Camera

Capre abbattute: «Andremo in Procura»

Data: 30/01/2006

«Se qualcuno spera di seppellire la mattanza delle caprette sotto i cumuli di neve che la Provincia non ha rimosso, con gravissimi disagi per tutti, si sbaglia di grosso».
Annunciano che si rivolgeranno al procuratore e per farlo, i
consiglieri provinciali Tommaso Foti (Alleanza Nazionale) e Patrizia Barbieri (Oltre i partiti) non usano mezzi termini. Un colpevole per il "capricidio" della Pietra Parcellara c'è, e questo colpevole deve pagare.
Dopo l'interrogazione a risposta scritta del consigliere dei Verdi Gianluca Borghi, dopo la "strigliata" di Boiardi agli esponenti della maggioranza - rei di non aver preso le difese dell'Amministrazione provinciale quando è scoppiato il "caso caprette" - dopo l'intervento dello zoologo del servizio faunistico provinciale, dopo, ancora,
l'"assalto" al Palazzo di via Garibaldi, bersagliato da scritte e uova, sono i due consiglieri dell'opposizione a voler "mettere i puntini sulle i".
«Relegati in questi giorni in casa dalla congiunta incapacità di Boiardi e di Reggi di fronteggiare l'emergenza neve - sottolineano i due consiglieri, mettendo il dito nella piagha di un ancor più recente scivolone di Comune e Provincia - abbiamo esaminato la scarna documentazione che ci è stata consegnata sull'uccisione delle caprette, e abbiamo convenuto che vi sia materia d'interesse del giudice penale».
Fin dalle prime battute di questa incresciosa vicenda - iniziata all'incirca una settimana fa - il consigliere azzurro e l'esponente di Oltre i partiti avevano promesso che sulla mattanza delle caprette non avrebbero fatto sconti a nessuno. Detto, fatto.
«Nelle prossime ore presenteremo al giudice penale un dettagliato e approfondito esposto sulla vicenda, essendo state a nostro avviso violate in più occasioni norme di legge in sé chiare e a tutti comprensibili. Ci corre l'obbligo di rilevare - osservano i due consiglieri d'opposizione - come negli atti che abbiamo consultato non vi sia traccia delle presunte giustificazioni di cui i responsabili della mattanza sono stati invece prodighi sulla stampa:
è pertanto doveroso che chi ne ha il potere accerti i fatti per come si sono svolti e non per come si vuole far credere che sia stato».
«Giova infine evidenziare - concludono Tomaso Foti e Patrizia Barbieri - che le poche voci elevatesi a difesa dell'operato dell'Amministrazione provinciale provengono da chi nella mattanza, direttamente o per interposta persona, ci ha messo il fucile per uccidere le caprette, quando non la pala per sotterrarle o la forchetta per mangiarle».
Come dicevamo, un colpevole c'è e deve pagare.

da La cronaca

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