Camera

E in Provincia scoppia la polemica sulla Coca Cola

Data: 18/01/2005

piacenzaUna provvidenziale mancanza di numero legale salva la maggioranza da una frattura politica. Oggetto una mozione di Rifondazione che chiedeva un impegno alla giunta provinciale ad escludere i prodotti Coca-Cola & C. dai distributori automatici nell'ente e nelle scuole. Atto di denuncia verso «il non rispetto di condizioni lavorative e contrattuali legali e dignitose da parte della multinazionale». Dall'opposizione una sottolineatura di illegittimità. Il segretario, a cui è stato chiesto un parere in aula, ha suggerito di rivedere la parte conclusiva: «vi vedrebbe corresponsabili per eventuali danni».
La mozione - già votata in altre città - è promossa da un comitato di solidarietà formato da organizzazioni sindacali europee e statunitensi (in Italia Fim-Cisl e Nexus Cgil) è stata illustrata dal consigliere Rattotti. La polemica è maturata non sulle argomentazioni politiche, ma sulle conclusioni proposte dai consiglieri di Rifondazione. Dubbi espressi tra i banchi dell'opposizione, ma anche della maggioranza. E' dal centrodestra che sono state lanciate le critiche più dure. A cominciare da Foti che ha domandato alla presidenza «se davvero vi fosse l'intenzione di discutere la mozione». Il consigliere poi ha aperto una lattina ricordando ai colleghi di Rifondazione che, se fosse passata la loro mozione e se si fosse data efficacia alla stessa e se, in tutto il paese, si fosse replicato il mesedimo copione, forse i lavoratori italiani alle dipendenze dello stabilimento che produce la bevanda avrebbero avuto qualche problema di occupazione in futuro.
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da Libertà

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TommasoFoti
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