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CREMONA-MANTOVA, «Un applauso agli imprenditori, non alla Provincia»

Data: 11/09/2005

Tocca vari temi legati alla "viabilità" l'intervento del consigliere provinciale e deputato di An Tommaso Foti, che commenta, anche, l'annuncio dell'ingresso delle imprese piacentine nell'Ati che cercherà di aggiudicarsi la commessa della Cremona- Mantova. «L'iter per la Provinciale 6 di Carpaneto comincia adesso. Inutile che si facciano proclami dicendo che la cosa sta partendo, la variante di Crocetta comporta che si ricominci da capo». «"Parte l'iter" si è detto nei giorni scorsi. Certo - continua Foti - Quello che non si è detto è che così si annulla e si dimentica che l'iter per il raddoppio della tangenziale fino a Montale e la variante della Provinciale 6 di Carpaneto era già partito». Insomma i cittadini devono continuamente assistere all'inizio degli iter, e poi, dopo lunghe "lavorate" tecniche e burocratiche, tra passaggi amministrativi e politici, l'iter si ferma. Ogni tanto salta fuori che l'iter ripartirà e chi era convinto di essere ormai alla fine e di poter vedere le opere deve attendere. Come se l'iter e le procedure fossero qualcosa di inutile e vano. «Per la Carpaneto - aggiunge Foti - il progetto era stato pubblicato, era stato avviato lo studio di impatto ambientale e il tutto era in fase di approvazione per poter procedere all'appalto. Sia chiaro ai cittadini che la variante di Crocetta comporta che si ricominci tutto da capo. Restano in parte il tracciato e il disegno ma i passaggi amministrativi ripartono. Il che sicuramente fa slittare in avanti i tempi, per la tangenziale di Le Mose/Montale soprattutto, dove è partito l'ipercoop, col rischio di ritrovarsi tangenziale e via Emilia ancor più intasate di quanto non lo siano già». «D'altro canto - attacca Foti - l'assessore Patrizia Calza riuscirà poi a motivare i ritardi. Come nel caso del ponte di Castelvetro, definendo "cause di forza maggiore" i mancati ordini dei materiali necessari per completare l'opera da parte della ditta o nel caso del ponte di San Giorgio, dove è stato aperto e richiuso il cantiere, temporaneamente, in attesa di concludere i lavo ri, con l'inevitabile consenso dei sindaci in funzione della stagione dei pomodori. Ma la stagione dei pomodori era prevedibilissima e il cantiere andava chiuso prima». «Per la partecipazione alla gara per la Cremona- Mantova da parte del mondo economico piacentino - conclude Foti - un applauso agli industriali. Sono state brave le imprese a cogliere l'opportunità e a farlo insieme. Ma la Provincia? Perché si accapara i meriti di un'operazione che la stessa Rdb ha definito finanziaria? Le imprese hanno fatto il loro lavoro e avranno una quota parte nell'Ati. Una quota minore di quella che hanno gli azionisti locali nella Centropadane: tra la Provincia, la Camera di Commercio e Tesa (Enìa) non abbiamo forse il12 per cento circa? Perché le società ex municipalizzate, a maggioranza pubbliche, delle altre province (Asm Brescia e Aem Cremona) sono entrate nell'operazione e la nostra Enìa no? Se davvero la Provincia vuole fare squadra con le realtà territoriali in grado di competere con il mercato nazionale cominci ad adeguare il Piano delle attività estrattive. Non si pone il problema della collocazione delle cave piacentine in altri territori provinciali, a ridosso, appunto, dell'asse Cremona- Mantova?E' la delocalizzazione delle imprese il vero problema che si deve porre la Provincia"".

da La Cronaca

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