Camera

«Foibe, convegno dai toni intollerabili»

Data: 19/02/2005

«Chiudiamo pure un occhio sul ritardo di una settimana con cui il Comune ha celebrato la giornata del Ricordo, in fondo l'importante è che qualcosa sia stato fatto». Parte in sordina il consigliere comunale di An Andrea Paparo che, già prima del 10 febbraio, era intervenuto per sollecitare l'Amministrazione a organizzare iniziative pubbliche in memoria degli italiani uccisi dai partigiani comunisti di Tito tra il 1943 e il 1947. Ma, dopo aver appreso l'impostazione del Convegno tenutosi l'altro giorno all'Auditorium Sant'Ilario, la preoccupazione e l'indignazione prevalgono sull'iniziale disponibilità a non sollevare polemiche. «Mi riservo di chiedere la registrazione del Convegno, ma se dovessi verificare che davvero l'approccio all'argomento è stato quello che ho letto sulla stampa, sarebbe gravissimo». Il riferimento è all'oratore ufficiale della manifestazione, il professore Giulio Mellinato dell'Istituto storico della Resistenza di Trieste che, stimolato da alcune domande di Carla Antonini, ha dato una versione della tragedia delle Foibe oggi contestatissima. Una versione in base alla quale la persecuzione dei giuliani-dalmati da parte dei comunisti di Tito è apparsa quasi come una "normale" conseguenza" della «violenza del fascismo». Poi, dopo l'8 settembre del ‘43, si scatenò una «vendetta» che Mellinato ha spiegato così: «In guerra chi non è mio amico è mio nemico e va ucciso».
«Presenterò un'interpellanza in cui chiederò copia della registrazione ma trovo che sia sconvolgente una ricostruzione storica così faziosa. In realtà si è trattata di un vero e proprio massacro portato avanti dai Comunisti di Tito con l'avvallo del comunismo italiano».
Ma non è stato solo Paparo a voler intervenire sul tema. Anche l'onorevole Tommaso Foti ha sferrato un durissimo attacco al Convegno in occasione del Consiglio comunale, dicendosi letteralmente «schifato» . «Forse, vista l'impostazione del Convegno a Sant'Ilario, era meglio non celebrare affatto il giorno del Ricordo. Mi rivolgo ovviamente all'oratore Giulio Mellinato e a quello che ha detto. Credo che ci debba essere sempre un limite alla decenza e che questi limiti siano stati ampiamenti superati». Attacco al quale ha risposto brevemente ma significativamente anche l'assessore Ignazio Brambati, di Rifondazione comunista. «Il fatto - ha detto - è che la verità storica ha bisogno di tempo per decollare».


da La Cronaca

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