Camera

Contro-manifestazione, è polemica

Data: 27/04/2005

Non è stato solo il 25 aprile della stretta di mano tra Prodi e Berlusconi, del "trionfo" di Ciampi e dei fischi a Pisanu e Albertini. Il vento delle polemiche è arrivato anche a Piacenza, dapprima con una civilissima, ma chiassosa contestazione pubblica di un oratore, il presidente provinciale dell'Anpi, in piazza Cavalli (ne riferiamo a margine); e nel pomeriggio con una movimentata deposizione di fiori in Largo Battisti (nel luogo in cui il 28 aprile 1945 venne fucilato un militare della Rsi) terminata con trentadue denunce della Questura all'autorità giudiziaria.
Un episodio che ha avuto pesanti strascichi polemici. «Una provocazione evidente nei confronti di chi celebrava la ricorrenza della Liberazione» la definisce il sindaco Roberto Reggi, che plaude all'intervento della Polizia «in presenza di una manifestazione non autorizzata». Il parlamentare Tommaso Foti ha presentato un'interrogazione al Ministro dell'Interno (come ha fatto anche Alessandra Mussolini) chiedendo se siano state recentemente impartite «restrittive disposizioni in ordine all'applicazione dell'articolo 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza» (cioè la violazione contestata ai manifestanti). «Se così non fosse - aggiunge Foti - se intenda il Ministro verificare la corretta e puntuale applicazione che di questa norma di legge è stata data a Piacenza, ove nella giornata del 25 aprile, in assenza di altri concomitanti iniziative, è stata considerata "manifestazione non autorizzata" la deposizione, da parte di ognuno dei giovani intervenuti, di una rosa (dicasi una rosa) in un tratto di Largo Battisti laddove avvenne l'esecuzione di una persona non appartenente alle formazioni partigiane». Foti ritiene «poco giustificabile anche l'asserita motivazione della "tutela dell'ordine pubblico". Sarebbe sufficiente - conclude - pensare al fatto che il 28 aprile 2001 venne autorizzata una manifestazione di protesta per la presenza dell'onorevole Gianfranco Fini a Piacenza, in area assai prossima alla piazza dove quest'ultimo teneva un affollatissimo comizio, la qual cosa costrinse chi voleva raggiungere la detta piazza, ad attraversare l'area riservata alla manifestazione di protesta, con evidente possibile pericolo per la propria incolumità personale».

da Libertà

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