Data: 10/05/2005
«Sulla partita industriale più importante del panorama energetico italiano, che, seppur in forma minore coinvolge anche Piacenza, l'azionista di Enìa, cioè il Comune, non si è degnato di coinvolgere nessuno nella nostra città e tanto meno di informare i cittadini o anche solo il Consiglio comunale della sua partecipazione, più o meno diretta, nella newco che investirà in Edison».
Questo più o meno il tenore dell'intervento dei deputati piacentini Massimo Polledri e Tommaso Foti, che hanno parlato ieri anche a nome del senatore Antonio Agogliati.
«Partecipazione marginale sì - ha detto Polledri - è vero, ma se si parla di un investimento di 250 milioni di euro per Enìa si calcola per la nostra controllata dal Comune una cifra che si aggira intorno ai 18 milioni di euro, 35 miliardi di vecchie lire, per intenderci. Pochi? Dipende chi ce li mette. Crediamo comunque che un investimento del genere vada spiegato ai cittadini, non è compito nostro dire se questa operazione porterà vantaggi o svantaggi per Piacenza e per i suoi cittadini, quello che è certo è che sarebbe necessario che chi li paga, specialmente se l'affare coinvolge enti e società pubbliche, si degni di spiegare che intenzioni ha. Per questo chiediamo ufficialmente al sindaco un tavolo per la trasparenza che coinvolga enti, istituzioni e parti sociali».
«Detto questo - continuano i parlamentari della Cdl - ci preme sottolineare che a nostro avviso si è commesso l'errore di non tentare nemmeno di coinvolgere gli industriali locali, gli stessi industriali che corsero per comprare il 40% di Tesa insieme ad Asm Brescia quando i bresciani persero poi a favore di Agac. Una scelta - ha aggiunto Foti -che non ho mai condiviso». «Tra gli industriali locali - ha chiarito Polledri - penso a Giglio, a Garilli e ad altri, che forse avrebbero rifiutato, ma forse avrebbero potuto garantire un aiuto in termini di capitale e forse anche in termini di "massa critica", magari Piacenza avrebbe anche potuto contare di più».
«Ma a noi sembra che la tendenza sia di non privatizzare le società pubbliche ma di venderle alle banche, insomma di indebitarsi. Ci piacerebbe però sapere come, con chi e di quanto ed eventualmente vorremmo informazioni anche sui vantaggi, quelli collettivi, e quelli non collettivi, insomma, gli utili, che ci saranno, come verranno gestiti e utilizzati?».
«Ci è sembrato che il sindaco, come i cittadini, abbia appreso dai giornali la notizia della vittoria di Aem, fortemente voluta dal governo, e ci preoccupa il fatto che il suo rappresentante nel Cda di Enìa, l'ex assessore Marco Elefanti, rilasci dichiarazioni dicendo, in buona sostanza, che l'accordo non è ancora stato definito. L'impressione - ha detto Foti - è che sulla notizia ci sia molta omertà, a meno che Elefanti non ne sapesse nulla».
E nel Consiglio comunale di ieri i consiglieri di minoranza hanno chiesto una convocazione straordinaria di un Consiglio che abbia per argomento "Enìa in Edison: il ruolo di Piacenza".
«Quando è nata Enìa - hanno concluso i deputati - ci hanno parlato di un ruolo minore ma determinate di Piacenza, senza prevaricazioni, nonostante il nostro 7%. Allora dimostrino ora di essere in grado di spiegarci la scelta che hanno fatto, saremo tutti lieti di conoscere i vantaggi per i piacentini».
da La Cronaca
