Data: 13/02/2005
La tragedia della foibe tratteggiata da chi ne ha vissuto in prima persona la memoria tramandata. Così la sezione piacentina di Alleanza Nazionale e il movimento giovanile Azione Giovani hanno scelto di celebrare in città il "Giorno del ricordo". «Oggi si rende necessario riflettere sugli antefatti storici che hanno condotto a questo tragico scontro etnico», ha affermato Roberto Predolin, consigliere dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che ieri ha condotto un incontro sul tema dell'eccidio dimenticato. «All'accanimento - ha detto Predolin - e alla ferocia sulle vittime di questa tragedia non c'è giustificazione». La sua analisi ha ripercorso tempi e dominazioni del passato, con particolare riferimento al lungo periodo di reggenza della Repubblica di Venezia. «Nelle terre d'Istria e di Dalmazia si parla il dialetto veneto e le città sono disegnate dalle calli - ha ricordato - un paese si contraddistingue per i monumenti, le chiese e per la lingua. E queste terre fanno parte dell'Italia già dai tempi dell'impero romano, ma fu nel periodo dell'irredentismo che i problemi esplosero a seguito delle alle operazioni slavofone attuate». I conflitti interetnici iniziarono ad apparire sul finire dell'Ottocento. «Quando vennero chiuse le scuole italiane», ha ricordato Predolin. Ma la vera tragedia ebbe il suo culmine quando le vite di donne, bambini e anziani vennero cancellate per sempre, nascondendone i corpi nelle foibe, fenditure dell'aspra rocca carsica. «La tortura e le sue vittime - ha spiegato Predolin - non sono cosa facile da dimenticare». Durante il suo intervento Predolin ha sottolineato più volte il forte senso di appartenenza che caratterizza le genti d'Istria e Dalmazia. «Sono stati i racconti delle donne che hanno perpetuato il ricordo di questa tragedia troppo a lungo rimasta sconosciuta ai più - ha detto - che è stata superata, non rivendicando, ma grazie alla ferrea volontà di recuperare la dignità perduta». Insieme a Predolin anche lo storico Francesco Paderi ha tratteggiato un profilo dettagliato di fatti e cronache storiche del periodo. «Il problema - ha continuato - sfociato nella tragedia esisteva da tempo ed era ampiamente prevedibile». A introdurre i due esperti il parlamentare di Alleanza Nazionale Tommaso Foti. «Una pagina di storia rimossa», ha definito Foti la tragedia delle foibe. Insieme a lui il consigliere Andrea Paparo che ha sottolineato l'importanza per la città di ricordare questi tragici eventi. L'incontro è stato moderato da Gianluca Croce di Azione Giovani.
da Libertà
