Data: 27/11/2005
Egregio direttore,
chi del ""Candido"" ha letto le varie serie - non solo quindi quelle pubblicate sotto la direzione di Guareschi, ma anche di Pisanò - ricorda certamente il grande successo di ""Stupidiario stampa"", irriverente rubrica di Leo Siegel.
Era quest'ultima una sorta di rassegna settimanale delle falsificazione dei fatti e degli avvenimenti operata dalla stampa per mano di incalliti pennivendoli.
Candido purtroppo non c'è più e neppure quindi ""Stupidiario stampa"", ma la materia prima certo non manca.
Anzi cresce, grazie anche ad alcune lettere scritte ai giornali da eroici combattenti della libertà di stampa che neppure si firmano con il cognome che portano, tanto se ne vergognano (basta siglarsi Carlo G).
Ma l'importante è scrivere e vedere poi pubblicata (""Libertà"" del 25 novembre) l'acuta intuizione in ragione della quale per far dispetto a Reggi si può distruggere la propria auto.
Peccato che sia chi si firma Carlo G. sia chi pubblica nascondano al lettore che anche Reggi è reo confesso di avere abbattuto un paracarro a Parma: che l'abbia fatto per far dispetto ad Ubaldi?
Vabbè a qualcuno è andata male anche stavolta: voleva prendersela con me per il paracarro e si è preso per... i fondelli.
Proprio come accadeva ai trinariciuti di ""contrordine compagni"".
Tommaso Foti
da Libertà
