Data: 26/11/2006
I consiglieri provinciali Patrizia Barbieri (Oltre i partiti) e Tommaso Foti (An) hanno inviato ai ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali e alle Regioni Emilia Romagna e Lombardia otto pagine di osservazioni contro il progetto del terzo ponte Castelvetro-Cremona. Lapidario l'incipit: «Il nuovo attraversamento del Po presentato dalla società autostrade Centro padane non può essere approvato per una serie di motivi, primo tra tutti la contrarietà al Ptcp della Provincia di Piacenza». Molti aspetti rafforzerebbero l'ipotesi che lo studio d'impatto ambientale di Centro padane sia uno «studio-alibi redatto a posteriori per cercare di avallare ""ab absurdum"" la validità di scelte effettuate senza la necessaria concertazione» per un progetto «troppo impattante, sovradimensionato e poco funzionale».
«L'analisi costi-benefici si chiude con un bilancio negativo, la struttura sgraverà un modestissimo bacino di traffico, il tracciato non considera la vicinanza a impianti classificati ""a rischio incidente rilevante"", uno dei quali ha appena ottenuto l'assenso al raddoppio, frammenta il paesaggio, stravolge e sacrifica pesantemente il territorio di Castelvetro». Tre le alternative naturali che, secondo i consiglieri, Centro padane non ha preso in considerazione: usare le pile esistenti per creare una strada parallela al ponte in ferro, liberalizzare il tratto autostradale Cremona-Castelvetro, creare nel Cremonese la ""gronda nord"", molto discussa ma mai realizzata, prolungandola sul Po con un ponte parallelo a quello autostradale collegandolo con una bretella alla Ss10 e alla Sp 462 e usando come raccordo tra Sp 10, la Sp 588 e la Sp 462 un casello in località La Villa che eliminerebbe i pericolosi attraversamenti di S. Pedretto, S. Pietro e S. Giuliano ed eviterebbe quello di Castelvetro. «Centro Padane qualifica il progetto come ""nuovo casello"", ma in realtà sta proponendo l'utilizzo del vecchio casello col passaggio di un'altra autostrada a 300 metri dalle abitazioni: tale espediente serve forse per giustificare il rinnovo a suo tempo ottenuto della concessione che le era stata accordata in cambio di un intervento inserito in piano finanziario come realizzazione di un nuovo casello?»
da Libertà
