Camera

«Comune, di Unione resta solo il nome»

Data: 02/03/2005

Dopo l'esito dell'ultimo Consiglio comunale, che ha confermato la difficoltà di una maggioranza sempre più divisa sulle tematiche urbanistiche legate alla nostra città (dall'Acna, al Guazzo, fino a La Verza), sembra imporsi una riflessione di più ampio respiro, nel mondo politico locale. Ed è in questo contesto che alle voci di dissenso già levatesi nel corso della seduta, si unisce anche il lapidario giudizio dell'onorevole Tommaso Foti, esponente di Alleanza nazionale e ormai convinto che «il limite della tollerabilità sia ampiamente superato: se la maggioranza di Reggi, quando si parla di urbanistica, non regge, o se ne va l'assessore o se ne va la maggioranza. Tanto - aggiunge - di "Unione" ci rimarrebbe solo il nome».
E in effetti i numeri parlano chiaro: entrambi i Piani particolareggiati che il Consiglio si è trovato a dover valutare lunedì, sono passati per un soffio, con solo 14 voti favorevoli in entrambi i casi.
«Ulivo e Rifondazione comunista - prosegue Foti - hanno mostrato come, a Piacenza, non rappresentino affatto l'Unione, ovvero l'ultima denominazione che si è data la sinistra-centro a livello nazionale. Su un tema delicato quale lo sviluppo urbanistico della città, ogni consigliere della maggioranza vota infatti come gli pare, tanto che è legittimo chiedersi se non ci fosse stata l'Amministrazione Guidotti, quando mai a Piacenza sarebbe stato approvato un nuovo piano regolatore».
Una difficoltà che, secondo il consigliere di opposizione, nulla ha a che vedere con il semplice e democratico "scambio di idee", come alcuni esponenti di maggioranza hanno voluto spiegare.
«A tutte le Amministrazioni - conclude infatti Tommaso Foti - è capitato di non trovarsi compatte su un particolare provvedimento, ma qui siamo di fronte a un'abitudine: è sufficiente portare in Consiglio un piano particolareggiato e la maggioranza di sinistra-centro si scioglie più velocemente della neve al sole. E non ci si venga a dire che questo avviene perché la maggioranza di Roberto Reggi ama discutere: i fatti ci dimostrano che nessun intervento edilizio di un qualche significato sarebbe autorizzato se il centro-destra non avesse assunto un comportamento responsabile». Da qui la conclusione dell'onorevole di Alleanza nazionale: di fronte a tanta divisione o se ne va la maggioranza consiliare o se ne va l'assessore Pierangelo Carbone.

da La Cronaca

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