Data: 27/01/2006
L'aveva annunciato ed è andato fino in fondo l'onorevole Tommaso Foti (An) che ieri mattina ha presentato in Procura un esposto per le dichiarazioni rilasciate pubblicamente qualche tempo fa dal sindaco
Roberto Reggi e con le quali sostanzialmente si lasciava intendere che l'Amministrazione che lo ha preceduto era solita "comprare" voti in Consiglio comunale pagando 500 euro.
«Illazioni gravissime» era subito insorta la minoranza consiliare. Poi, per alcune settimane, più nulla.
Ma non ha lasciato cadere nel vuoto l'episodio, il parlamentare piacentino il quale, dopo aver atteso per alcuni giorni un'iniziativa da parte del sindaco che tuttavia non è mai stata presa, ha deciso di proseguire per la propria strada e di segnalare l'accaduto all'autorità.
La necessità evidentemente è quella di fare chiarezza non soltanto sui gravi fatti citati dal sindaco, ma anche e soprattutto sulla mancata denuncia di queste azioni da parte del primo cittadino che nel suo ruolo di pubblico ufficiale, secondo Foti, ne avrebbe avuto il dovere.
Se così fosse, infatti, per Roberto Reggi l'accusa potrebbe essere quella di "omessa denuncia di reato da parte di un pubblico ufficiale".
Una posizione che era parsa già di per sé "delicata" dopo la
pubblicazione sulla stampa della frase finita sotto i riflettori
(«Sono persone oneste - aveva detto Reggi parlando della propria Giunta - oggi non accade più che si debba pagare 500 euro un voto in Consiglio. La gente che siede in Giunta non lo fa per tornaconto personale») ma ulteriormente aggravata qualche giorno dopo quando il primo cittadino, tirato per la giacca dall'opposizione in Consiglio comunale, non ha fatto altro che ribadire i concetti già espressi:
«Non mi vergogno di ripeterlo anche davanti a voi - aveva infatti replicato Reggi in aula - Ho detto che il Consiglio comunale attuale, quindi tutti voi, non hanno bisogno di quei 500 euro che invece erano necessari in passato».
Seconda "gaffe", che venne successivamente definita «piuttosto infelice» anche da gran parte della maggioranza e che determinò l'apertura di un vero e proprio "caso" politico, diplomatico e, da oggi, anche giuridico.
Le ipotesi di reato sulle quali l'esposto presentato da Tommaso Foti chiede di aprire un'indagine, sarebbero infatti delle più pesanti: concussione, corruzione e, infine, omissione di denuncia di un reato del pubblico ufficiale.
Ora toccherà alla procura fare tutte le valutazioni del caso. Nel frattempo l'unica replica che il primo cittadino ha voluto rilasciare sull'intera vicenda è un secco «no comment».
da La Cronaca
