Data: 22/04/2006
Lavorare da subito alla stesura di un programma «chiaro e serio, da elaborare non negli scantinati di questa o quella sede di partito, ma tra l'opinione pubblica»; quindi, scegliere il candidato sindaco attraverso le primarie, «un'azione politica senza dubbio coinvolgente».
Chi forse si illudeva che i giochi per cercare lo sfidante del
centrosinistra, Reggi o chi per lui, alle amministrative 2007 fossero una mera formalità, evidentemente non aveva fatto i conti con Alleanza nazionale, uscita comunque rafforzata a livello locale dalle recenti consultazioni Politiche, e con Tommaso Foti, fresco di rielezione alla Camera.
Perché se è vero che in questa intervista il deputato parla in prima persona, è certo che la sua è opinione largamente condivisa all'interno del partito che l'altra sera si è riunito in un direttivo per analizzare il voto, ma anche per pianificare le mosse future, visto che di tempi morti tra una campagna elettorale e l'altra non ce ne sono più. E la ricetta di Foti non ha tanti arzigogolii, è diretta e non prevede disperisoni di tempi e energie. Tanto che, lanciando messaggi subliminali alle forze centriste della coalizione, afferma con risolutezza: «La destra sarà pronta in tempi rapidi a esprimersi ufficialmente per le primarie, poco importa se saranno all'unanimità o meno». Forza Italia e Udc avvisati, dunque: l'individuazione dell'identikit passa attraverso una fase di consultazione popolare, anche se i possibili nomi, per il momento, non trapelano.
«Non si può pensare di di scegliere un candidato sindaco - sostiene Foti - senza prima aver definito un programma politico amministrativo nel quale si riconosca tutta la coalizione. Un programma non fatto di verbose pagine, ma di pochi e chiari punti programmatici che riportino al centro dell'azione politica la persona anziché le conventicole. Un programma di libertà, rivolto a tutti quegli uomini
liberi che hanno voglia di fare, in primis i giovani».
Già, i giovani, a volere guardare bene un indizio c'è già, ma
l'onorevole prosegue senza pause: «Un programma non per pochi, ma per tutti. Ne segue che si deve intraprendere un'azione d'ascolto nella città diretta e profonda, attenta tanto alle esigenze di chi vive in centro, come di quelle di chi abita in periferia e nelle frazioni. Un programma da "marciapiede", da presentare tanto nelle belle sale come nei vicol»". E aggiunge: «Mi permetto di dire questo perché, non essendo direttamente coinvolto nel lotto dei papabili a candidato sindaco, sono estraneo a tattiche e pretattiche».
Una premessa per addentrarsi nel discorso primarie. An le vuole, fa capire, e ha i galloni (ovvero i numeri) per proporle: «Individuata la base comune si dovrà verificare se vi è una sola candidatura o più. Chi accetterà la strada delle primarie, parteciperà e si adeguerà al risultato. Così è stato anche per Bertinotti con Prodi. Non si parte da un solo nome, ma dalla ricerca di idee originali che
coinvolgano i piacentini che hanno voglia di fare e quelli rassegnati a vedere spegnersi la città. Su questa impostazione penso che sia indispensabile che An si esprima ufficialmente in tempi brevi».
Totonomi manco a pregare in cinese, ma è a quel punto che scatta il secondo indizio. «Potrebbe essere anche una donna. Se alle primarie ottenesse successo, perché no»? Sacrosanta verità o depistaggio politico?
da La Cronaca
