Camera

""Anche Eco bandito da Piacenza?""

Data: 14/11/2006

Adirato Sindaco,
hai presente Umberto Eco, il professore, il giornalista, lo scrittore, l'intellettuale di sinistra che nella campagna elettorale del 2001 paventava i pericoli di un Governo Berlusconi? Quello stesso Eco che, durante la campagna elettorale di quest'anno, sosteneva che si sarebbe esiliato dall'Italia se avesse vinto di nuovo Berlusconi?
Beh, il Prof. Eco - leggo sull'edizione milanese del Corriere della Sera del 10 novembre - ha avuto l'ardire di passeggiare per Milano con Vittorio Sgarbi, nonostante le differenti posizioni politiche e culturali che contraddistinguono i due personaggi, commentando monumenti e arredi urbani della città lombarda e trovandosi a tratti anche d'accordo con Lui.
Un colloquio, quindi, improntato sulla gentilezza e la collaborazione per il bene del capoluogo lombardo; un incontro sulla falsariga di quello che Tu avesti qualche anno fa con l'ex sottosegretario ai Beni culturali, quando non avevi ancora aggiunto il Suo nome alla lista di proscrizione da Te stilata e che periodicamente aggiorni.
Supponendo che il Prof. Eco ignorasse la qualifica di "pregiudicato" che, a Tuo dire, compete a Sgarbi, accetta questa mia supplica di volere considerare la detta liaison tra i due una svista, un peccato di superficialità dell'autore de "Il nome della Rosa", purtroppo ignaro dell'anatema da Te scagliato contro il noto critico d'arte. Non vorrei proprio che i fatti, per come riportati dal Corriere della Sera, finissero infatti per costituire, ai Tuoi occhi, prova insindacabile della necessità di bandire da Piacenza anche il povero Professor Eco.
Ciò affermo perché, nonostante quest'ultimo sia un dichiarato detrattore della destra e del Governo Berlusconi - come del resto Tu e i Tuoi accoliti - vorrei comunque che lo stesso (non auotoesiliatosi per via del successo dell'Ulivo) avesse la libertà di venire a Piacenza quando gli pare. Così come piacerebbe a me vivere in una città in cui a tutti fosse garantita la libertà di ingresso e di uscita, senza liste di proscrizione.
Alla faccia della "città aperta" da Te disegnata nella pirotecnica e fallace campagna elettorale del 2002, oggi Piacenza rimane una città aperta solo in uscita: se ne vanno, infatti, amministratori, imprenditori e intellettuali, da Te offesi e/o cacciati e che promettono di non tornare se non quando Tu avrai smesso di fare il Sindaco. Non volendo che Piacenza rimanga città aperta solo agli immigrati, molti dei quali clandestini, non avertene a male del mio impegno a far sì che ciò si realizzi quanto prima.


da La Cronaca

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TommasoFoti
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