Camera

Escalation di esposti? Botta e risposta Margherita-Foti

Data: 03/02/2006

Botta e risposta tra la Margherita piacentina e l'onorevole di An Tommaso Foti. La prima, con un intervento dell'Ufficio enti locali pubbilcato sul sito Internet del partito, ha attaccato il centrodestra per l'utilizzo di esposti alla magistratura di cui in particolare si è reso protagonista negli ultimi tempi: dalla vicenda dell'impianto semaforico all'incrocio tra stradone Farnese e via Giordani alle uccisioni delle caprette della Pietra Parcellara alle dichiarazioni del sindaco Roberto Reggi sulla compravendita di voti in Comune in passato. La tesi (v. Libertà di ieri) è di un abuso delle ""visite"" in procura in periodo pre-elettorale specie da parte di uno schieramento politico che fa dell'anti-giustizialismo una sua bandiera.
«A dire il vero, sono gli odierni compagni di lista della Margherita che, quando erano comunisti, organizzavano convegni con Violante per chiedere la testa dell'allora procuratore della Repubblica». Questo l'incipit del comunicato con cui Foti ribatte: «Personalmente non ho mai confuso il protagonismo in salsa politica di pochi magistrati con il corretto impegno dei più: ipotizzare, come fa la Margherita, che se ne possa strumentalizzare l'azione, manifesta una pesante caduta di stile che lascio volentieri all'irresponsabilità di chi ciò afferma».
«Da parte mia», continua Foti, «mi sono limitato, in ragione delle cariche ricoperte, segnalare due fatti specifici, valutati di rilevanza penale, all'autorità competente: ne avrei fatto volentieri a meno se a ciò avessero provveduto, come era loro obbligo, il sindaco Reggi (per la supposta compravendita di voti in Comune) e il vice presidente della Provincia Mario Spezia (per la mattanza delle caprette). Vuoi vedere che ad avere ritrosia ad accostarsi ad aule ed uffici giudiziari sono proprio gli esponenti della Margherita?».

da Libertà

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