistra, ndr), non Paparo (Pdl, ndr) », e sia chiaro che «se c'è uno che va al ballottaggio è Paparo», Polledri può riporre i suoi baldanzosi proclami sul secondo turno.
Al ballottaggio, d'altra parte, gli ex alleati dovranno necessariamente ritrovarsi, ragiona foti, allora non va bene «se oggi scaviamo piccole gocce di antipatia che nella seconda fase rischiano di esplodere». D'accordo, le divergenze nazionali che tengono distanti Pdl e Lega, le esigenze di distinzione tra i candidati, però tutto questo «non può diventare occasione per guerre tribali».
foti ne ha avute anche per chi, come Carlo Mazza, ha preso male l'esclusione dalla lista riservando al Pdl parole di fuoco. «Non si è escluso nessuno, prima delle primarie il coordinamento aveva deciso che si candidavano solo gli iscritti, tutti gli altri nelle civiche», ha affermato il segretario. Quanto al suo ruolo di capolista, «state tranquilli che non porto via il posto a nessuno», ha ribadito facendo intendere che non resterà in consiglio comunale per tutto il mandato («Ma non mi dimetto il giorno dopo»).
Per la campagna elettorale ha spronato i suoi a lasciare da parte i trionfalismi e a rimboccarsi le maniche cercando i voti soprattutto da piazzale Torino all'Infrangibile, dove cioè il Pdl è più debole. «E smettiamola di dire che cosa non hanno fatto gli altri, diciamo piuttosto che cosa vogliamo fare noi per Piacenza».
«Noi andremo al ballottaggio. E contro Dosi vinceremo. La partita si è completamente riaperta», gli ha fatto eco Paparo che nei prossimi giorni vedrà venire a Piacenza a sostenerlo alcuni big del partito: da Maurizio Gasparri (16 aprile) a Giorgia Meloni (23), in attesa del sì di Maurizio Sacconi, Maurizio Lupi e Angelino Alfano.

da Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl