Camera

«Coccodrillo Reggi in malafede contro Garilli»

Data: 16/10/2006

«Come il coccodrillo del detto popolare, anche a Reggi, quando parla di Fabrizio Garilli, vengono le lacrime: ma mentre al rettile scendono dopo aver finito di mangiare, al sindaco l'appetito nei confronti del presidente della Camuzzi e del Piacenza calcio non passa mai, nonostante finga il contrario». Parte da una metafora il duro attacco del parlamentare piacentino di Alleanza Nazionale, Tommaso Foti, al sindaco Roberto Reggi, colpevole - a suo dire - di aver penalizzato per anni l'imprenditore piacentino, salvo a posteriori rammaricarsi e sorprendersi delle parole critiche di chi si sente vittima degli inaccettabili comportamenti dell'Amministrazione comunale (vedi Cronaca 15 e 16 ottobre). «I fatti parlano chiaro: in questi anni la Giunta di centrosinistra ha messo in atto una precisa strategia persecutoria nei confronti di Garilli e delle sue società; le prove sono evidenti, nonostante il sindaco si prenda gioco di tutti, sostenendo il contrario. Primo: non è vero che il Comune era obbligato a rivolgersi al tribunale per la questione del canone di affitto dello stadio. Con il Piacenza Calcio c'è una convenzione che prevede esplicitamente che la cifra per l'utilizzo del Garilli e del campo Bertocchi sia determinata in accordo tra le parti e che, qualora non vi sia intesa, si provveda a investire della questione un collegio arbitrale. Così non è stato perchè Palazzo Mercanti, e non la società biancorossa, ha eluso questa procedura contrattuale, investendo il giudice di merito al solo fine di farsi facile pubblicità ai danni di Fabrizio Garilli». C'è poi l'altrettanto delicata questione dell'area di via XXIV Maggio: «Se non fosse una questione molto seria - prosegue Foti - ci sarebbe da mettersi a ridere per le parole di Reggi, che mente sapendo di mentire, facendo la parte del finto dispiaciuto. Il sindaco ha sempre sostenuto che il pluriennale vincolo sul terreno della Camuzzi poteva essere compensato con un'attività edificatoria della società in un altro luogo. Io mi chiedo, però, perchè non ha per tempo informato Garilli della volontà di cambiare la destinazione d'uso allo stabile di via Ven- noti. Le prove che dimostrano la volontà penalizzante di Reggi ci sono tutte, visto che non ha colto nessuna delle possibilità che c'erano per evitare la rottura. E non finga - conclude - di fare l'amico di un imprenditore serio come Fabrizio Garilli, inopinatamente colpito sol perché non ha accettato di prostrarsi, con il cappello in mano, al sindaco e al direttore generale». turini, la qual cosa si è verificata invece subito dopo che la proprietà dello stesso è passata da Camuzzi Immobiliare in altre mani. Il divieto a costruire si è magicamente trasformato in permesso. Non è tutto: il sindaco-coccodrillo, a cui spesso cresce anche il naso di Pinocchio, ha sempre sostenuto che il vincolo sull'area di via XXIV Maggio era fondamentale per dar vita al tanto pubblicizzato, quanto fantomatico, Parco delle Mura. Per quale motivo, però, lo stesso ragionamento non è stato fatto con l'ex Manifattura Tabacchi, che sta proprio di fronte in via Raffalda, per la quale si sta preparando una variante al piano regolatore che le cambia la destinazione d'uso da produttiva a residenziale? E' un'area pubblica, su cui però stanno mettendo le mani le cooperative bianco-rosse e i soliti .

da La Cronaca

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TommasoFoti
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