Data: 06/03/2006
«Nessuno sconto a questa amministrazione comunale, anche se facciamo gli auguri al sindaco Reggi di una pronta ripresa». Tocca ad Andrea Paparo, consigliere comunale di An, aprire la requisitoria - Palazzo Mercanti, ma anche Palazzo Garibaldi sul banco degli imputati - che ha condotto ieri pomeriggio in piazza lo stato maggiore piacentino di Alleanza nazionale, con in testa Tommaso Foti, deputato uscente e ricandidato alla Camera, per una manifestazione di dissenso contro gli attuali amministratori di Comune e Provincia. Uno sconto a Roberto Reggi, in verità, colpito ieri mattina da un malore durante la maratona, gli organizzatori lo hanno concesso: ed il pupazzo in cartapesta che doveva raffigurarlo, insieme a quello ""dedicato"" a Gianluigi Boiardi, è stato all'ultimo momento sostituito da un ""simil-Prodi"". Per il resto della manifestazione - che si è tenuta in piazzetta Mercanti, dove erano riuniti sostenitori, simpatizzanti e diversi cittadini e che ha avuto un lungo prologo musicale con Simone Sperzagni - è stato uno sferzante attacco alle due giunte che siedono attualmente in Comune e in Provincia.
«Con questa amministrazione comunale - ha accusato Paparo - a Piacenza si è creata una frattura fortissima tra città e palazzo, e l'ultima manifestazione di piazza (lunedì scorso, ndr) è il segnale di una consistente tensione sociale. I commercianti di Piacenza non sono l'unica categoria dove serpeggia malcontento, che credo invece trasversale, e non causato soltanto dalla Ztl». Non è tenero neppure Marco Tassi, capogruppo di An in consiglio comunale, che, riguardo all'estensione della Ztl e all'introduzione di nuovi parcheggi a pagamento, ha accusato l'amministrazione comunale di «scelte totalmente inadeguate, in quanto non accompagnate dalle necessarie infrastrutture, ad esempio la mancata realizzazione del parcheggio in piazza Cittadella o le nuove aree blu di viale Malta e Stradone Farnese». Le conseguenze? «Desertificazione del centro e danni alle attività economiche presenti», per Tassi, mentre, per agire incisivamente sull'inquinamento, altre strade dovevano essere intraprese («contributi ai cittadini per dotare i motori diesel di filtri fap»). Giorgio Antonini, consigliere comunale di An (del gruppo consiliare era presente anche Giuseppe Caruso) punta il dito contro un'amministrazione comunale «che non è riuscita a sviluppare un progetto armonico per Piacenza, con il risultato di una città spaccata in due», Sergio Bursi, capogruppo di An in Provincia e segretario provinciale di An, allarga il tiro a Palazzo Garibaldi: «Quasi due anni di giunta Boiardi e non si è visto nulla che fosse un atto politico o amministrativo: si sono messi in luce soltanto per le caprette uccise, e per la riduzione degli Atc». La stoccata conclusiva tocca a Foti: «Riteniamo che vi sia una situazione insopportabile in città e provincia - ha detto - e la concentrazione di giunte di sinistra ha creato una grossa difficoltà per la crescita del territorio, con un elevato grado di scontento. Non si può - ha obiettato Foti - gestire un'amministrazione comunale come vicenda privata, vedi la questione della Ztl».
da Libertà
