Camera

«Centro abbandonato, Provincia senza idee»

Data: 06/03/2006

Il primo messaggio è per il sindaco Roberto Reggi, «per una pronta
guarigione» dopo il malore accusato durante la maratona. Ma è stato
l'unico sconto al centrosinistra, al «giuntone rosso», espressone coniata per indicare gli amministratori di Comune e Provincia. Poi è stato tutto un dilagare di invettive, di polemica politica senza risparmio, di critica senza distinzione territoriale, dai leader dell'Ulivo di casa nostra, «che hanno demolito il tessuto della
nostra provincia», a quelli nazionali, «più simili a un'armata
Brancaleone che a un Governo».
Eccolo là, Tommaso Foti, sul palchetto allestito in piazza Cavalli per il comizio che annuncia l'ingresso a pié pari di Alleanza nazionale nella campagna elettorale che porterà alle urne il 9 e 10 aprile. Appena saliti i gradini del palco, il numero tre della lista alla Camera in Emilia (dietro a Fini capolista e al deputato bolognese Raisi) ha invitato i rivali politici a mettersi il cuore in pace, considerato lo scranno pressoché sicuro in Parlamento nella prossima legislatura vista la collocazione blindata. «Se qualcuno pensava di avermi fatto un dispetto a non votarmi alle elezioni
provinciali, beh, se lo è fatto da solo».
Ha rotto il ghiaccio così, Foti, mentre al suo fianco due pupazzi raffiguranti i volti di Romano Prodi e Gianluigi Boiardi ballonzolavano su un camioncino, osservati da una nutrita presenza di simpatizzanti e curiosi. Proprio dall'operato di Comune e Provincia è partita l'analisi impietosa del deputato. «Hanno abbandonato il
centro perché non lo vogliono far crescere. Sono capaci di fare solo delle rotonde, mentre la Provincia si distingue per mancanza di idee».
Per poi ampliare il raggio, cercando di allontanare lo spettro delle «manone rosse, quelle che già si sono accaparrate Palazzo Mercanti e via Garibaldi. E dato che la Regione rossa se ne frega di Piacenza, bisogna cercare di salvare l'Italia».
Ha parlato di una classe dirigente, quella del centrosinistra,
«disfattista ma non propositiva, capace di dare l'assalto coi
portafogli al sistema bancario, a fare gli interessi del partito e delle ideologie, ma non quello delle persone».
Al centrodestra piacentino, ha detto, non toccano le provocazioni che giungeranno dalla sinistra durante una campagna elettorale che si preannuncia «difficile».
«Alleanza nazionale vuole un'Italia più sicura, e la legge sulla legittima difesa ha permesso di dare maggiori diritti all'aggredito, al contrario di come accadeva prima. An vuole un'Italia più serena, con un processo di modifica dello Stato sociale che deve continuare».
Ha elogiato l'operato del ministero della Sanità, Francesco Storace («un aumento di 40 miliardi di euro di budget»), la legge Bossi-Fini («un modello che ci stanno copiando in Europa»), la credibilità dell'Italia all'estero («mentre prima non ci offriva un caffè nemmeno un Paese del Terzo mondo»), ha spronato a difendere le tradizioni di
un Paese contro il pericolo fondamentalista, a continuare nella linea della detassazione delle imprese.
E dopo aver sollecitato gli alleati a «fare il possibile durante la campagna», non si è negato una possibilità onirica, «quella di vedere Fini premier».

da La Cronaca

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl