Camera

«Amministrazione Boiardi, anno perso»

Data: 12/07/2005

«Così non va. L'amministrazione Boiardi: un anno buttato via». L'opposizione non lascia margini all'indulgenza e giudica il lavoro dellaa giunta Boiardi all'insegna «dell'immobilismo. Basti vedere la capacità di spesa: non supera i 250mila euro, un qualsiasi Comunello sarebbe in grado di spendere di più. L'attività dell'amministrazione si può condensare in una frase: parole, parole, parole». E di tutto quel lavoro di cui Boiardi e i suoi assessori hanno parlato nella conferenza stampa del compleanno non ci siamo accorti. Al più è stato concluso - dicono - qualche opera avviata nel corso del mandato precedente, quello di Squeri. Peccato perché se la programmazione in un ente ha dei tempi lunghi per realizzare i progetti, questo significa che gli ultimi dodici mesi sono andati perduti».
Sono frammenti del giudizio formulato dai consiglieri di opposizione sull'attività della Provincia. Per farlo Gianpaolo Fornasari e Roberto Pasquali (Forza Italia), Tommaso Foti e Sergio Bursi (An), Massimiliano Dosi (Lega) e Patrizia Barbieri (Oltre i partiti) hanno convocato una conferenza stampa che si è svolta ieri prima dell'avvio dei lavori del consiglio in cui hanno ribattutto alle considerazioni svolte da Boiardi nell'incontro con la stampa sul primo anno di mandato.
Il via alla critica è venuta da Gianpaolo Fornasari (Forza Italia) che, oltre a rilevare la mancanza di attività della giunta ha parlato anche «di disillusione verso questa amministrazione che non sa programmare la spesa: la Provincia - ha detto - riesce a spendere ogni mese una cifra irrisoria pari a 250mila euro. Un comunello riuscirebbe a fare di più». Non è solo un gioco delle parti secondo Sergio Bursi (An) che l'opposizione faccia le pulci a chi governa. Della passata amministrazione non condividevamo le strategie politiche, ma non possiamo negare la mole di attività che svolgeva. E oggi? Basti vedere il numero dei consigli convocati in un anno: anche due mesi senza riunirci e la maggior parte stimolati dalla raccolta delle firme dei consiglieri della minoranza. Non va». «Vuoto assoluto. E' il mio giudizio sulla giunta Boiardi». Non ha dubbi Patrizia Barbieri (Oltre i partiti). Ha focalizzato l'attenzione sulla viabilità citata cime il fiore all'occhiello» ha spiegato. «Il progetto più concreto di cui si dispone è il terzo ponte di Castelvetro che non fa parte del programma di questa giunta. A breve avranno dei problemi in maggioranza. Il ponte è un esempio di un'opera che determina il disastro della Bassa piacentina e per le altre vallate non esiste uno schema progettuale. Detto tutto questo trovo ingiusto che si dica che quest'Amministrazione ha ben operato». Massimiliano Dosi (Lega) sottolinea che la Provincia ha fatto passi indietro nell'attività della Polizia provinciale relegata al ruolo di guardiacaccia. «Anche sulla riorganizzazione del personale sono riusciti a scontentare sia i sindacati che i dipendenti. Politicamente, poi, se nella passata amministrazione riuscivano a coesistere Lega Nord e Comunisti italiani le prime avvisaglie per la convivenza politica nella giunta Boiardi non sono all'insegna della concordia: evidenti le incrinature tra Ds e Rifondazione». Roberto Pasquali (Forza Italia) ha lamentato il vuoto delle sedute di consiglio. Molta della sostanza che è entrata in aula - ha detto - la si deve a noi, agli argomenti sollecitati dall'opposizione. Leggo che Boiardi rivendica di aver sbloccato progetti vecchi. Non mi sembra. La Statale 45, se è questo il progetto, non è affatto stata sbloccata da lui». Se il motore di un'amministrazione è l'opposizione c'è qualcosa che non funziona. Va all'attacco Tommaso Foti (An). «Perché - ha aggiunto - prendere i voti non basta per sapere le cose. In realtà è del tutto inadeguato a questo ruolo e probabilmente ha avuto più credito di quanto possa dimostrare nell'amministrare». Ha parlato di Boiardi come di un presidente «Collezionista di cariche ma non fa nulla per le infrastrutture: ex stataleValnure e la ex statale 412 di Valtidone». Non poteva mancare la questione logistica di Monticelli. «Oltre a mancare una strategia di sistema - ha detto il parlamentare consigliere provinciale - le aree del polo logistico sono state tenute di dimensioni inferiori ai 350mila metri per evitare la Valutazione d'impatto ambientale. Una furbizia che potrebbe essere tollerata da un sindaco di un piccolo comune, ma certo censurabile se viene adottata da un sindaco che è anche presidente della Provincia. Diventa un esempio negativo».

da Libertà

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TommasoFoti
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